La pesca siciliana è arrivata a un punto di non ritorno. A lanciare l'allarme è la CONFIAL – Settore Marittimi, che ha inviato una richiesta urgente di incontro al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, all'Assessore regionale alla Pesca e ai deputati dell'ARS per chiedere misure straordinarie a sostegno di uno dei comparti storici dell'economia dell'Isola.Secondo il sindacato, le marinerie siciliane stanno affrontando una crisi senza precedenti, provocata dagli effetti dei cambiamenti climatici, dagli eventi meteorologici estremi, dal fenomeno della mucillagine, dall'aumento dei costi di esercizio e dalle difficoltà strutturali che da anni soffocano il settore."Ogni giorno che passa aumenta il rischio che imprese e lavoratori siano costretti ad abbandonare definitivamente la pesca.
Non possiamo assistere in silenzio alla scomparsa di un patrimonio economico, sociale e culturale che appartiene alla Sicilia", dichiara il Coordinatore Regionale CONFIAL Marittimi, Giuseppe Messina.La CONFIAL ricorda che già il 15 aprile scorso aveva portato le criticità del comparto all'attenzione della III Commissione Attività Produttive dell'ARS. Oggi, a distanza di quasi tre mesi, il sindacato chiede che alle parole seguano finalmente i fatti.La richiesta è chiara: rifinanziare immediatamente l'articolo 39 della Legge Regionale n.
9/2019, destinando almeno 28 milioni di euro al Fondo di solidarietà per garantire un sostegno concreto a pescatori e armatori che stanno affrontando una delle stagioni più difficili degli ultimi decenni."Non chiediamo assistenzialismo, ma il diritto di continuare a lavorare. Dietro ogni imbarcazione ci sono famiglie, imprese, giovani che vogliono restare in Sicilia e comunità che rischiano di perdere la propria identità. Se la politica non interviene subito, domani potrebbe essere troppo tardi", aggiunge Messina.Per la CONFIAL non bastano più misure tampone.
Occorre avviare un piano straordinario di rilancio che preveda interventi sui costi energetici, incentivi all'innovazione, ricambio generazionale, sostenibilità ambientale e una strategia condivisa tra Regione Siciliana, Governo nazionale e Unione Europea.Il sindacato rinnova quindi la richiesta di un incontro urgente con il Governo regionale, affinché vengano adottate decisioni immediate per salvaguardare il futuro della pesca professionale siciliana."Difendere la pesca significa difendere il lavoro, l'economia costiera, la tradizione e la sicurezza alimentare della Sicilia.
Le marinerie non chiedono privilegi: chiedono di essere ascoltate prima che sia troppo tardi."NOTA STAMPA