Centrale del metanodotto, servizio di guardia sostituito da semplice portierato

I Sindacati scrivono a Snam, Prefetto, e al Sindaco di Mazara: rischio posti di lavoro e sicurezza del sito strategico

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
12 Ottobre 2021 09:36
Centrale del metanodotto, servizio di guardia sostituito da semplice portierato

A fine settembre Snam S.p.A. (fino al 2012 Snam Rete Gas, società di infrastrutture energetiche con sede centrale a San Donato Milanese attiva nel trasporto, nello stoccaggio e rigassificazione del metano) ha comunicato all’ Istituto di vigilanza privata “Sicilia Police” che con decorrenza primo ottobre avrebbe sostituito il servizio di vigilanza h 24 della centrale del metanodotto di Mazara del Vallo (sita in contrada Sicomo, a pochi metri dalla Riserva naturale di Capo Feto) con un semplice servizio di portierato, non armato, da effettuarsi dal lunedì al venerdì dalle ore 07,30 alle ore 18 escluso sabato, domenica e festivi.

Oltre all'aspetto occupazionale che vede 6 custodi (due mazaresi, uno di marsala e tre di Palermo) rischiare il posto di lavoro, problema di cui si stanno occupando i sindacati, c'è anche l’importante aspetto che un sito sensibile qual è la centrale Snam di Capo Feto (realizzata nel 1981) viene lasciato privo di custodia costante armata. Il servizio garantito h24 fino al 30 settembre dai 6 custodi che effettuavano i turni (nel corso dei turni di 8 ore, le guardie giurate controllavano l’eventuale insorgenza di problematiche, all’interno dell’area, e il corretto funzionamento degli ingressi) adesso viene sostituito con un semplice servizio di portierato feriale e da un servizio di telesorveglianza installato nei diversi punti dell’area della centrale.

“Sicilia Police” lo scorso 29 settembre aveva scritto una lettera alle Segreterie provinciali Uiltucs Trapani-Palermo, Ugl, Fisascat Cisl, e Filmcams Cgil informandole del problema. Il referente Settore Vigilanza UilTuCS Sicilia, Domenico Enrico Malerba, e il segretario generale UilTuCS Sicilia Marianna Flauto sempre lo scorso 29 settembre avevano inviato una lettera alla Snam (e per conoscenza al Prefetto di Trapani e al Sindaco di Mazara del Vallo) nella quale viene sottolineato: “un servizio di portierato, a nostro avviso assolutamente non idoneo (ai sensi del DM 269/2010) al presidio di un sito sensibile e di elevatissima rilevanza strategica quale il gasdotto in oggetto, e considerata la ricaduta che tale scelta, unilaterale ed immotivata, avrà in termini di sicurezza del territorio e di tutta l’utenza coinvolta e su tutti i livelli occupazionali delle GPG impiegate nel sito, con la presente chiede alla Vostra spettabile Azienda un incontro urgentissimo al fine di condividere soluzioni che rispondono concretamente alle problematiche richiamate.

In attesa di Vostro urgente riscontro, si inviano distinti saluti”.

Alla lettera della Uiltacs la Snam non ha risposto, allora i due sindacalisti hanno inviato, il 6 ottobre, una lettera direttamente al prefetto di Trapani, Filippina Cocuzza (e per conoscenza alla stessa Snam e al sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci) ove si legge: “vista l’urgenza della tematica da trattare e nel solo ed esclusivo interesse dei livelli occupazionali interessati ed al fine di tutelare la sicurezza del territorio, con la presente chiede a Sua Eccellenza il Prefetto di Trapani di convocare la scrivente, unitamente a tutte le parti alla quale la presente viene trasmessa per opportuna conoscenza, al fine di affrontare la delicata tematica già rappresentata”. Adesso la palla passa alla Prefettura di Trapani che dovrebbe convocare una riunione fra la stessa Società che gestisce la centrale in territorio di Mazara del Vallo, i Sindacati e le Istituzioni locali.

Ricordiamo che la centrale Snam di Mazara del Vallo (occupante un'area demaniale di mq 20.000, con rinnovo trentennale, e nel quale attraverso tre condotte sottomarine della lunghezza di 155 km arriva da Capo Bon il gasmetano dell’Algeria diretto nel nord Italia) rappresenta un sito strategico già inserito in passato tra i siti sensibili; ricordiamo in un recente passato le crisi in nord Africa ed in Medioriente ed il rischio di attentati terroristici da parte di gruppi fondamentalisti islamici.

Sulla stessa centrale del metanodotto (vedi foto di copertina) più volte in Città si è acceso il dibattito (sempre alla vigilia delle elezioni amministrative e poi, finite queste, la questione è stata sempre “silenziata” dalle varie forze politiche). Più di una volta è stata sollevata la questione della mancanza di vantaggi diretti per la cittadinanza mazarese in termini di economicità delle bollette del gas metano (la tariffazione delle bollette mazaresi verrebbe determinata come se il gas arrivasse direttamente da San Donato Milanese).

Non trascurabile anche la questione ambientale, più volte è stato chiesto alla Snam (anche nelle precedenti Amministrazioni) un possibile piano di ripascimento della spiaggia di Tonnarella; è dimostrata anche da studi condotti da professionisti come la posa delle condotte marine nelle acque antistanti la centrale abbia determinato significativi cambiamenti morfologici alla costa mazarese.

Francesco Mezzapelle 

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