Mazara, il degrado di piazzetta scalo tra odori nauseabondi e rischi sanitari

Si auspica intervento di bonifica urgente

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
12 Maggio 2026 09:51
Mazara, il degrado di piazzetta scalo tra odori nauseabondi e rischi sanitari

C’è un angolo della nostra città dove il tempo sembra essersi fermato, ma non in senso monumentale o poetico. In Piazzetta dello Scalo, nell’antico cuore del mercato ittico, la tradizione ha lasciato il posto a un degrado igienico-sanitario che definire "vergognoso" è un eufemismo. Chiunque si trovi a passare nell'area della vecchia marina, specialmente nelle prime ore del mattino, viene accolto da un muro d'aria irrespirabile: odori nauseabondi e liquami che ristagnano sull'asfalto, residui di una gestione del pescato che calpesta ogni norma di civiltà. La situazione non è nuova alle forze dell’ordine.

Già all'inizio dello scorso settembre, un’operazione massiccia della Polizia Municipale, coordinata dal comandante Vincenzo Menfi, aveva tentato di dare un segnale forte. In un blitz scattato prima dell’alba, sei agenti avevano sorpreso una dozzina di operatori — molti dei quali provenienti dai comuni limitrofi — intenti a sversare illegalmente ingenti quantità di liquami derivanti dalla conservazione del pesce.

In quell'occasione furono elevate dodici sanzioni per abbandono incontrollato di rifiuti e irregolarità dei mezzi di trasporto. Eppure, nonostante le promesse di controlli costanti da parte del Comune, la "puzza" è tornata a essere la padrona di casa. Oggi, Piazzetta dello Scalo somiglia sempre più a un suq a cielo aperto, dove il commercio abusivo regna sovrano, specialmente nei giorni pre-festivi. (vedi foto di copertina scattate dalla nostra redazione questa mattina) Non si tratta solo di decoro urbano, ma di una vera e propria emergenza sanitaria.

Tra le bancarelle improvvisate si trova di tutto: dai prodotti caseari agli ortofrutticoli, fino al pesce che, secondo diverse segnalazioni, verrebbe congelato e scongelato più volte. Al quadro già desolante si aggiunge l'abbandono sistematico di cassette e polistiroli sulle banchine del porto canale. Questi scarti, oltre a degradare l'immagine della città, finiscono spesso nelle acque del fiume Mazaro, spinti dal vento o trascinati dai gabbiani che banchettano tra i resti della lavorazione. Il risultato è un porto canale trasformato in una discarica liquida, con gli scarti della lavorazione del pesce sversati direttamente in acqua, alimentando quel miasma che ammorba l'intera zona. L’intervento della Polizia Municipale dello scorso anno dimostrò che l'illegalità può essere colpita, ma un blitz isolato non può bastare.

I residenti e gli esercenti della zona chiedono a gran voce che la sorveglianza diventi quotidiana. 

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