La sanità siciliana sta attraversando una fase estremamente delicata, con dati recenti (2025-2026) che evidenziano serie criticità strutturali e organizzative, posizionando la Regione nelle parti basse delle classifiche nazionali per i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) (soltanto per questo la Sicilia meriterebbe il Commissariamento). Il Ministero della Salute ha recentemente espresso forti riserve, definibili come una "bocciatura" tecnica sulla nuova rete ospedaliera proposta dalla Regione, chiedendo correttivi sostanziali.
Ecco le criticità evidenziate dal Ministero e dai dati 2025-2026:LEA e Servizi: La Sicilia è spesso indicata tra le ultime regioni per la garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza; Pronto Soccorso e Liste d'Attesa; Reti Tempo-Dipendenti; Allarme per la gestione delle patologie tempo-dipendenti (come l'ictus), con reparti specializzati carenti o non organizzati in modo ottimale sul territorio; Rete Ospedaliera: la proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera è stata rimandata dal Ministero a causa di errori tecnici sui posti letto, nelle codifiche e mancato rispetto dei parametri del DM 70.
Infine, il Ministero contesta il mancato raggiungimento degli obiettivi. Tra i punti più critici gli screening oncologici e i posti letto.
Molti ora si chiedono perché l’Assessorato regionale alla Sanità non viene commissariato, considerato che i politici da anni non sanno dare una svolta significativa ad un settore vitale della vita dei cittadini? Il Governo è in pausa perchè c’è da definire la questione DC. Entra o non entra in giunta qualche democristiano di Cuffaro? Intanto, in questo dilemma surreale, la gente muore a casa e negli ospedali, mentre si sfoglia la margherita del commissariamento: vediamo le posizioni. A favore del Commissariamento: le opposizioni (come il M5S) e alcuni sindacati parlano di "sistema sanitario allo sfascio", "trionfo dell'improvvisazione" e ritengono necessario un intervento esterno per garantire i diritti dei pazienti e bloccare la fuga verso le cure private, che nel 2025 ha coinvolto gran parte dei cittadini.
Contro il Commissariamento (posizione della Regione): L'Assessorato regionale alla Salute (guida Schifani) respinge il termine "bocciatura", parlando di "osservazioni tecniche" e un "dialogo aperto" con il Ministero. La Regione sostiene che la rete ospedaliera debba rispondere a esigenze geografiche peculiari (le isole minori, aree interne) che non possono rispettare rigidamente i parametri nazionali, e sta procedendo ai correttivi richiesti. E mentre si è aperto questo dibattito che forse non porterà a nulla, non bisogna dimenticare che la Sicilia gode di uno Statuto Speciale che le conferisce ampia autonomia legislativa e amministrativa, rendendo un eventuale commissariamento statale un atto di estrema delicatezza costituzionale ma che è da farsi per mettere fine alle speculazioni politiche ed anche ai processi che si svolgono in tribunale nel segno di “arraffa arraffa”.
Quanti politici vengono processati proprio perché invischiati sulla sanità e sulle gare d’appalto!! Ricordiamo che In Italia, il commissariamento della sanità avviene solitamente quando una regione non riesce a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) o presenta disavanzi finanziari non sostenibili. E non è anche il caso della Sicilia? Perché il Ministero non commissaria la Regione Sicilia con un tecnico di elevata esperienza e fuori dai giochi politici? Cosa si attende? Che inizi il tran tran delle nuove elezioni nazionali e regionali mentre la gente inferma non sa più come fare per farsi visitare o fare un esame? Attendiamo dal Ministro un’azione di coraggio.
Salvatore Giacalone