"Risacca": un laboratorio per il mare da salvare. Avviato crowdfunding

Con Banca Etica raccolta fondi per creare a Mazara primo centro di raccolta/riciclo plastica del Sud Italia

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
13 Dicembre 2021 17:12

“Trasformare il rifiuto in risorsa: così salveremo il mare facendo rete”- hanno le idee chiare i fondatori di Risacca, che in pochi mesi hanno riciclato una tonnellata di reti da pesca, testato i primi prodotti e vinto il premio europeo Green Impact Med.

Adesso Carlo, Cristiano e Federica, dopo l’incubazione con Fondazione di Messina, lanciano una prima raccolta fondi per realizzare il Risacca LAB: una sartoria sociale e un centro per il riciclo in un container recuperato. Se finanziato, nascerà a Mazara del Vallo un nuovo presidio ecologico in grado di trasformare le reti in oggetti d’uso quotidiano, offrire opportunità di lavoro e sensibilizzare sempre più abitanti sul tema della plastica nel mare.

Fino al 13 febbraio sarà possibile donare sulla piattaforma produzionidalbasso.com e ricevere in cambio prodotti artigianali, servizi e persino vacanze studio per i donatori più generosi.

Ma torniamo al progetto: Risacca nasce un anno fa da Carlo Roccafiorita, Cristiano Pesca e Federica Ditta, tre professionisti under 35 con background in design, rigenerazione e impatto. La missione: promuovere soluzioni innovative sul riuso e riciclo degli scarti dell’industria ittica, dalle reti da pesca alla plastica recuperata in mare.

Che Risacca nasca a Mazara del Vallo non è un caso: città storicamente legata all’industria ittica, da diversi anni in piena crisi tra disoccupazione, calo dell’indotto e mancato ricambio generazionale. “Oggi più che mai dobbiamo essere resilienti” - dice Carlo, manager del progetto - “e introdurre innovazione può aiutarci a trovare soluzioni in grado di generare lavoro e tutelare l’ambiente. Con Risacca abbiamo disegnato un processo che consentirà di trasformare le reti in risorsa, generando impatto sociale”.

“L’inquinamento è ormai un’urgenza globale” - continua Federica, designer - “il nostro stile di vita ci ha spinti finora a produrre moltissimi rifiuti, la plastica è presente nel DNA del pianeta ammalando gli ecosistemi e si stima che nel 2050 i nostri mari avranno più plastica che pesci. A Mazara ogni anno vengono prodotte più di 10 tonnellate di reti da pesca, i cui oneri di smaltimento gravano sulle economie dei pescatori, a volte spinti a ricorrere a metodi di smaltimento illegali.”

È da queste osservazioni che nasce l’obiettivo di Risacca: dare una seconda vita alle reti da pesca per creare nuove opportunità di lavoro e tutelare l’ambiente. “Abbiamo collaborato con armatori, pescatori, artigiani - dice Cristiano - e il nostro laboratorio è un’occasione unica per rispondere al loro desiderio di ripartire diversificando il mercato e rievocando le tradizioni.”

Il laboratorio sorgerà nel parco rigenerato di Periferica, già luogo d’innovazione locale “ma la nostra visione - incalza Carlo - è di replicare il Risacca LAB in ogni porto italiano. Vediamo Mazara come un primo test per rispondere ad un bisogno diffuso in molte città e comunità nate intorno al mare”.

Per sostenere il progetto Risacca bisogna collegarsi sulla pagina dedicata di produzioni dal basso e donare scegliendo tra le ricompense: borse in rete fatte a mano, esperienze, elementi stampati in 3D, attività di formazione. Per i più creativi c’è anche la possibilità di partecipare alla trasformazione del container in laboratorio, scoprendo Mazara in sette giorni.

C’è tempo fino al 13 febbraio per salire a bordo e promuovere questo giovane progetto d’innovazione.

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