Quella volta che il prof. Mattarella fu a Mazara. Speranze per la sua Presidenza alla guida della Repubblica

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
02 Febbraio 2015 10:05
Quella volta che il prof. Mattarella fu a Mazara. Speranze per la sua Presidenza alla guida della Repubblica

L’ultima volta che il prof. Sergio Mattarella, neoeletto XII Presidente della Repubblica Italiana, è stato a Mazara del Vallo risale al 22 dicembre 2012, non molto tempo fa pertanto. In quell’occasione il prof. Mattarella fu invitato da don Francesco Fiorino per la presentazione del museo multimediale “I giusti di Sicilia” che si trova presso i locali piano terra del Seminario Vescovile (piazza della Repubblica).

Si tratta di un percorso in cui il visitatore è condotto alla scoperta di alcuni persone, noti e meno noti, della storia di Sicilia dall’unità d’Italia ai giorni nostri. 25 sono le personalità scelte e che si sono distinte in diversi ambiti, modelli di impegno civico: Luigi Sturzo, Luigi Pirandello, Angelina Lanza Damiani, Maria Messina, Giorgio La Pira, Gabriele Maria Allegra, Maria Saladino, Placido Rizzotto, Giuseppina Suriano, Salvatore Pappalardo, Gesualdo Bufalino, Leonardo Sciascia, Maria Carmelina Leone, Francesco Spoto, Libero Grassi, Rocco Chinnici, Giuseppe Fava, Antonino Eliodoro Sòllima, Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Giuseppe Puglisi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livatino, Cataldo Naro.

Il Presidente Sergio Mattarella in quell’occasione venne a portare una testimonianza relativa alla figura del fratello Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980 a Palermo.

Quel giorno intervistai per la redazione di TeleIbs il prof. Mattarella (ecco il link di quel servizio montato da Enzo Pipitone con l’intervista a 2’ e 35” del video a Mattarella: https://www.youtube.com/watch?v=B6Bnw0TIVMI&x-yt-ts=1422579428&x-yt-cl=85114404#t=213).

Riporto alcune dichiarazioni rilasciate dal prof. Mattarella quel giorno parlando di una Sicilia positiva (quella rappresentata in primis da “I Giusti di Sicilia”), diversa, contraria al luogo comune che spesso accosta questa terra ed il suo popolo al fenomeno mafioso.

"Bisogna far comprendere –disse Mattarella- che vi è una Sicilia autentica, positiva e che i veri siciliani, la stragrande maggioranza, vivono di valori e che non bisogna confonderli con quanti coltivano disvalori attraverso il comportamento mafioso. Questo momento rappresenta anche un’esortazione affinchè ognuno faccia il proprio compito e dovere e sempre in meglio e per il bene”.

Alla mia domanda sulle diverse fiction o film che parlano sempre di una Sicilia terra di mafia, il Presidente Mattarella rispose così: “che la mafia è ancora presente è vero e, purtroppo è profondamente e negativamente incisiva, questo messaggio non può scomparire ma per non sottovalutare il pericolo e l'allarme. Ma è altrettanto giusto che passi in maniera preponderante anche il messaggio di una Sicilia dove la maggioranza dei suoi cittadini fa il proprio dovere rispettando i canoni morali, una Sicilia dove lavorano persone onestamente, insomma quelle realtà positive che ci sono”.

Oggi Sergio Mattarella è Presidente della Repubblica, eletto il 31 gennaio da una grande maggioranza in seno al Parlamento, una maggioranza trasversale senza però l’assenza di polemiche nonostante il suo nome riceva apprezzamenti da tutto l’arco costituzionale e dai cittadini italiani. Personalmente credo, e ribadisco con onestà, non ho visto molta trasparenza nella sua elezione a Presidente, e con ciò mi riferisco ai “giochi” politici messi in campo da Renzi e Berlusconi per creare il massimo consenso dietro alla figura di Mattarella persona integerrima e certamente capace di garantire l’equilibrio di un sistema e fra i tre poteri dello Stato, esecutivo, legislativo e giudiziario.

Siamo pertanto speranzosi, ascoltate le sue prime parole appena eletto, che il nuovo Presidente della Repubblica (che da giudice della Corte costituzionale ha dichiarato di recente l’incostituzionalità del “porcellum” il sistema elettorale con il quale "eletto" lo stesso Parlamento che lo ha nominato Presidente della Repubblica) possa prendere in mano la Nazione, valutare le “riforme”, quelle vere però, che il popolo italiano attende da tempo; a partire, chissà, da una legge elettorale che riporti nelle mani dei cittadini italiani la possibilità di eleggere direttamente i rappresentanti in Parlamento che ad oggi per la stragrande maggioranza è composto da "nominati" dalla politica.

Francesco Mezzapelle

02-02-2015 10,45

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