Ultime della sera: A Mazara Cristo risorge la notte di Pasqua a suon di Muezzin

Da sempre una città multiculturale ricca di insegnamenti per tutti gli esseri umani

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
27 Aprile 2022 18:32
Ultime della sera: A Mazara Cristo risorge la notte di Pasqua a suon di Muezzin

Succede a Mazara del Vallo un evento davvero unico, raro e straordinario che lascia senza parole turisti ma anche gli stessi abitanti del luogo che si emozionano ogni volta. Un evento che fortunatamente accade ogni giorno, ma che in alcuni momenti dell’anno coincide con delle altre usanze di altre culture intrecciandosi ed incastrandosi in maniera più che perfetta, quasi provvidenziale. Si tratta del Muezzin il canto tipico della preghiera musulmana che dall’alto della moschea con i suoi megafoni viene trasmesso e ascoltato in ogni parte della città.

Mazara del Vallo, capitale del Mediterraneo è da sempre culla e centro dell’integrazione e della multiculturalità fin dai primi secoli, con dominazioni fenice, puniche, per poi arrivare nell’827 d.c. con la dominazione araba e fino al 1072 quando invece arrivarono i Normanni. Ad oggi, infatti, troviamo una città che sembra davvero un museo a cielo aperto dove gli edifici tardo barocchi, di tufo dorato, si mescolano alle viuzze d’impianto arabeggiante del centro storico. Basti pensare ad esempio alla Cattedrale del “SS. Salvatore” che prima di essere chiesa cristiana fu moschea araba o basti pensare invece ad uno dei maggiori simboli di questo intreccio di culture ovvero la “Casbah”, un quartiere, sempre nel centro storico, altamente intriso dall’influenza islamica chetra tendaggi colorati, graffiti, case colorate o profumi di spezie tipiche fanno rivivere il gusto del tipico paesaggio arabeggiante.

Ma qual è la particolarità? Sempre nel centro storico si trovano davvero tantissime chiese antiche di ogni stile artistico, Mazara di fatto viene chiamata la città delle cento chiese, ed al centro di esse negli anni è stata costruita una moschea islamica dalla quale ogni giorno, come detto, viene annunciato il canto del Muezzin. Ma proprio lo scorso 16 aprile Sabato Santo giorno della grande Veglia Pasquale cristiana, mentre nella chiesa di San Michele veniva celebrato il rito dell’accensione del fuoco, nel momento in cui veniva acceso il cero pasquale segno di resurrezione e di Cristo luce del mondo, ecco che il Muezzin si è fatto sentire come a voler festeggiare anche lui la resurrezione di Cristo. Un evento davvero particolare che ha fatto emozionare i presenti alla celebrazione.

Ma i mazaresi a questi eventi ci sono abituati perché soprattutto nella chiesa di San Francesco che si trova proprio di fronte la Moschea, capita davvero molto spesso che durante la messa, arrivati alla consacrazione del Corpo e Sangue di Cristo dove il silenzio orante regna sovrano, esso viene interrotto proprio dal canto islamico che irrompe nella chiesa in una maniera così perfetta da sembrare davvero, come detto prima, quasi provvidenziale.

La cosa bella è che tutto questo succede solo a Mazara del Vallo e difatti la particolarità è che ai mazaresi questa cosa non disturba affatto, anzi li fa meditare di più su ciò che siamo noi esseri umani, senza razza e senza distinzione, tutti sotto un unico cielo azzurro.

Questo intreccio di religioni, fedi, culture viene riversato anche nel mondo lavorativo. Ricordiamo infatti che Mazara è il più grande porto peschereccio italiano e famosi in tutto il mondo sono i Gamberi Rossi pescati proprio dalle imbarcazioni locali. Proprio all’interno di quest’ultimi vi è il cuore dell’integrazione di Mazara del Vallo. A bordo delle barche vi convivono per almeno 30 lunghi giorni di lavoro non solo lavoratori italiani, ma tunisini, senegalesi e tanti altri che non ci pensano neanche un attimo a pranzare insieme con un piatto tipico italiano piuttosto che arabo oppure come ci racconta uno dei capitani, gli italiani non pensano minimamente a mangiare quando i musulmani sono in Ramadan, ma li aspettano anche loro a digiuno fino a sera quando tutti insieme si seggono nella loro tavola allestita all’interno del peschereccio.

La cosa che più emoziona è anche un aspetto religioso di questa attività perché sulla plancia di comando di tutte le imbarcazioni vi è collocato un crocifisso piuttosto che un’immagine di un santo o della Madonna e come ci racconta lo stesso capitano, nel momento in cui si salpa e la maggior parte dei pescatori si fa il segno della croce affinché il Signore li protegga in questo lungo mese distante da casa in mezzo al mare, anche gli stessi musulmani si mettono li in preghiera davanti al crocifisso e certe volte anche loro si fanno il segno della croce nonostante la diversità nella fede perché del resto, come gli stessi musulmani ci ricordano, Dio è uno seppur chiamato con nomi diversi.

Ed è proprio questa la più bella testimonianza che Mazara del Vallo lancia ai popoli di tutto il mondo soprattutto in questo momento particolare di guerra non solo in Ucraina ma anche in altre parti del pianeta, affinché vi sia pacifica convivenza, integrazione e multiculturalità.

di Roberto MARRONE

La rubrica “Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

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