Il “granchio blu” sulle coste mazaresi. Allarme per l’ecosistema e i pescatori

Seppur bellissimo il nuovo abitante della nostra costa è pericoloso per la biodiversità. Ecco alcune curiosità

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
21 Luglio 2021 11:17
Il “granchio blu” sulle coste mazaresi. Allarme per l’ecosistema e i pescatori

Ieri pomeriggio presso il litorale mazarese, non lontano, dalle spiagge sabbiose, abbiamo notato dei particolari esemplari di granchi, molto diversi e ben più grossi rispetto a quelli che siamo abituati a vedere e che si nascondono fra le rocce. Questo particolare tipo di granchio da noi osservato da vicino (vedi foto di copertina) ha bellissimi artigli azzurri ma in verità può essere considerata una vera e propria "bestia nera" per il nostro ecosistema marino e per i pescatori.

A causa dei cambiamenti climatici e al traffico marittimo nel Mediterraneo (ed in particolare nel Canale di Sicilia), il granchio blu sta proliferando distruggendo pesci; le sue formidabili pinze sono capaci di distruggere le reti e le attrezzature da pesca. Il crostaceo originario dell'Atlantico occidentale ha iniziato a essere rilevato sempre più spesso sulle costa mediterranee ormai da qualche anno ed è considerato dagli scienziati vista la sua aggressività una delle 100 specie invasiva e dannosa sia per la biodiversità marina nativa sia per l'attività socio-economica.

“I pescatori hanno ragione a preoccuparsi della nascita di una specie nella quale ogni femmina depone milioni di uova – ha spiegato Sajmir Beqiraj, professore di idrobiologia all'Università di Tirana- Il "Callinectes sapidus", presente al largo degli Stati Uniti, nel Golfo del Messico e fino all'Argentina, si e' diffuso in altre regioni del mondo attraverso l'acqua di zavorra delle navi. Il riscaldamento globale –ha aggiunto il docente- sta creando le condizioni per la presenza di specie esotiche in luoghi nei quali le temperature ancora alcuni anni fa non le erano favorevoli. Ha già disturbato gli equilibri naturali delle popolazioni ittiche autoctone, portando a un declino o addirittura all'estinzione di alcune specie, in particolare i granchi locali ".

In questi anni diverse associazioni della pesca hanno lanciato l’allarme granchio blu; è stato avviato pure qualche progetto transfrontaliero con la Tunisia per fronteggiare l’invasione del Granchio Blu ma anche per fornire adeguata assistenza e formazione ai pescatori che vorranno dedicarsi alla sua cattura e alla sua commercializzazione. Rimaniamo In attesa di una qualche iniziativa concreta da parte delle autorità, ed in particolare dall’Unione Europea, per far fronte ad un’altra causa che, in aggiunta alle altre di carattere strutturale e normativo, stanno compromettendo la sopravvivenza del mestiere del pescatore in Sicilia.

Negli Stati Uniti e in Messico il “blue crab” viene pescato e consumato in grandi quantità per la bontà della sua carne, viene cucinato al vapore oppure bollito. Si utilizza anche come ingrediente in insalate e zuppe oppure saltato in padella con burro all’aglio. Il suo costo? Si tratta di un alimento pregiato e si aggira sui 180 dollari al chilo.

Francesco Mezzapelle 

In evidenza