"Una punta di Sal". L’illusione del comando: se la furbizia diventa l’unica bussola politica

Un "decalogo della sopravvivenza" che distingue il politico furbo dal leader lungimirante

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
01 Marzo 2026 17:34

Esiste un sottile velo che separa l’astuzia del leader dalla furbizia del politicante. Se la prima è, nelle parole di Niccolò Machiavelli, “la capacità della volpe di riconoscere i lacci per evitarli”, la seconda è diventata la scorciatoia prediletta per navigare nel piccolo cabotaggio delle nostre amministrazioni locali. Nei corridoi dei Comuni, dai grandi capoluoghi ai borghi di provincia, assistiamo sempre più spesso al trionfo del "tatticismo d’azzardo" a discapito della strategia.

Siamo nella "politica del maquillage". La furbizia politica è l'arte di ottenere il massimo consenso col minimo sforzo progettuale. È la logica del taglio del nastro a favore di telecamera, del post social che cavalca l’indignazione del momento senza mai offrire una soluzione strutturale. A Mazara qualche “politico” se potesse prenderebbe a schiaffi o a calci il suo avversario, ci sarebbe in Consiglio comunale una sfilata di visi gonfi per quello che si dice e poi si commenta nei social.

Si dimentica che la Politica è il più alto compito che un uomo (o donna, ovviamente), possa assolvere e lo deve svolgere con completo senso di servilismo verso l’interesse di una Città, non verso un partito, verso la pancia degli elettori, verso una piattaforma web, o nell’interesse personalistico. Nel libro delle frasi celebri, ve ne è una che afferma “il politico deve essere un uomo d'azione, ma l'azione senza pensiero è solo agitazione". Eppure, oggi l’agitazione è sistematicamente scambiata per efficienza.

Una visione che ha forti ripercussioni sull’attualità contemporanea in cui assistiamo al predominio dell’immagine nel mondo social. In questo presente digitale in cui mostrare - ma soprattutto mostrarsi - è diventato il nuovo modo di raccontarsi, la visione pirandelliana della maschera si concretizza in una tragica realtà che si fa ogni giorno sempre più tangibile. La celebre frase di Pirandello, citata nel romanzo “Uno, nessuno e centomila”, risuona come una profezia: “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”.

Il significato della citazione è noto: l’autore siciliano ci ricorda di guardarci sempre dall’apparenza delle persone. Fuor di metafora, si critica una società che alla sostanza preferisce l’apparenza fatta di molti finti sorrisi, di un perbenismo ipocrita e vacuo. Rendendo manifesta l’antitesi tra maschera e volto, Pirandello ci invita a cercare l’autenticità, che è sempre più rara, spesso celata negli sguardi, in quella parte d’anima messa a nudo, delle persone realmente sincere che incontreremo lungo il cammino.

Nelle opere di Pirandello il tema della maschera ritorna spesso poiché si lega strettamente alla percezione dell’identità. Vivere nel mondo significa dunque assumere diverse maschere come se si recitasse come attori su un grande palcoscenico. È ciò che Luigi Pirandello definisce poeticamente la “recita del mondo”. C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno. Per capire se chi ci governa sta seminando futuro o solo raccogliendo like, occorre guardare oltre la superficie. Abbiamo provato a stilare un "decalogo della sopravvivenza" che distingue il politico furbo dal leader lungimirante: 

L’eredità: Il furbo si appropria di progetti altrui; il lungimirante riconosce la continuità come valore. 

Il calendario: Il furbo asfalta le strade solo sei mesi prima del voto; il lungimirante pianifica secondo necessità tecniche. 

La squadra: Il furbo vuole "Yes-man"; il lungimirante cerca collaboratori più competenti di lui. 

Il linguaggio: Il furbo usa slogan e "noi" collettivi; il lungimirante spiega la complessità dei problemi. 

Il bilancio: Il furbo vende i beni comuni per coprire le spese correnti; il lungimirante investe per ridurre i costi futuri. 

I social: Il furbo pubblica selfie alle sagre; il lungimirante li usa per la trasparenza amministrativa. 

Il suolo: Il furbo concede varianti urbanistiche per cassa; il lungimirante difende il territorio. 

Il dissenso: Il furbo ridicolizza l'opposizione; il lungimirante ne ascolta le critiche per migliorare. 

L’orizzonte: Il furbo punta alla riconferma; il lungimirante punta alla crescita della comunità tra vent'anni. 

La verità: Il furbo dice ciò che piace; il lungimirante dice ciò che serve, anche se fa male. 

Il limite della furbizia è la sua data di scadenza. Come scriveva Indro Montanelli, "l’astuzia è la dote di chi non ha intelligenza a sufficienza per essere onesto". In ambito amministrativo, l'onestà intellettuale richiederebbe di ammettere che una città non si cambia con un colpo di teatro, ma con anni di cantieri e scelte talvolta impopolari. La furbizia, invece, sceglie la via del maquillage: dipinge la facciata mentre le fondamenta dell'ente cedono sotto il peso dei debiti o dell'inefficienza.

Quando la politica rinuncia alla visione per farsi "scaltra", smette di essere pedagogia e diventa gestione di un condominio in rovina. Il cittadino smette di essere un alleato nel bene comune e diventa un cliente da distrarre con una piccola astuzia burocratica o una promessa irrealizzabile. La furbizia è una risorsa finita: una volta consumata, restano solo le macerie di una comunità che ha smesso di guardare al futuro per guardare solo al prossimo sondaggio. Perché se è vero che con la furbizia si vincono spesso le elezioni, è solo con la lungimiranza che si vince la sfida della Storia.

Un sindaco furbo governa per sé; un sindaco intelligente governa per i figli di chi non lo ha votato. La differenza tra un amministratore e un uomo di Stato, in fondo, è tutta qui: nel coraggio di essere, ogni tanto, magnificamente ingenui pur di restare coerenti.

Salvatore Giacalone

Ti piacciono i nostri articoli?

Non perderti le notizie più importanti. Ricevi una mail alle 19.00 con tutte le notizie del giorno iscrivendoti alla nostra rassegna via email.

In evidenza