Dragaggio porto, continua la giostra delle imprese e le elezioni si avvicinano

Amara novità per il dragaggio del porto di Mazara. Anche la seconda ditta avrebbe rinunciato, adesso tocca alla terza

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
23 Ottobre 2021 10:11
Dragaggio porto, continua la giostra delle imprese e le elezioni si avvicinano

Un altro stop all’iter, già abbastanza farraginoso, del dragaggio del porto canale di Mazara del Vallo. E’ questo quanto apprendiamo questa mattina dalle pagine del Giornale di Sicilia in un articolo scritto dal collega Salvatore Giacalone. “Dopo la rinuncia –scrive Giacalone- della ditta vincitrice dell’appalto, la Ecol 2000 di Messina, anche la seconda, la Tiozzo F.lli e Nipote srl di Conche Codevigo in provincia di Padona, ha rinunciato all’appalto.

Il Commissario di Governo del Dissesto Idrogeologico, Maurizio Croce, è rimasto per qualche giorno nel dubbio: rifare la gara di appalto o invitare la terza ditta dell’elenco delle 13 partecipanti alla gara su 41 imprese invitate. E così è stato. Pertanto dovrebbe realizzare i lavori la ditta Ares srl di Gioiosa Marea, provincia di Messina”. Contattato telefonicamente dallo stesso Giacalone, il commissario Croce ha spiegato: “Ho parlato con il titolare dell’impresa che ha accettato di realizzare i lavori.Il prossimo 3 novembre tecnici dell’Ares saranno a Mazara per prendere visione del porto e dei luoghi e, quindi, è stato assicurato che nei primi giorni di dicembre la draga sarà a Mazara del Vallo per iniziare i lavori di dragaggio”.

Secondo quanto si legge nello stesso articolo l’importo per la realizzazione dei lavori (la cui direzione dei lavori verrebbe affidata all’ing. Pietro Viviano che già nel 2000 per conto della Provincia di Trapani diresse un dragaggio, parziale e superficiale, dello stesso porto) resterebbe quello lasciato dalla Ecol 2000 (i cui interessi sono curati dal dottor Alessandro Cavalli nominato dal Prefetto di Palermo), che ha un conto aperto visto che aveva già svolto dei lavori preliminari. La cifra dei lavori si dovrebbe infatti aggirare al milione di euro, considerato che verrebbe inglobato un ribasso d’asta riferito alla gara per il collegamento con il traghetto Mazara – Pantelleria di circa 400 mila euro. 

Proprio l’irrisorietà della cifra relativa ai lavori da effettuare avrebbe probabilmente convinto la ditta Tiozzo e Nipote a rinunciare anche perché “la stessa ditta veneta –scrive Giacalone- sarebbe venuta a conoscenza della nuova variante al progetto relativa al deposito dei fanghi che, in un primo momento, sarebbero dovuti conferire in alcuni cassoni allocati all’interno di un cantiere navale; la trattativa con il titolare del cantiere si sarebbe però interrotta per un mancato accordo economico”.

Bisogna capire se con la nuova ditta incaricata, la Ares srl, tale ostacolo, relativo ai fanghi “pesanti”, potrebbe essere superato; sarebbe tramontata, non solo per questioni di sicurezza nell’area portuale ma anche perché i costi sarebbero alti, la possibilità di utilizzare una piattaforma navigante, dalle dimensioni di 1000 metri quadri. Su tale questione, anch’essa intrigata da risolvere, lo stesso Croce ha così chiarito: “per quanto riguarda i fanghi da asportare dai fondali, tutto rimane come prima, cioè la variante che prevede i fanghi di un certo tipo, saranno depositati in un cassone, gli altri, quelli sabbiosi, nella colmata B.Spero – ha aggiunto – che non sorgano altri problemi”.

Nel fiume Mazaro ci sono oltre 67000 tonnellate di fango da prelevare. Percorrendo le banchine del porto canale è facilmente visibile il degrado (vedi foto copertina) presente in tutto il tratto che va dal canalone centrale fino al primo ponte sul fiume Mazaro; in diversi punti vi sono isole di sabbia nelle quali si sono incagliate in questi anni diverse imbarcazioni. La questione è seguita anche da un gruppo facebook, fondato dall’avv. Fabrizio Misuraca, denominato “Escavazione del porto di Mazara del Vallo”, seguito da centinaia di cittadini.

Il 6 luglio scorso in occasione dell’inaugurazione del collegamento marittimo con Pantelleria, in vista a Mazara del Vallo il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nel corso del suo intervento davanti al Consiglio comunale, all’Amministrazione comunale, e allo stesso commissario Maurizio Croce affrontò la spinosa questione dell’escavazione del porto canale dopo che lo stesso sindaco Quinci gli chiese un intervento per sbloccare la vicenda. Musumeci rispose indicando nella burocrazia la causa del mancato avvio dei lavori ma assicurò che il dragaggio si sarebbe effettuato prestissimo

E’ vero la “burocrazia” ha le sue colpe ma spesso diventa un utile capro espiatorio. Eppure quando la politica “decide” qualsiasi ostacolo viene rimosso, vedi ad esempio il rapido adeguamento, con circa 200mila euro, della banchina Mokarta dalla quale lo “storico” traghetto “Pietro Novelli” coprirà la rotta per Pantelleria. Per non parlare come in altre città viciniore, vedi Trapani, l'iter per il dragaggio del porto risulti abbastanza agevole grazie alla Autorità Portuale della Sicilia Occidentale di cui Mazara del Vallo però non fa parte (dove sono stati i politici mazaresi in questi anni?)  

Pertanto prende sempre più corpo la nostra idea –già evidenziata qualche mese fa- che il dragaggio del porto canale di Mazara sia legato alle prossime elezioni regionali. Chissà che l’inizio dei lavori non siano già programmati proprio alla vigilia delle suddette elezioni nell’agenda di qualche politico che potrebbe così intestarsi i meriti di un’opera attesa da circa 40 anni ma che, considerate le condizioni e la cifra, si prefigura come un intervento tampone, non risolutivo delle esigenze di una Città come Mazara del Vallo: i cittadini questo lo sanno. A buon rendere…

Francesco Mezzapelle 

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