"La poesia contro gli algoritmi" (di Antonino Contiliano). La recensione di Giacomo Cuttone

Tra intelligenza artificiale e critica del capitalismo digitale

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
23 Maggio 2026 12:38

Per la collana “Lithos” di Roma esce il nuovo volume di Antonino Contiliano, Per una critica dell’economia poetica dell’io. Soggettività collettiva, poesia antagonista e intelligenza artificiale (Lithos, maggio 2026, pp. 216, €18). Il saggio è introdotto da Francesca Medaglia, ricercatrice in Critica letteraria e Letterature comparate presso il Dipartimento di Lettere e Culture Moderne della Sapienza Università di Roma.

La pubblicazione segue il riconoscimento assegnato all’autore con il premio campano “Una vita dedicata alla poesia”, ricevuto nell’ambito della rassegna Poesia a Napoli 2024-2025. Il volume si colloca nel cuore del dibattito contemporaneo sul capitalismo digitale e sull’intelligenza artificiale, attribuendo alla poesia, all’arte e alla cultura politica un ruolo attivo di resistenza critica e trasformazione sociale.

Nel libro, Contiliano interpreta le piattaforme digitali e l’AI non come semplici strumenti tecnologici, ma come dispositivi capaci di estrarre emozioni, linguaggi, desideri e relazioni, convertendoli in valore economico. In questo contesto, la poesia diventa spazio di conflitto estetico e politico, in grado di opporsi alla standardizzazione del linguaggio e alla riduzione dell’esperienza umana a dato e merce.

L’autore riflette su un’economia che non produce soltanto beni materiali, ma organizza attenzione, affetti e processi cognitivi. Le grandi piattaforme digitali esercitano infatti un potere predittivo e manipolativo che incide sul modo di percepire, conoscere e agire. Emozioni come paura, piacere, fiducia e ironia vengono costantemente profilate e reinserite nei circuiti della produzione economica.

Di fronte a questa trasformazione, il saggio non propone un rifiuto della tecnologia, ma una pratica critica di riappropriazione. Secondo Contiliano, la poesia può agire all’interno degli stessi sistemi algoritmici, sabotandone le logiche uniformanti attraverso deviazioni linguistiche, contraddizioni semantiche e sperimentazioni radicali.

Nel volume riaffiora inoltre l’idea di una relazione non separata tra politica, arte e tecnica. Il poeta contemporaneo non è più confinato nella tradizionale “torre d’avorio”, ma chiamato a confrontarsi con le strutture del capitalismo linguistico-digitale: l’omologazione dei lessici, la serializzazione dei contenuti e la trasformazione del linguaggio in puro segnale informativo.

Attraverso riferimenti teorici a Chiara Bottici, Maurice Blanchot e René Char, Contiliano immagina una produzione poetica collettiva e tecno-mediata, capace di costruire economie simboliche alternative alle logiche del profitto e dell’engagement.

In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale non deve sostituire il giudizio umano, ma diventare uno strumento per ampliare il dissenso, mappare i rapporti di potere simbolico e aprire nuove possibilità di libertà espressiva. La poesia torna così a essere praxis: uno spazio in cui il linguaggio si sottrae alla mercificazione e si trasforma in esercizio di conflitto, immaginazione e trasformazione collettiva.

Il volume è disponibile nelle principali librerie online e sul sito ufficiale di Lithos Libreria Editrice ((https://lithoslibreriaeditrice.it).

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