Il 13 maggio l’aula magna del Liceo Adria-Ballatore ha ospitato un incontro straordinario con il tenente colonnello Carmelo Canale, sua figlia Manuela Canale e, in collegamento video, la dott.ssa Lucia Borsellino, primogenita del magistrato Paolo Borsellino. Gli studenti hanno avuto l’opportunità di ascoltare testimonianze di grande valore umano, civile e professionale.Le vite degli ospiti sono strettamente legate a Paolo Borsellino, simbolo della lotta alla mafia e della dedizione allo Stato.
Il tenente colonnello Carmelo Canale, tra i più vicini collaboratori del magistrato, ha condiviso esperienze di lavoro investigativo, coraggio e senso del dovere nella difesa della legalità e della giustizia.Manuela Canale, cui la famiglia Borsellino ha donato la borsa del giudice dopo la strage di via D’Amelio, ha raccontato il suo percorso negli studi giuridici e nell’impegno civile. Il suo messaggio è chiaro: diritto, cultura della legalità e responsabilità personale sono strumenti essenziali per contrastare il male e promuovere il bene comune.
Ha ricordato inoltre il sacrificio quotidiano degli uomini delle forze dell’ordine e delle scorte, spesso invisibile ma di vitale importanza.Lucia Borsellino ha invitato gli studenti a non perdere mai la fiducia nelle istituzioni e a perseguire il senso di giustizia in ogni ambito della vita. Ha descritto il padre non come un eroe, ma come un uomo di legge che ha svolto il proprio lavoro con onestà e diligenza, ostacolato e infine ucciso per questo. La sua battaglia, e quella dei fratelli, è stata sempre guidata dal desiderio di giustizia, mai di vendetta.Inserito nelle attività di orientamento per le classi quarte, l’incontro ha offerto agli studenti esempi concreti di eccellenza professionale nell’Arma dei Carabinieri e negli studi giuridici, ma soprattutto modelli autentici di cittadinanza attiva, coraggio e fedeltà ai valori democratici.
La testimonianza della famiglia Canale e di Lucia Borsellino ha sottolineato che la giustizia non è un principio astratto, ma una scelta quotidiana che richiede responsabilità, sacrificio e impegno. Il messaggio è stato chiaro: ciascuno può contribuire attivamente alla società, mettendo le proprie capacità al servizio della comunità e della dignità umana.Lucia Borsellino ha trasformato il dolore personale in un impegno pubblico instancabile, diventando custode della memoria del padre. Dal giorno della strage del 19 luglio 1992, ha denunciato depistaggi e anomalie, portando alla luce dettagli fondamentali della vicenda.
Ha ricordato che la lotta alla mafia si vince soprattutto nelle scuole e nei comportamenti quotidiani, portando avanti il valore della libertà auspicato dal padre per la Sicilia e per l’Italia.L’incontro con la famiglia Canale e la testimonianza di Lucia Borsellino hanno rappresentato un’esperienza unica per studenti e docenti. La narrazione, a tratti commovente e a tratti appassionante, ha catturato l’attenzione di tutti, con risposte puntuali, pazienti e di elevato spessore umano.Un ringraziamento speciale va ai colleghi della commissione tutor, agli orientatori, alla Coordinatrice prof.ssa Caterina Buscetta, alla prof.ssa Mirella Isaia e al Dirigente Scolastico prof.ssa Silvana Rosa Maria Lentini, che hanno reso possibile questo evento straordinario, offrendo agli studenti un’occasione preziosa per riflettere sui valori della legalità e sul proprio futuro.