Al via lavorazione del documentario "Mazara/Mahara - Nelle scarpe di mio padre"

Mazara del Vallo protagonista nella produzione indipendente Zoorama con il sostegno della Sicilia Film Commission

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
25 Settembre 2021 09:29
Al via lavorazione del documentario

Partono oggi 25 settembre a Mazara del Vallo e dintorni le riprese del documentario Mazara/Mahara. Nelle scarpe di mio padre, per la regia di Carlo Benso, scritto da Carlo Benso, Toni Garrani, Sarah Panatta e realizzato con il sostegno del territorio, della Film Commission della Sicilia e dell’Università Roma Tre, e presto in distribuzione nel circuito internazionale. Il documentario è prodotto da Zoorama Srl, produzione romana nata due anni fa che mette al centro progetti di natura sociale e di sostegno alla cultura e alle minoranze, per un più ampio progetto di dialogo con la contemporaneità e lo sviluppo di strategia di valorizzazione culturale partecipative e sostenibili, dando voce all’umanità di ogni “genere” e al di là del “genere”.

Il documentario. Mazara, Tunisia. Tunisia, Mazara. In quel mare il transito, la migrazione, il passaggio ad una vita altra. Tra due terre gemelle di vite e storie. Tra sogni, naufragi, memorie. Mazara è diventata nei secoli un luogo unico in Italia e nel mondo dove il popolo migrante è diventato anima e corpo della cittadina, a sua volta organismo palpitante di culture che nel tempo si sono sovrapposte. Tra opportunità, contraddizioni, prospettibe. In uno scenario di una bellezza lacerante, magnetica, quasi onirica, la realtà quotidiana di una convivenza tra culture e popoli che può trasformarsi in un laboratorio per una innovativa, originale forma di interazione culturale e non semplice inclusione o altrettanto fraintesa integrazione.

La migrazione e allo stesso tempo la necessità di una convivenza dialogante e osmotica tra le culture è una realtà urgente del nostro presente e del nostro futuro. Che tra stereotipi, politica e marketing, viene marginalizzata e manipolata. Questo documentario nasce come prima produzione Zoorama e vuole incarnare la sua missione etica e artistica. Offrire occasioni di riflessione, dibattito e azione sociale, civile oltre che culturale e umana.

Il documentario è stato ideato e scritto nell’arco di due anni di ricerche e di collaborazioni e dialogo costante con università, associazioni, istituzioni quali: il Comune di Mazara del Vallo, che ha dato il permesso alla realizzazione delle riprese in tutto il territorio; la direzione del Parco di Selinunte; la Diocesi di Mazara del Vallo; l’Associazione San Vito Onlus; l’Istituto Euroarabo; la Capitaneria di Mazara del Vallo; l’Università Roma Tre di Roma; la scuole di danza “In punta di piedi” di Nadia Scicchitano coreografa e artista; tutta la comunità mazarese tra cui numerose attività, professionisti e artigiani del posto che saranno resi noti nelle successive attività di comunicazione della produzione.

La narrazione. Zarzis, in Tunisia, è il luogo di partenza dei migranti. Gli Harraga, coloro che si imbarcano illegalmente da lì per raggiungere l'Italia. Che non hanno documenti e che sono disposti a tutto pur di fuggire dal loro Paese.

Ma anche Mazara del Vallo, in Sicilia, negli anni a cavallo tra le due grandi guerre, ha guardato a Tunisi come ad un luogo di speranza. Quando la miseria e la fame spingevano alla ricerca di fortuna e di una vita migliore. E la polizia di frontiera intercettava e respingeva i barconi dei clandestini italiani a Tunisi.

DA Mazara parte il nostro documentario, da questo luogo unico al mondo, ponte, crocevia, culla, bacino. E da questa complessa relazione di scambio e reciproca accoglienza fra l'Italia e la Tunisia.

"Mazara/Mahara nelle scarpe di mio padre”. Un documentario che, attraverso la voce narrante del Satiro dallo sguardo millenario, ci induce a riflettere su un fenomeno contemporaneo di portata mondiale, mosso dalle sempre più crescenti disuguaglianze delle condizioni di vita.

