""Una punta di Sal". Elezioni Sicilia 2027: il grande disordine regionale

I riflessi politici in provincia di Trapani

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
05 Luglio 2026 17:37

La mappa del potere in Sicilia sta subendo una mutazione molecolare sotto la spinta di populismi mediatici e frammentazioni interne. Il quadro che si profila vede i due poli principali procedere allo sbaraglio, privi di una leadership solida o di un'identità programmatica condivisa. Se nel centrodestra le frizioni attorno alla ricandidatura di Renato Schifani aprono crepe profonde tra Forza Italia e Fratelli d’Italia, il centrosinistra non riesce a ritrovare la bussola del tanto declamato "campo largo", ostaggio di veti incrociati e fughe in avanti. In questa palude si muovono figure capaci di drenare consenso dai partiti tradizionali, accentuando la disintegrazione dei blocchi storici.

Attenti a quei due. A sinistra c’è l’onda "Controcorrente". Isma La Vardera ha rotto gli indugi formalizzando la propria candidatura alla presidenza. La nascita del suo gruppo parlamentare all'Assemblea Regionale Siciliana – che ha sottratto deputati persino al Movimento 5 Stelle e al centrodestra – dimostra come la sua proposta civica e comunicativa stia frastagliando il potenziale elettorale del centrosinistra. La Vardera rifiuta il ruolo di "mina vagante", ma la sua corsa solitaria costringe gli alleati tradizionali a inseguire i suoi temi e le sue tempistiche.

Sul fronte opposto, il movimento "Futuro Nazionale" di Roberto Vannacci si sta strutturando come una vera e propria spina nel fianco per la coalizione di governo. Con una retorica identitaria radicale, Vannacci sta raccogliendo i voti della destra delusa e sottratto consensi decisivi ai partiti della maggioranza nei sondaggi. La sua avanzata costringe il centrodestra a una logorante guerra intestina, mutando la competizione interna in una rincorsa alla radicalizzazione che rischia di alienare l'elettorato moderato. Se l’onda Vannacci andrà avanti nei prossimi mesi, a rischiare è il centro destra con o senza Schifani ed in questo caso il centro sinistra potrebbe ambire a governare la Sicilia.

Per riflesso, in provincia di Trapani, cosa accade? Se Palermo è il palcoscenico dei leader, la provincia di Trapani si candida a essere il laboratorio più spietato di questa frammentazione. Con un bacino di circa 380.000 elettori potenziali, il territorio trapanese esprime storicamente 5 deputati all'ARS. In un contesto caratterizzato da un forte astensionismo strisciante, la competizione per conquistare uno di questi cinque scranni sarà sanguinosa e priva di esclusione di colpi.

Il frazionamento dei voti causato dalle liste civiche di La Vardera e dall’ultradestra di Vannacci ridurrà drasticamente il quoziente necessario per scattare nei singoli listini proporzionali. Questo scenario produce conseguenze dannose per la politica trapanese. Con la certezza di un minor numero di seggi sicuri per i partiti tradizionali, la vera sfida a Trapani e provincia non sarà tra destra e sinistra, ma all'interno delle stesse liste di Forza Italia, Fratelli d'Italia e del Partito Democratico. Ogni candidato agirà come un autonoma pur di superare i propri compagni di partito.

In una provincia politicamente frammentata tra i poli industriali e agricoli di Marsala, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Alcamo e il capoluogo Trapani, oltre che con Comuni come Castellammare del Golfo, Salemi, Partanna, il controllo delle preferenze personali e delle clientele locali farà la differenza. Chi riuscirà a blindare un comune medio-grande disporrà di un vantaggio enorme rispetto ai candidati con un consenso diffuso ma diluito. Il forte radicamento di storiche figure nel trapanese dovrà fare i conti con l'appeal dei nuovi marchi della protesta. La Vardera e Vannacci potrebbero non eleggere direttamente un deputato nel collegio di Trapani, ma le loro liste sottrarranno quelle poche migliaia di voti decisive per far perdere il seggio ai partiti tradizionali, stravolgendo i calcoli dei signori delle tessere locali.

La Sicilia si avvia verso le urne con coalizioni nominali ma sostanzialmente in frantumi. La provincia di Trapani sarà lo specchio fedele di questo scontro: una lotta all'ultimo voto dove i vecchi apparati dovranno difendersi dall'assalto di outsider agguerriti, sotto lo sguardo indifferente di una massa enorme di elettori tentati dall’astensione.

Salvatore Giacalone

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