Mazara, San Nicolò Regale meta di “bivacchi” notturni

Nel sito storico, seppur riqualificato, abbandonati rifiuti alla vista di cittadini e turisti

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
12 Maggio 2022 09:03
Mazara, San Nicolò Regale meta di “bivacchi” notturni

Di giorno le macchine fotografiche dei turisti, di notte i “bivacchi” di giovani che abbandonano rifiuti di ogni genere: bottiglie vuote, pacchetti di patatine e sigarette etc. Questo quanto succede quasi quotidianamente nella terrazza della Chiesa di San Nicolò Regale. A partire dalla sera e poi durante la notte la stessa terrazza è meta di “raduni” dove si mangia, si beve e si fuma e poi la mattina si presenta uno spettacolo indecoroso (vedi foto di copertina relativa all’ingresso di San Nicolò Regale) a quanti cittadini e turisti transitano da quell’area e alla vista dei residenti delle case limitrofe.

L’area, la terrazza di San Nicolò Regale in particolare, nelle ore notturne non è controllata, non c’è un sistema di videosorveglianza. Ragazzini comprano le birre a buon mercato e “bivaccano” e l’indomani la sporcizia (vedi foto gallery sottostante all’articolo), compresi i cocci di bottiglie spaccate, persiste agli occhi di chi transita davanti al sito. 

La Chiesa di San Nicolò Regale di Mazara del Vallo è una chiesa di stile arabo-normanno che si erge sulla sponda sinistra del Mazaro. Costruita nella prima metà del XII secolo, ha una pianta quadrata con tre absidi e una cupola, impostata su un tamburo ampio e basso di forma cubica, che la sormonta. Nell'interno si trova un piccolo altare, quattro colonne centrali e delle colonnine incassate negli spigoli delle tre absidi e una pavimentazione con un disegno a colori d'ispirazione islamica.

Nel 1947 si tentò di riportare la chiesa alle sue forme originarie, ma bisognò attendere fino agli anni Ottanta affinché questo gioiello dell'arte arabo-normanna riacquistasse le sue originali sembianze di monumento medievale. Di particolare interesse è il basamento sottostante, nel quale sono state rinvenute nel 1933 tracce di mosaici romani di tarda età imperiale e che ora è visibile dall’esterno. Sfortunatamente, da diversi anni, l’ex chiesa, la cui struttura millenaria è in stato di degrado, è chiusa al pubblico, nonostante il grande interesse turistico.

Lo scorso fine ottobre sono ripresi, dopo quasi tre anni, i lavori di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria dell’immobile sottostante la stessa ex chiesa che contiene i mosaici romani. I lavori, per una durata di 120 giorni, sono stati effettuati dall’impresa DI. BI. GA Costruzioni sas impresa ausiliaria Di Giorgi srl di Alcamo, aggiudicataria dell’appalto con un ribasso del 21,70% sull’importo a base d’asta di 99mila 704,28 euro (importo netto di aggiudicazione di circa 85mila euro comprensivo degli oneri di sicurezza di circa 20mila euro non soggetti a ribasso).

Dopo la chiusura del sito per problemi di sicurezza nel 2016, la messa in sicurezza del sito era stata avviata nel 2018 con affidamento degli interventi alla stessa ditta DI.GI.BA. Tuttavia si era registrato un nuovo stop in quanto il progetto originario prevedeva la rimozione di circa due terzi del solaio con collocazione sui pilastri di una rampa per la visione dei mosaici dall’alto. Soluzione che non è stata ritenuta praticabile per l’assenza di un piano di deflusso delle acque meteoriche.

Così, a seguito di una interlocuzione con la Soprintendenza ai Beni Culturali è stato elaborato un nuovo progetto di variante, coordinato dall’architetto Tatiana Perzia con il via libera della stessa Soprintendenza. Il nuovo progetto ha previsto non la demolizione parziale ma il consolidamento del solaio, con manutenzione straordinaria delle parti ammalorate e rifacimento della pavimentazione della stessa terrazza. In pratica è rimasta la copertura dei mosaici ma in sicurezza. Inoltre sono state eseguite opere per consentire che i visitatori possano in tutta sicurezza tornare ad ammirare i mosaici avendo accesso direttamente nella parte di immobile sottostante la terrazza dell’ex chiesa di San Nicolò Regale. Altri interventi hanno riguardato altri parti ammalorate, la realizzazione di un apposito impianto di areazione e il rifacimento della ringhiera esterna sostituendo le parti ammalorate.

I lavori hanno previsto la pulitura dei preziosi mosaici romani; per il loro restauro l’attuale Amministrazione comunale ha avviato un’interlocuzione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Palermo. Questi grossi ingenti sforzi non possono esser vanificati dalla mancanza di un piano di gestione e controllo dello stesso sito storico.   

Francesco Mezzapelle  

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