"Teatro amore mio“, "Marionette, che passione!” di Rosso di San Secondo

L'opera che fece acquisire fama a Rosso di San Secondo, drammaturgo, giungendo al successo con questo suo capolavoro

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
20 Aprile 2022 11:46

Nato in Via Santa Lucia 22 a Caltanissetta era figlio del possidente gelese Francesco Rosso di San Secondo e di Emilia Genova figlia del palermitano Cavalier Gabriele Genova. 

Tra le sue opere più importanti si ricordano “La sirena ricanta”, suo esordio in teatro nel 1908 e Marionette che passione! del 1917, opera che accese l'interesse di Luigi Pirandello, il quale spinse affinché l'opera fosse rappresentata. 

La storia di Marionette, che passione! è incentrata sull'incontro casuale di tre personaggi, incapaci di dare un senso alla propria esistenza. I tre si riveleranno alla fine non diversi da marionette, esseri totalmente in balia delle proprie passioni. Un'opera drammatica, grottesca, che alcuni definiranno legata al pirandellismo.

Secondo Gaetano Savatteri, la grandezza di Rosso di San Secondo venne messa in ombra proprio dalla figura di Pirandello. Avventure di sfaccendati, sono marionette, solo marionette, ma non in senso ironico: il burattinaio che li fa muovere è la vuotezza spirituale: non vivono; parlano, o meglio, l’autore parla, non i personaggi: essi sono terribilmente uguali, non sono altro che burattini. Marionette è incentrato su tre individui sbucati fuori, quasi, da alcuni film di Antonioni che in un uggioso pomeriggio di domenica, casualmente s'incontrano in un ufficio postale di Milano, cercando invano di stendere il testo d'un telegramma. Sembra che ciò che li accomuna sia il demone della passione.

Il signore a lutto con tuba nera in testa di professione ingegnere è stato tradito dalla moglie, stessa sorte ha subito il Signore in grigio da parte della sua compagna e anche la Signora dalla volpe azzurra risulta essere stata tradita e pure bastonata dal suo amante che non riesce a togliersi dalla testa. La Signora dalla volpe azzurra sembra che accetti la corte del Signore a lutto, ma non andranno via insieme, anche perché il Signore in grigio s'intromette tra loro facendo fallire un possibile intreccio. Pensa che sia assurdo che due persone possano stare insieme. Lui ne sa qualcosa perché c'è passato. 

Un segreto che confiderà alla ballerina incontrata in quella casa d'artisti con la scusa di portare un guanto perduto dalla donna in azzurro che intanto arriva in compagnia del Signore a lutto, un personaggio grottesco, quasi farsesco un'animella tutto sommato che merita d'essere tradito. Il Signore in grigio invece, elegante, sembra il motore dello spettacolo, uno sfaccendato senza lavoro, uno a cui piace raccontare storielle, corteggiare svogliatamente, un filosofo a suo modo che sentenzia su ogni cosa, facendo all'improvviso il gradasso invitando tutti al ristorante. 

Ad un tratto piomba in quel luogo "Colui che non doveva giungere" trascinando prepotentemente con sé la donna che pregusta già nuove legnate. Il Signore in grigio, incapace di dare un senso alla propria vita, si suiciderà non prima d'aver detto al Signore a lutto di pagare il conto mentre quest'ultimo già pensa che sarà regolarmente tradito quando gli capiterà l'occasione d'incontrare una nuova donna.

Personaggi che si rivelano marionette, completamente in balia delle proprie passioni. Ecco, un po’ il teatro dell’assurdo, uno spettacolo straordinario messo in scena da importanti compagnie, che fa scoprire la figura d'un grande drammaturgo siciliano, qual è Rosso di San Secondo, che ha avuto la sfortuna di vivere negli stessi anni di Pirandello che senza volerlo lo ha un po' adombrato e fatto conoscere di meno.

Salvatore Giacalone 

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