“Un uomo, una storia”. Il sindaco Francesco “Ciccio” Safina si racconta (post mortem) a Sal Giacalone

Fu l’ideatore della Mostra Mercato che nelle sue cinque edizioni la Città divenne un polo d'attrazione regionale

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
21 Maggio 2026 09:00
“Un uomo, una storia”. Il sindaco Francesco “Ciccio” Safina si racconta (post mortem) a Sal Giacalone

La figura di Francesco "Ciccio" Safina (in foto tratta dal sito "Mazara Foverer" di Pino Catalano) occupa un posto centrale nella storia del secondo dopoguerra di Mazara del Vallo. Noto professionista (commercialista) e uomo di profonda cultura, governò la città come sindaco della Democrazia Cristiana dal 28 giugno 1952 al 29 giugno 1956. In quattro anni, la sua amministrazione coincise con una straordinaria fase di rinascita economica, sociale e culturale per Mazara, lasciando un'impronta che resiste ancora oggi nella memoria collettiva. Ecco l’intervista post mortem realizzata nel suo ufficio

Lei è stato eletto Sindaco dopo la gestione commissariale di Luigi Tripisciano che diresse il Comune per 8 mesi a cavallo del 1951/52. Che ricordi ha di quel periodo?

“Ricordo che bisognava mettere da parte le beghe politiche e rilanciare la città sul piano economico culturale. Principalmente bisognava infondere ottimismo, guardare avanti con fiducia. La città aveva bisogno di crescere”.

E si inventò la Mostra Mercato, una manifestazione che contò cinque storiche edizioni biennali, fino al1961, e divenne un polo d'attrazione regionale.Il debutto nel 1953 con l’Inaugurata in Piazza Plebiscito alla presenza delle massime autorità regionali e nazionali. Una iniziativa che aprì Mazara alle grandi correnti commerciali. Per 10 giorni, ogni mese di agosto, la mostra dei diversi generi dell’economia locale e non solo, univa affari e spettacolo. Ospitava convegni d'alto livello alternati alle esibizioni delle orchestre nazionali più note e dei cantanti del momento.

“Ne venne fuori una città diversa, al di sopra di ogni aspettativa. Le prime, storiche edizioni della Mostra-Mercato trovarono spazio all'interno del monumentale ex Collegio dei Gesuiti situato in Piazza Plebiscito. Poiché all'epoca i locali ospitavano la Scuola Media Statale "Giuseppe Grassa", la mia amministrazione attuò un piano logistico formidabile durante le vacanze estive. Le aule scolastiche vennero svuotate e riallestite come veri e propri stand espositivi e padiglioni commerciali. Eravamo d’altro canto nel mese di agosto”.

Grazie alla rete dei suoi contatti commerciali e del comitato organizzatore, a Mazara arrivarono espositori da tutta la Sicilia e anche da diverse regioni d'Italia. I corridoi e le aule della scuola videro sfilare le eccellenze dell'artigianato artistico, delle attrezzature per la pesca industriale, dei motori marini e delle innovazioni per l'agricoltura. L’ingresso della Mostra era imponente, almeno per quei tempi.

“L'ingresso principale di Piazza Plebiscito è stato arricchito da strutture decorative temporanee progettate da professionisti locali, mentre la facciata austera del Collegio era decorato in un moderno polo fieristico illuminato a festa”.

Oltre all'impegno strettamente politico, lei è stato anche un animatore della vita intellettuale. Sostenne attivamente il "Cenacolo di Cultura ed Arte" in Corso Umberto I del fotografo Francesco Boscarino. Quel luogo, messo a disposizione gratuitamente per mostre e conferenze, divenne il punto di ritrovo dei più importanti intellettuali, storici e artisti mazaresi dell'epoca (tra cui Alberto Rizzo Marino e il pittore Giuseppe Giardina ed anche musicisti).

“E’ stato un punto di riferimento culturale importante anche se lo spazio non permetteva l’ingresso ad un buon numero di persone ma voleva essere un segnale di risveglio culturale e devo ancora ringraziare gli artisti e gli appassionati che hanno partecipato a quelle manifestazioni di grande interesse”.

Ma lei con la Mostra Mercato ebbe una seconda intuizione. Il secondo dopoguerra richiedeva nuove rotte commerciali e alleanze strategiche nel Mediterraneo. Nel 1959, durante la IV Edizione della Mostra-Mercato (svoltasi dall'1 al 10 agosto), compì il passo politico più lungimirante della sua amministrazione, “Le giornate siculo -arabe”. Comeè nata questa idea?

“Su impulso e intuizione del professor Gaetano Falzone, storico e accademico dell'Università di Palermo, vennero inserite nel programma ufficiale della Mostra Mercato, le "Giornate Siculo-Arabe".Per la prima volta, Mazara del Vallo ospitò ufficialmente alte delegazioni governative, commerciali e culturali provenienti dalla Tunisia (da poco indipendente). Fu l'occasione per discutere non solo di scambi culturali e storici, ma anche di cooperazione economica e di diritti di pesca nelle acque del Canale di Sicilia. Un approccio di dialogo ufficiale che formò un canale preferenziale che, a partire dalla fine degli anni '60 e per tutti gli anni '70, favorì l'immigrazione regolare e l'integrazione della numerosa comunità tunisina a Mazara, portando alla nascita della storica Kasbah”.

Le serate della Mostra-Mercato sono ancora nei ricordi di chi, in quei temi ragazzo ed oggi carico di anni, ha memoria. Rappresentavano il perfetto contraltare ludico e mondano all'esposizione commerciale diurna. Di sera la Mostra si trasformava in un grande festival dello spettacolo.E non solo. Mi racconti come ha organizzato queste serate piene di divertimento.

“Intanto, in un locale di fronte al Collegio venne creata la cosiddetta “tavernetta” dove chi voleva poteva consumare qualche pasto e bene qualche bicchiere di buon vino. L'intrattenimento di quelle calde serate di agosto si sviluppava attraverso dinamiche precise. Il grande cortile dell'ex Collegio dei Gesuiti veniva trasformata in aree da ballo e tavoli da bar. La colonna sonora era affidata a celebri orchestre radiofoniche della RAI, che all'epoca rappresentavano il massimo della popolarità musicale italiana, come l’orchestra del fisarmonicista Barimar. E non mancavano nemmeno i big della canzone italiana reduci dai successi del Festival di Sanremo (nato proprio in quegli anni, nel 1951) e della radiofonia”.

Ma vi erano riflessi anche fuori della Mostra dove venivano allestiti eleganti caffè concerto all'aperto, dove la Mazara colta, la borghesia imprenditoriale e i visitatori si ritrovavano per socializzare fino a tarda notte, circondati dalle luminarie e dalle strutture temporanee d'avanguardia progettate dagli architetti locali. Possiamo dire che fu un modello vincente che rese Mazara del Vallo una delle capitali del divertimento e del turismo siciliano di quel decennio.Però andato via Lei, i successori – sindaci continuarono ancora per qualche anno e poi si chiusero i battenti.

“E’ vero. Succede spesso così quando non ci sono validi successori. Anche nei vostri anni con il Blu Sea Land. Scomparso l’ideatore Giovanni Tumbiolo la manifestazione non è più tra gli importanti appuntamenti economici, culturale, turistici della città. Bisogna ripensare a qualcosa di straordinario. Mi vengono in mente il Satiro, la Kasbah e il nostro barocco. Un tris importante per veicolare economia e cultura”.

Grazie dei suggerimenti.

Salvatore Giacalone

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