"Mazara/Mahara nelle scarpe di mio padre” non è solo cronaca o storia o infilata di paesaggi meravigliosi e volti iconici come quelli che ad ogni angolo qui si incontrano. E’ un film dalla struttura duplice, che vuole trascinare empaticamente, mentalmente, eticamente e moralmente il proprio pubblico in una quotidiana avventura di convivenza tra popoli. Aprendo il dibattito su un presente che è già futuro, nel quale si rende ogni istante più necessario che le comunità si parlino anziché darsi battaglia, che trovino davvero un bene comune sul quale basarsi, interagire e dare vita ad una internazionale grande comunità dei popoli. Dove migrazione e diversità saranno solo sinonimi di umanità.

“Mazara del Vallo, nella Sicilia che in mezzo al Mare Nostrum è perno di scambi millenari: crocevia dei popoli e simbolo della fluidità contemporanea, tra immigrazione, emigrazione. Mazara a partire dalla prima metà degli anni Sessanta del 1900 divenne il primo polo d’immigrazione nel nostro Paese. Il documentario ci guida, attraverso la voce narrante del satiro, in questa storia di incontri, scontri, sommersi e salvati, tra Mazara e la Tunisia. Storia di vite e di speranze, di verità e di prospettive.

Ognuno di noi cammina nelle scarpe dei propri “padri” intesi come avi, uomini e donne, su una strada percorsa avanti e indietro da generazioni diverse, ognuna collegata all’altra nella sua peculiarità, in un sottile lento processo di transito e di tradizione culturale. Il documentario non vuole essere solo un racconto storico, ma vuole anche provocare una forte e urgente riflessione su un fenomeno mondiale contemporaneo in forte crescita e vederlo da altre angolazioni. Non solo documento, quindi, bensì un film che racconta la possibilità di una convivenza umana in cui l’inclusione e l’intercultura possono essere la via per lo sviluppo di una reciproca ricchezza culturale, sociale e anche economica”.

Carlo Benso, co-autore, regista, produttore

“Umanità e viaggio, viaggio umano, umanità di viaggiatori, pescatori di anime e anime di mare. Mazara centro di viaggio che è la vita stessa. Osmosi antica di respiri, memorie, sedimenti, esperienze, emozioni, progetti. Mazara e il suo legame con la Tunisia, Mazara e la sua storia di flussi umani, migrazioni fatte di andate, ritorni, naufragi, sogni, possibilità. Al centro del nostro lavoro, durato oltre due anni di idee, ricerche, dialogo con infinite diverse realtà, gestione di tante diverse prospettive e opinioni, Mazara/Mahara si è trasformato in un progetto anch’esso fluido e sfaccettato, come la realtà che rappresenta: Mazara quale culla e insieme laboratorio di interazioni culturali, tra verità dei fatti e prospettive.

Un documentario che non fa cartoline né denunce ma raccoglie la realtà in tutta la sua poesia, contraddizione, misteriosa bellezza e possibile nuova dimensione di convivenza tra culture, popoli e umanità”. Sarah Panatta – Co-autrice, aiuto regia, producer

“Il canale di Sicilia, uno stretto braccio di mare che separa ma inevitabilmente unisce due continenti, due mondi, due fedi. Da questi fondali emerge la figura di un antico danzatore greco, da secoli osservatore degli incontri e degli scontri di questi due mondi, con gli occhi imparziali e distanti di chi proviene da una cultura antica, culla del dialogo e della ragione”. Toni Garrani – Co-autore e voce narrante del Satiro di Mazara

Cast e crew. Soggetto: Carlo Benso, Toni Garrani, Sarah Panatta. Regia: Carlo Benso. Sceneggiatura: Carlo Benso, Toni Garrani, Sarah Panatta. Cast: Toni Garrani (Il Satiro), Vito Ubaldini (Giufà). Fotografia: Francesco Spagnoletti. Montaggio: Sarah Panatta e Francesco Spagnoletti. Fonico di presa diretta: Sebastiano Caceffo. Operatore: Gadia di Fonzo. Elettricista: Simona Curatolo. Drone: Manolo Cinti. Delegato di produzione in loco: Vito Ubaldini. Produttore esecutivo: Roberto Gambacorta. Prodotto da Zoorama Srl e Rio Film. Realizzato con il sostegno di: Film Commission Sicilia, Comune di Mazara Del Vallo, Università Roma Tre, Diocesi di Mazara del Vallo, San Vito Onlus

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