Piante sradicate in largo Figurella…“O tempora, o mores”.

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
10 Febbraio 2015 17:06
Piante sradicate in largo Figurella…“O tempora, o mores”.

Continuano gli atti di vandalismo nel centro storico mazarese. Ad essere presi di mira non solo le tanto discusse giare o piastrelle in ceramica volute fortemente dal sindaco Nicola Cristaldi per l’arredo della Città. Non si contano più infatti i casi di vandalismo che riguardano beni pubblici e privati:

sull’arco Normanno, nella Villa Jolanda dove più volte danneggiate la fontana ed il busto di qualche noto cittadino del passato, per non parlare del monumento ai caduti di villa Garibaldi e delle scritte più o meno volgari che appaiono in alcuni muri del centro storico. Cosa dire allora delle panchine asportate dalla nuova terrazza sul mare dell’ex rotonda? E degli specchietti delle auto posteggiate fracassati? E del mini parco giochi del lungomare San Vito? Insomma potremmo continuare quais all'infinito.

Un ultimo caso ci è stato segnalato dal prof. Fabio Marino residente presso il Largo Figurella che si trova all’incrocio fra Corso Armando Diaz e via Giuseppe Boscarino, in pieno centro. In quel largo spesso nel tardo pomeriggio e di sera vi sostano gruppi di giovani, anche lì i muri sono imbrattati con scritte di diverso colore e tipologia

Nella mattinata di qualche giorno fa infatti il cittadino ivi residente ha notato che alcune piante grasse collocate al centro del largo (cioè nella bella aiuola con base di marmo dove vi sono anche delle comode panchine) erano state letteralmente sradicate e sparse per terra: un grave gesto di vandalismo, segno dell’inciviltà ed insensibilità di personaggi che andrebbero rieducati. Così nella stessa mattinata alcuni operai del Comune, forse della Belice Ambiente (vedi la divisa arancione) hanno dovuto ripulire il largo dallo scempio.

“O tempora, o mores”, con questa locuzione latina (celebre esclamazione di Cicerone, da lui ripetuta in varie orazioni, la prima volta nelle Verrine, e divenuta proverbiale per rimpiangere le virtù passate e deplorare la corruzione imperversante nella propria epoca) lo stesso prof. Fabio Marino ha commentato lo scempio da lui documentato attraverso delle foto (vedi in allegato articolo) inviate alla nostra redazione.

Francesco Mezzapelle

10-02-2015 18,00

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