“Una punta di Sal”. Vox populi, già’ tre mazaresi candidati alle Regionali del 2027?

Alle scorse Regionali del 2022 furono dodici i mazaresi candidati ma nessuno riuscì a farsi eleggere

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
31 Agosto 2025 11:05
“Una punta di Sal”. Vox populi, già’ tre mazaresi candidati alle Regionali del 2027?

La corsa ad una poltrona all’Assemblea Regionale Siciliana è già iniziata? Si voterà fra due anni, nel 2027, forse a settembre o a dicembre, ed anche se i tempi sono abbastanza lunghi non c’è giorno che in una qualsiasi città della Sicilia, piccola o grande che sia, non ci sia qualche speranzoso candidato che davanti ad una telecamera o sui social non schiacci l’occhio, fra il vero o il faceto, verso il Palazzo dei Normanni. Capita anche a Mazara dove sembra che tre possibili candidati siano già ai nastri partenza.

Non si tratta di nomi certi e potrebbero arrivare smentite o silenzi che trapelano verità nascoste, ma in città è sulla bocca di tutti, per esempio, che il vice sindaco Vito Billardello è ai nastri di partenza, per sua stessa ammissione, non si sa per quale partito ma sicuramente non per la lista che ha creato ed in cui è stato eletto nel Consiglio comunale. Gli altri due nomi? Circola voce di una candidatura di Vito Torrente per Fratelli d’Italia e una del PD, quella del dottore Giuseppe Palermo che fa parte della direzione regionale del Partito.

Sono voci, nessuna conferma ma la piazza mormora e i social confermano. Tre candidati a due anni delle elezioni non devono far gridare allo scandalo se pensiamo che nella tornata elettorale del mese di settembre del 2022 i candidati mazaresi all’Ars furono ben dodici con il risultato che rimasero tutti a terra. Li ricordiamo: nella lista Forza Italia, in qualità di coordinatore provinciale dello stesso partito, l’assessore regionale alla Pesca ed Agricoltura Toni Scilla. Il cardiochirurgo Pino Bianco è stato candidato nella lista del PD.

L’ex consigliere comunale Nicola La Grutta ha guidato la lista del M5S, il consigliere comunale Pietro Marino ha seguito l’on. Mimmo Turano dall’Udc a Prima l’Italia, alla Lega. Maricò Hopps, già nella Lega, si è invece candidata nella lista “Popolari e Autonomisti” nella quale è stato candidato un altro mazarese, il consigliere comunale Giuseppe Bonanno. Il presidente del Consiglio comunale di Mazara, Vito Gancitano, nella lista DC di Cuffaro. Sergio Tancredi, deputato regionale di Attiva Sicilia, due volte eletto con il M5S, si è candidato nella lista Fratelli d’Italia.

L’avv. Fabrizio Misuraca nella lista “Orgoglio Siculo”, la prof.ssa Angela Marino nella lista “Centopassi per la Sicilia”, la prof.ssa Francesca Incandela nella lista “Azione-Italia Viva”; Silvia Bentivegna nella lista “Italia Sovrana e Popolare”. In provincia di Trapani gli elettori aventi diritto al voto sono circa 200 mila su oltre 400 mila abitanti con una percentuale di votanti, nel 2022, di appena il 19% e devono essere eletti soltanto 5 deputati che in quelle elezioni furono: Cristina Cimminisi per M5S (primo dei non eletti il mazarese Nicola La Grutta), Dario Safina (Pd), Nicola Catania (FdI) (al quale dopo un ricorso subentrò Giuseppe Bica), Stefano Pellegrino (Forza Italia) (primo dei non eletti il mazarese Toni Scilla), Domenico Turano (Lega). Tutti, probabilmente, si ripresenteranno.

Durante una campagna elettorale non si sa cosa può succedere, l’aria è satura di discorsi, alimentata da dispute, rincorse, affanni, dibattiti, confronti che il popolo elettorale poco gradisce e non partecipa molto. E’ importante il sistema elettorale che vige in Sicilia che prevede un metodo misto a turno unico, che vede eletti 70 deputati con queste modalità: 62 scelti tramite sistema proporzionale su base provinciale, con il metodo dei più alti resti e voto di preferenza e, con uno sbarramento elettorale al 5% regionale per ogni singola lista; 7, tra cui il Presidente eletto, vengono eletti con una lista regionale come premio al candidato presidente più votato; 1 diviene deputato regionale in quanto candidato Presidente non eletto che ha conseguito il miglior risultato elettorale.

Il voto alle liste provinciali e alla lista regionale avviene su scheda unica, ma con possibilità di voto disgiunto. Poi vi sono altre norme particolari. All’eterna domanda che in realtà nessuno fa mai pubblicamente: quali sono le reali ragioni per candidarsi ad un ruolo politico di “comando” e quindi di decisioni del futuro di una popolazione? Si potrebbe ottenere una varietà di risposte, più o meno razionali, ma nel contempo un dubbio ha ragione di esistere: il candidarsi politicamente per occupare una poltrona non è quasi mai stato dimostrato essere una “grande” e reale dedizione per il benessere della collettività.

E questo, non solo perché molti eventi che si sono succeduti nei secoli ne sono stati una conferma, ma anche perché in realtà l’ambizione del potere, e quindi del comando e della supremazia, hanno sempre accompagnato le menti di molti esseri umani di qualunque epoca storico-culturale. In molti non hanno mai creduto nella spontanea “generosità” di chi ambisce a tale ruolo sociale, anche se è evidente che un popolo (fondato sulla democrazia) non può restare senza un coordinamento (non comando) e una gestione del suo vivere in comunità.

Bisogna ammettere che nessuno al mondo ha tutte le caratteristiche complete ed inopinabili per dirigere e comandare con razionalità e competenza i propri simili; ammettere il contrario sarebbe non solo utopia ma, per certi versi, anche un’eresia. Ciò di cui si ha veramente bisogno è la consapevolezza di conoscere ed ammettere i propri limiti, giacché siamo tutti mortali e non certo privi di difetti: la perfezione fa parte degli arroganti e presuntuosi, come pure l’eccessiva ambizione che sono a discapito della libertà, anche interiore, dell’essere umano.

Ma tant’é. Da che mondo è mondo dal punto di vista morale l’umanità ha sempre fatto due passi avanti e tre indietro e, su argomenti di politica, alcuni saggi ci hanno lasciato in eredità il loro credo semplice ma convinto ed anche razionale, tanto che vale la pena citarne alcuni. Il premio Nobel francese per la Letteratura, Albert Camus (1913-1960) sosteneva: «La politica e il fato dell’umanità vengono forgiati da uomini privi di ideali e di grandezza.

Gli uomini che hanno dentro di sé la grandezza non entrano in politica»; lo statista tedesco Otto L. von Bismark (1815-1898) affermava: «Non si mente mai tanto quanto prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia»; mentre un anonimo riporta: «Quando un uomo è candidato al Parlamento, per lui tu sei un amico; quando è stato eletto sei un suo elettore; e quando è nel pieno delle sue funzioni sei solo un contribuente».

Salvatore Giacalone

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