Mazara, alla Libreria Lettera22 gli studenti studiano la Shoah e l’importanza della memoria storica.

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
30 Gennaio 2017 07:31
Mazara, alla Libreria Lettera22 gli studenti studiano la Shoah e l’importanza della memoria storica.

Organizzato nella "Giornata della Memoria", il 27 gennaio presso la libreria Lettera 22 si è tenuto un incontro formativo legato al ricordo della ShoahPer non dimenticare e tenere vivo il ricordo di un periodo così buio della nostra storia, le libraio di Lettera 22, Valentina Clamusa e Francesca Battista, hanno proposto un proposto un reading partecipativo di una selezione tra i migliori testi di letteratura per l’adolescenza, attraverso i quali è stato possibile entrare nel racconto storico.

Grande coinvolgimento emotivo da parte dei partecipanti: 130 ragazzi circa tra classi della “Scuola Media Statale G. Grassa” e della “Scuola Media P. Borsellino”, che grazie all’attenzione sull’argomento da parte dei loro insegnanti, hanno potuto confrontarsi su un tema così delicato quale l’Olocausto.  

Nel tempo quasi tutti i protagonisti diretti di quell'Olocausto sono scomparsi. Ma le loro parole restano nei libri e il testimone sta passando ai figli e ai nipoti.

"Il primo insegnamento che si può trarre da un libro è che non bisogna dimenticare. Il secondo, che bisogna ricordare non per giudicare, ma prima di tutto per apprendere e capire. La comprensione delle terribili storie, ci deve aiutare a costruire un futuro migliore. Un futuro in cui quelle atrocità non si ripetano mai più! Parliamone ai nostri ragazzi raccontiamo con delicatezza ma con fermezza quanto può essere cattivo l’uomo, ma anche come si possa salvare non commettendo più gli stessi terribili errori". Questo è il messaggio che è stato comunicato dalle libraie di Lettera22, che ad ogni ricorrenza importante organizzano incontri con i ragazzi delle varie scuole del territorio.

All’incontro ha partecipato anche il rappresentante dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) di Trapani, Aldo Virzì (in foto durante l'incontro), che ha ricordato agli studenti che il dramma dei campi di concentramento e dello sterminio nazista ha visto tra le vittime non solo gli ebrei ma anche oppositori, prigionieri politici, zingari, omosessuali, prigionieri di guerra...E non ha nemmeno mancato di richiamare al ricordo anche tutti quegli italiani (tra cui molti siciliani) che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte e coloro che si sono opposti al progetto di sterminio.

Durante l’intervento Virzì ha portato alla luce diverse testimonianze leggendo lettere dei condannati a morte, di alcuni sopravvissuti e storie scritte letteralmente con il sangue delle vittime della follia nazista. Ecco una lettera del presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia, che il Sig. virzì ha voluto leggere agli studenti a chiusura del suo intervento, per riassumere lo scopo dell’incontro di stamani:

"… Si tratta di un giorno dedicato alla memoria, ad una memoria universale, che logicamente mette al centro lo sterminio programmato scientificamente di un popolo (la Shoah), ma non rinuncia a ricordare, nello stesso tempo, i milioni di perseguitati, deportati, uccisi, sempre in nome di una pretesa “diversità” di razza, di costumi, di sesso, di idee, rispetto alla razza “superiore”.E vuole ricordare anche coloro che si sono adoperati per i perseguitati, cercando di difendere a tutti i costi due beni preziosi: la libertà e la dignità delle persone.Una giornata importante, che non va ridotta ad una cerimonia celebrativa, ma al ricordo doveroso delle vittime deve unire la conoscenza storica e la riflessione.Si è trattato di un periodo terribile in cui le forze del male hanno cercato di prevalere, colpendo diritti umani, devastando Paesi e città e conducendo a morte cittadini inermi, colpevoli solo di essere considerati “diversi” o di avere l’ansia e il desiderio della libertà.Sono stati perpetrati, in nome della “razza” e della potenza, delitti spaventosi, stermini organizzati scientificamente col solo scopo di annullare le persone e la loro dignità.Gli Alleati che arrivarono ai campi di concentramento e di sterminio, si trovarono di fronte ad uno spettacolo di orrore, che nessuno potrà dimenticare.Le vittime, e i loro familiari, se sopravvissuti, portano ancora sulle loro carni il peso della tortura, della fame, dell’odio, della violenza.[..] Ci sono troppi silenzi in giro, troppe distrazioni, troppe indifferenze, troppa inclinazione a dimenticare; c’è il decorso del tempo, che favorisce l’oblio; ma ci sono anche molti (troppi) che cercano ancora di negare l’evidenza, di mistificare, di rivedere la storia a proprio comodo.

Bisogna dunque combattere contro il silenzio, ma anche contro il revisionismo e il negazionismo.Ricordiamo lo sterminio degli ebrei; ma quante manifestazioni di razzismo ci sono ancora oggi, nel nostro e in altri Paesi, cosiddetti civili? [..] Il maggiore antidoto è sempre la memoria e la conoscenza; e dunque bisogna farlo crescere e diffonderlo, per impedire che i populismi, i razzismi, le sopraffazioni possano ancora farsi valere, con la prepotenza e con l’odio.La storia può ripetersi; e ce lo dicono con chiarezza tutti gli studiosi della storia, anche se ci avvertono che non è detto che i fatti si ripetano sempre nello stesso modo.

Bisogna dunque fare molta attenzione, non solo ricordando quanto è accaduto, ma essendo pronti a cogliere i sintomi di ogni possibile ritorno alla inciviltà. Bisogna, insomma, impegnarsi personalmente, senza delegare ad altri ciò che spetta a ciascuno di noi e senza sperare che le cose vadano a posto da sole.Vorrei che tutti voi, oggi, nel giorno della memoria, assumeste un impegno con voi stessi, nel vostro intimo, un impegno di dedicarvi al culto della pace, della libertà, del rispetto dei diritti e della dignità umana, della guerra senza quartiere ad ogni forma di odio, di razzismo, di sopraffazione.Se lo farete, dentro di voi e riuscirete ad essere coerenti nella vita di tutti i giorni ed anche nelle piccole cose, allora vorrà dire che per il nostro Paese, per l’intera umanità, ci sarà davvero la speranza di un futuro migliore".

La Redazione di Primapaginamazara.it

30-01-2017 8,00

{fshare}

In evidenza