“Una punta di Sal”. Il Novecento letterario a Mazara del Vallo

Personaggi e luoghi simbolo della cultura. La presenza del “pecoraio poeta” il futurista Giardina

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
10 Maggio 2026 09:57
“Una punta di Sal”. Il Novecento letterario a Mazara del Vallo

E’ un panorama ricco di fermenti che spaziano dall'avanguardia futurista alla cooperazione culturale mediterranea. Si è spesso intrecciata con l'impegno civile e l'antropologia. Gli studi sulla cultura popolare (come quelli di Filippo Cilluffo, che è stato anche preside dell’Istituto Tecnico Commerciale, e di altri contemporanei) hanno contribuito a definire l'identità intellettuale della città di Mazara del Vallo, focalizzandosi sulla relazione dialettica tra storia locale e apertura mediterranea.

C’è un poeta e uno scrittore che non viene citato quasi mai, eppure èstato un “avanguardista”, addirittura un co -fondatore di una corrente letteraria. E’ Giacomo Giardina nato a Godrano nel 1901 e morto a Bagheria nel 1994. Giardina è senz'altro la figura più singolare del Novecento siciliano, un artista capace di unire la fatica del lavoro umile alle vette dell'avanguardia europea. Giacomo Giardina, noto come il “pecoraio poeta " futurista, non ha un legame biografico diretto con Mazara del Vallo; la sua vita e la sua produzione letteraria sono radicate principalmente nei suoi territori.

Tuttavia, il rapporto tra la figura di Giacomo Giardina e Mazara del Vallo si manifesta attraverso la valorizzazione culturale contemporanea: Giardina incarna il cosiddetto Futurismo rurale. Negli anni ’60 e ’70 venne spesso aMazara per incontrarsi con gli scrittori della provincia e, principalmente, con quelli dell’Antigruppo costituito da Nat Scammacca, Rolando Certa, Gianni Diecidue, Santo Calì, Ignazio Apolloni, Vincenzo Di Maria e Danilo Dolci, con il supporto di figure come l’oriundo americano Lawrence Ferlinghetti.

La sua vita fu un paradosso vivente: passava le giornate a pascolare il gregge e le notti a scrivere versi che catturarono l'attenzione di Filippo Tommaso Marinetti, il quale lo definì "l'aeropoeta futurista. Le sue raccolte più note includono Quand'ero pecoraio, Dante ambulante al mio paese e Guttuso nel mio quadro. In queste pagine, la modernità del linguaggio futurista (fatta di onomatopee cioè parole, espressioni o suoni che imitano acusticamente rumori naturali, versi di animali e dinamismo) si fonde con la descrizione cruda e lirica della vita contadina siciliana.

Giardina fu un mentore e amico fraterno di Renato Guttuso. Fu proprio il poeta a inviare i primi disegni del giovane artista ai quotidiani, favorendone l'ascesa nel mondo dell'arte. Dopo la morte di Marinetti nel 1944, Giardina visse un lungo periodo di oblio, riducendosi a fare il venditore ambulante di biancheria per sopravvivere, prima di essere riscoperto in tarda età come "l'ultimo dei futuristi". Il nome di Giacomo Giardina compare spesso in rassegne poetiche e concorsi letterari che coinvolgono la provincia di Trapani e la Sicilia occidentale, incluse iniziative ospitate o promosse da realtà culturali attive in provincia di Trapani volte a riscoprire il Futurismo siciliano.

Il Novecento letterario di Mazara del Vallo ha dato i natali a diverse figure di rilievo sia in lingua italiana che in dialetto. Ne citiamo alcuni: Irene Marusso (Irene Marrone Russo) nata nel 1913, morta nel 2000, poetessa e narratrice, cominciò l'attività di scrittrice e di giornalista nel 1953. Ha collaborato a numerosi quotidiani, periodici e riviste letterarie affrontando tematiche di attualità politica, economica e sociale.

Lucio Zinna (1938 -2024): nato a Mazara, è uno dei più noti poeti, scrittori e saggisti contemporanei. Ha vissuto per molti anni a Bagheria, la sua produzione (come la raccolta “Il verso di vivere”) mantiene un forte legame con le radici siciliane.

Rolando Certa (1934–1987): una figura centrale per la città. Poeta e giornalista, ha fondato il movimento "Impegno 80" e ha dedicato la sua vita alla promozione culturale di Mazara del Vallo, ricordato anche per il suo impegno civile e per opere come Poeti per la pace.

Vincenza Titone Scimeni (1929): poetessa nata a Mazara, autrice di raccolte come Ruscelli (1967) e Briciole (1970), citata spesso negli studi sul Novecento letterario trapanese.

Enzo Gancitano: noto principalmente come storico e autore di poesie (fondamentali i suoi testi sulla storia di Mazara), è riconosciuto anche per la sua verve poetica che celebra l'identità locale.

Nicolò Scaduto: insegnante nelle scuole elementari, autore della raccolta di liriche Mondo senza cielo.

