Difficile entrare nel porto di Mazara, così una delle navi più lussuose al mondo, la Seabourn Venture, resta alla fonda

Fondali ridotti e dragaggio fermo da decenni: il caso simbolo della crisi del porto canale mazarese

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
20 Maggio 2026 18:29
Difficile entrare nel porto di Mazara, così una delle navi più lussuose al mondo, la Seabourn Venture, resta alla fonda

Davanti al porto di Mazara del Vallo, nelle ultime ore, è ormeggiata alla fonda la "Seabourn Venture", una delle navi da crociera ultra-lusso più moderne e sofisticate al mondo. Varata nel 2022, lunga circa 170 metri, la nave può ospitare fino a 264 passeggeri in 132 suite dotate di veranda privata. La nave, battente bandiera delle Bahamas, a bordo dispone di due sottomarini per esplorazioni marine, 26 gommoni Zodiac e un team internazionale di esperti e naturalisti che accompagnano i viaggiatori nelle spedizioni più esclusive del pianeta.

La presenza della "Seabourn Venture" davanti alla costa mazarese (vedi foto da noi scattata) rappresenta un’immagine suggestiva e, allo stesso tempo, simbolica. Una nave progettata per raggiungere gli angoli più remoti del globo, dai ghiacci polari agli arcipelaghi tropicali, avrebbe molte difficoltà ad entrare nel porto canale di Mazara del Vallo a causa delle limitazioni dei fondali e del progressivo ridimensionamento del pescaggio disponibile. Da qui la decisione del suo comandante di rimanere alla fonda. 

Il problema è noto da decenni. Il mancato dragaggio del porto, atteso ormai da circa quarant’anni, ha ridotto in maniera significativa la navigabilità dello scalo. Negli ultimi trent’anni il porto ha perso profondità e capacità operativa, compromettendo non solo l’accesso di grandi unità navali, ma anche la sicurezza e l’efficienza della marineria locale.

La recente revisione dei pescaggi consentiti da parte della Capitaneria di porto fotografa una situazione che non può più essere considerata emergenziale ma strutturale. I dati batimetrici risultano superati, i fondali mutano continuamente e lo Stato, anziché eliminare il problema, si limita a gestirne le conseguenze attraverso restrizioni e limitazioni operative. È la fotografia di una lunga paralisi amministrativa.

Il caso del porto canale di Mazara del Vallo è diventato emblematico di una burocrazia regionale incapace di trasformare in realtà opere considerate strategiche da tutti. Il dragaggio è fermo tra contenziosi, dispute economiche e problemi legati alla gestione dei sedimenti della cosiddetta “colmata B”. Una controversia da circa 900 mila euro continua a bloccare un intervento fondamentale per il futuro del porto e dell’economia cittadina.

Nel frattempo, a pagare il prezzo dell’immobilismo sono soprattutto i pescatori e l’intero comparto marittimo. Fondali ridotti, detriti e manovre sempre più rischiose rendono difficile il lavoro quotidiano della marineria mazarese, una delle più importanti del Mediterraneo. Anche fenomeni naturali come il "marrobbio" diventano ancora più pericolosi in un porto non adeguatamente dragato.

La presenza della "Seabourn Venture" davanti a Mazara assume così un valore quasi paradossale: una nave simbolo del turismo internazionale di alto livello resta fuori dal porto non per scelta, ma per impossibilità tecnica. Un’occasione mancata che evidenzia il rischio concreto di perdita di competitività dello scalo mazarese e, più in generale, di marginalizzazione economica di un territorio storicamente legato al mare.

Senza un’accelerazione concreta sui lavori di dragaggio, senza una soluzione al contenzioso e senza un percorso chiaro e trasparente sul fronte ambientale, il porto di Mazara del Vallo continuerà a vivere in una condizione di precarietà permanente. E quella della "Seabourn Venture" rischia di restare l’ennesima immagine simbolica di un potenziale che il territorio non riesce ancora a esprimere pienamente.

Francesco Mezzapelle 

Ti piacciono i nostri articoli?

Non perderti le notizie più importanti. Ricevi una mail alle 19.00 con tutte le notizie del giorno iscrivendoti alla nostra rassegna via email.

In evidenza