Marsala, alla libertà d’informazione dedicato un Consiglio straordinario

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
07 Novembre 2013 14:25
Marsala, alla libertà d’informazione dedicato un Consiglio straordinario

Venerdì 8 novembre vi sarà una seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Marsala, aperta a tutta la cittadinanza durante la quale discuteremo con le forze politico-istituzionali locali in merito a quanto espresso dall'art.21

della nostra costituzione (libertà d'informazione).Riassunto delle puntate precedenti. In data 14 dicembre 2012 la Giunta municipale di Marsala ha autorizzato il Sindaco Giulia Adamo a conferire incarico a un legale esterno al fine di chiedere un risarcimento danni (morali) di € 50.000,00 al giornalista Giacomo Di Girolamo, quale direttore responsabile del portale "Marsala.it", reo – a suo dire – di aver danneggiato con i suoi articoli l'immagine della città.Purtroppo, non è la prima volta che si agisce in sede civile contro un giornalista, ma è la prima volta che un giornalista venga chiamato in giudizio in nome e per conto di una comunità cittadina perché ne"avrebbe" leso l'immagine attraverso le critiche all'operato della Giunta!

Noi riteniamo che siano ben altri i fatti incresciosi che danneggiano l'immagine di un territorio: l'attività posta in essere dai mafiosi, dagli usurai, dagli estorsori, dai politici e dai burocrati corrotti, non certamente da chi esercita la libertà di pensiero prevista dalla Costituzione della Repubblica Italiana.

Non ci sono precedenti in Italia: le amministrazioni rispondono alle critiche formulate dai giornalisti con i fatti e non con le aggressioni giudiziarie a spese, tra l'altro, della collettività.

Un altro noto caso. Il giornalista Rino Giacalone è stato condannato a pagare un risarcimento danni di 25 mila euro all'ex sindaco di Trapani, Girolamo Fazio. Il giudice Giovanni Campisi ha ritenuto diffamatori alcuni passaggi di un articolo di Giacalone pubblicato nel 2007 sul sito di «Articolo 21». Conteneva valutazioni critiche per una lettera di Fazio all'ex prefetto Fulvio Sodano, che imprenditori poi arrestati per mafia avevano affrontato per indurlo a rinunciare alle sue iniziative contro Cosa nostra.

Un largo schieramento del consiglio comunale aveva proposto il conferimento a Sodano della cittadinanza onoraria. Ma qualche tempo dopo Fazio scrisse all'ex prefetto per spiegare, tra l'altro, che la cittadinanza non gli era stata conferita perchè il suo caso era diventato «oggetto di strumentalizzazione politica». L'ex sindaco aveva poi promosso una causa civile contro Giacalone lamentando che che nel suo articolo non aveva fornito un'informazione «completa e affidabile».

Oltre alla condanna del giornalista a 25 mila euro, il giudice Campisi ha disposto la pubblicazione dell'estratto della sentenza per quattro volte su un quotidiano.Nell'esprimere incondizionata solidarietà e vicinanza al collega Rino Giacalone, mi preme evidenziare che la vicenda investe tutta la categoria, perchè questa azione legale ha il sapore ''intimidatorio''. Rino Giacalone ha solo esercitato il diritto di critica. non ha raccontato un fatto non vero!

Altro che libertà di stampa. Qui non si può muovere una (legittima) critica, ci si deve limitare a narrare, in maniera asettica, un fatto di cronaca. Credo che si configuri una grave lesione della libertà di espressione. Auspico vivamente che del caso si occupi l'Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa italiana.

Noi colleghi e Cittadini, TUTTI, NESSUNO ESCLUSO, non giriamoci dall'altra parte. La condanna a Rino Giacalone è una condanna a tutti noi! Mercoledì 16 ottobre 2013, abbiamo manifestato e discusso di tutto ciò e in particolare in ordine a quanto previsto dall'art.21 della Costituzione della Repubblica Italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con le parole, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure". Lo abbiamo fatto, cittadini ed associazioni locali, nella piazzetta Dittatura Garibaldina; abbiamo manifestato contro quello che si è rivelato non più l'esercizio di un diritto – quello di chiedere un risarcimento perché convinti di aver subito un danno - ma il segno arrogante di un potere che non ammette critiche e ti vuole punire per questo.

Se pensate sia importante, partecipate giorno 8 al Consiglio Comunale aperto (cioè possiamo parlare anche noi !!!!!)

Enrico Alagna

07-11-2013 15,15

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