Antonino Gancitano: studioso e poeta che ha lavorato sul recupero della memoria orale e dei canti popolari mazaresi (raccolti in volumi come Antichi Vuci).

Masino Favata, ovvero “La voce del popolo” è ricordato soprattutto come il poeta dell'anima mazarese, capace di dare nobiltà letteraria alla parlata locale. La sua raccolta più celebre è Armuzza ’ncatinata (Anima incatenata). In questi versi, Favata esplora il sentimento di appartenenza alla propria terra, intesa come una radice profonda da cui è impossibile staccarsi.

Vito Quinci, ovvero “la poetica del silenzio” rappresenta una sensibilità diversa, più introspettiva e attenta alle suggestioni del paesaggio interiore. È l'autore della silloge Voci Perdute, pubblicata verso la fine degli anni '80 (Impegno 80 sebbene la sua poesia sia più universale, il paesaggio di Mazara (la luce del mare, il vento, le pietre del centro storico) funge da sfondo costante alle sue riflessioni esistenziali. Favata e Quinci hanno collaborato e sono stati vicini ai movimenti culturali guidati da Rolando Certa, contribuendo a quel fermento che negli anni '70 e '80 rese Mazara un punto di riferimento per la letteratura siciliana d'avanguardia.

Giuseppe "Peppe" Pirrello nato a Salaparuta nel1948 deceduto il 25 maggio 1998 a soli 59 anni. E’ stato un mazarese di adozione, infatti dopo il terremoto del Belice del 1968 si trasferì con la famiglia a Mazara dove visse e lavorò fino alla fine dei suoi giorni. E’ stato un influente giornalista e scrittore, noto soprattutto per il suo impegno civile e il racconto accurato delle dinamiche sociali e criminali della Sicilia occidentale. Pirrello ha lavorato come corrispondente per testate storiche come L'Ora di Palermo e La Sicilia di Catania, collaborando inoltre con importanti riviste nazionali come la Domenica del Corriere, Epoca e Panorama. Le sue principali pubblicazioni: Punto caldo paperback (1990), Mazara Bagdad Via satellite (1992), (1994), scritto con Liliana Pinta. Storie dell'Arcipelago Concentrico (1997), Per amore dei fatti (1999) – raccolta postuma di articoli. Un uomo solo…in coda al gruppo (2000) – testo teatrale postumo.

Ma vi sono tanti altri poeti e scrittori del Novecento mazarese che hanno pubblicato ed hanno partecipato a manifestazioni culturali in città e in provincia. Va menzionata anche la tradizione dei poeti arabi di Sicilia: durante il periodo della dominazione araba, Mazara (allora capoluogo del Vallo di Mazara) fu un centro di cultura e poesia dove operarono letterati che influenzarono la lirica trobodorica, cioè la prima grande poesia lirica in volgare europeo e siciliana.

I Luoghi simbolo. A Mazara del Vallo la memoria dei poeti e degli intellettuali locali è preservata in diversi luoghi simbolo che uniscono storia, letteratura e impegno civile. Ecco i luoghi della “Memoria Letteraria”.

la nuova Biblioteca Comunale "Leonardo Bonanno" (in foto), centro nevralgico della conservazione documentale con oltre 60mila volumi, dove si trovano i fondi e le opere anche degli autori mazaresi.

La Galleria d’Arte Contemporanea Santo Vassallo (di cui una parte da qualche mese sede temporanea del Centro comunale per l’Impiego) e il Museo Civico.

L’ex Collegio dei Gesuiti: si svolgono manifestazioni culturali di vario genere.. All’interno la Mostra Permanente di Opere Grafiche di Pietro Consagra.

La “Kasbah”: Pur essendo un intero quartiere, è un "luogo-testo" decorato con ceramiche, maioliche e scritte sui muri che raccontano la storia e la poesia della città, riflettendo lo spirito multiculturale caro agli autori locali.

Quartiere dei Poeti: è un'area tematica situata all'interno del quartiere Makara (zona Santa Maria di Gesù). Non è un quartiere amministrativo a sé stante, ma un progetto di riqualificazione urbana che utilizza la letteratura e la street art per valorizzare il territorio. E’ un itinerario simbolico che tocca vie dedicate a grandi autori, via Dante Alighieri e Via Francesco Petrarca nonché visioni di street art

Parco di Miragliano: Ospita il "Giardino della Memoria", divenuto nel tempo un luogo di riflessione collettiva e impegno civile spesso legato a reading poetici e attività delle associazioni culturali.

Piazza Imam Al Mazarì: Una piazza che ricorda le radici storiche di Mazara del Vallo e la sua antica tradizione di centro di cultura poetica e scientifica durante il periodo

Salvatore Giacalone

Ti piacciono i nostri articoli?

Non perderti le notizie più importanti. Ricevi una mail alle 19.00 con tutte le notizie del giorno iscrivendoti alla nostra rassegna via email.

In evidenza