Mazara, il "Garibaldi" applaude la legalità: "La mafia cambia, ma la paura si sconfigge denunciando"

Il libro scritto dal Procuratore capo di Palermo, De Lucia, e dal giornalista Palazzolo, presentato a "Marenostrum"

Redazione Prima Pagina Mazara
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25 Ottobre 2026 17:39
Mazara, il

C’è un luogo dove le storie del mare si incrociano da sempre con quelle degli uomini, e ieri sera quel luogo è diventato il palcoscenico di un riscatto culturale necessario. Nel cuore del teatro "Garibaldi" di Mazara del Vallo – gioiello architettonico unico, interamente edificato con i legni recuperati dalle vecchie barche in disuso dei pescatori locali – si è tenuta la presentazione dell'atteso libro "La mafia che cambia. Dalle stragi ai bitcoin. Cosa nostra oggi". Un'opera a quattro mani firmata dal Procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, e dal giornalista d'inchiesta Salvo Palazzolo.

L’incontro, moderato con ritmo e precisione dal giornalista Roberto Marrone, ha registrato un successo clamoroso di pubblico, trasformando la platea in un coro unanime di cittadinanza attiva, interrotto a più riprese da scroscianti applausi a scena aperta. Un incontro che ha concluso una interessante parte dell’VIII Edizione del Festival Internazionale della fotografia e del giornalismo del Mediterraneo diretta dal giornalista Roberto Rubino con la collaborazione di Catia Catania.

Al centro del dibattito, l'evoluzione di un fenomeno criminale che ha abbandonato il tritolo delle stragi per inabissarsi nei circuiti invisibili dell'alta finanza e delle cripto valute. Tra le pagine più dense dell'opera spiccano due capitoli di grandissimo interesse che hanno catturato l'attenzione del pubblico: quello dedicato ai "tesori nascosti" di Cosa nostra e quello che indaga i meccanismi intimi della "fratellanza mafiosa", un legame distorto ma ancora tenace.

Proprio su questo legame e sulla fine della trentennale latitanza del boss di Castelvetrano si è soffermato il Procuratore De Lucia., sollecitato dal moderatore. Il magistrato ha svelato dettagli inediti del blitz, ma ha soprattutto catturato la platea raccontando un frammento cruciale del primo, storico interrogatorio a Matteo Messina Denaro. Alla domanda diretta del Procuratore: "Lei è un uomo d'onore?", l'ex primula rossa ha risposto gelidamente: "Non sono un uomo d'onore". Un frammento di verbale che fotografa il tentativo del boss di smarcarsi dall'iconografia classica, pur rimanendo il vertice di quel sistema criminale.

Ma il vero cuore emotivo e civile della serata è emerso con forza durante l'intervento di Salvo Palazzolo. Il giornalista ha lanciato un appello vibrante e privo di retorica alla platea, scuotendo le coscienze dei presenti. Palazzolo ha invitato la cittadinanza a compiere quel salto di qualità indispensabile per recidere definitivamente i tentacoli della criminalità organizzata: denunciare, senza esitazioni e senza farsi paralizzare dal timore.

"Se si vuole davvero cambiare passo nei confronti della mafia – ha sottolineato Palazzolo con fermezza – non si può più delegare la giustizia soltanto alle forze dell'ordine e alla magistratura. Ognuno deve fare la propria parte nel quotidiano". Un invito a superare l'indifferenza e l'omertà, ricordando che la paura si sconfigge solo quando la comunità si muove compatta e non lascia isolato chi decide di parlare.

La risposta del pubblico del Garibaldi è stata immediata e calorosa. Quei legni antichi, che un tempo sfidavano le tempeste del Canale di Sicilia, ieri sera hanno vibrato per un tipo diverso di coraggio. Gli applausi a scena aperta che hanno rigato la discussione non sono stati semplici tributi di cortesia, ma una vera e propria dichiarazione d'intenti da parte di una Mazara che rifiuta i cliché del passato e rivendica il proprio diritto a un futuro libero dai condizionamenti mafiosi.

Il libro di De Lucia e Palazzolo, in definitiva, non è solo una lucida radiografia della mafia 2.0, ma uno strumento di lotta culturale che lascia al lettore un compito preciso: trasformare l'indignazione in azione.

Al termine dell’incontro la direzione dell’Associazione “I Vicoli del Mediterraneo”, che ha organizzato l’evento, ha assegnato il premio giornalistico “Maria Cristina Gallo” al giornalista Salvo Palazzolo.

Salvatore Giacalone.

Il Festival continuerà a partire dal 5 novembre con laboratori di giornalismo e fotografia con Giacomo Di Girolamo e Roberto Rubino e di ceramica presso la Pro Loco diretta da Liliana Ingenito, un reading teatrale con Sofia Muscato e la presentazione del libro della giornalista Lidia Tilotta – Mareme Cisse sulle ricette tra il Senegal e la Sicilia.

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