Pesca, Mazara del Vallo ponte nel Mediterraneo: al via la nuova cooperazione Italia-Libia

Se n'è discusso nell'incontro "Il mare Mediterraneo tra pesca, migrazioni, risorse, conflitti e nuove speranze"

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
17 Maggio 2026 11:58
Pesca, Mazara del Vallo ponte nel Mediterraneo: al via la nuova cooperazione Italia-Libia

Ieri mattina presso l’aula San Carlo del Seminario Vescovile di Mazara del Vallo si è tenuto un importante convegno internazionale dal titolo: "Il mare Mediterraneo tra pesca, migrazioni, risorse, conflitti e nuove speranze". L'evento, organizzato dall'Associazione Progetto Isola (A.P.I.) con il patrocinio della Regione Siciliana, si è concentrato sui temi dei confini marittimi, della sicurezza e della cooperazione tra Europa e Nord Africa. Ad inizio dell’incontro, al quale ha presenziato un nutrito gruppo di armatori e pescatori mazaresi, vi sono stati i saluti istituzionali del presidente dell’API, Giancarlo Di Simone, e del comandante della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, Stefano Luciani, il quale augurando buon lavoro ai partecipanti ha rivolto ancora una volta l’appello alla politica affinchè risolva il problema della mancata escavazione del porto canale mazarese la cui quasi innavigabilità è di forte ostacolo alle attività di pesca e non solo. A moderare i lavori è stato il dott.

Gaspare Bilardello, imprenditore ittico e studioso della pesca, nonché ideatore del convegno, il quale ha sottolineato: “il nostro obiettivo non è certamente quello di un altro convegno sui rapporti Italia-Libia sulla Pesca, ma stabilire una prima tappa di una “road map” per avviare un dialogo su fatti concreti fra le due parti anche sotto l’aspetto giuridico per consentire ad imprenditori italiani nella pesca senza dover cambiare bandiera alle proprie imbarcazioni.

La Libia, il Governo unilaterale di Tripoli –ha aggiunto Bilardello- ha manifestato un’apertura in tal senso e su questa direzione ci stiamo muovendo per una nuova stagione di cooperazione e di pace fra i nostri popoli”.

Il dibattito ha visto il contributo di illustri relatori, tra cui la prof.ssa Francesca Incandela (scrittrice), il teologo don Leo Di Simone (direttore del Centro “Operatori di Pace” della Diocesi”), l'antropologa prof.ssa Maria Rita Bartolomei; interventi molto interessanti che hanno evidenziato le implicazioni di carattere economico e sociale derivanti dai diversi conflitti in atto, spesso alimentati da potenti gruppi di potere, che agitano sia l’areale mediterraneo e mediorientale e la questione dei migranti che sta mettendo in crisi gli ordinamenti statali nel nome di un universalismo dei diritti umani e di un nuovo cosmopolitismo.

Il dott. Leonardo Catagnano dirigente del Dipartimento Pesca Mediterranea della Regione Sicilia il quale ha affrontato la delicata questione della riduzione delle risorse ittiche nel Mediterraneo e il lavoro svolto dalla Regione in questi anni per venire incontro alle necessità degli operatori della pesca, vedi anche le recenti misure per fronteggiare il vertiginoso aumento del gasolio a causa della crisi geopolitica nel medio oriente.

Illuminante l’intervento del prof. Roberto Ruoppo, docente di Diritto Internazionale Università Politecnica delle Marche, che ha illustrato le nuove possibilità normative per l’avvio di partnership fra imprenditori italiani e libici nel settore della pesca: “oggi presentiamo il nuovo al settore economico e interlocutori politici un quadro normativo, due regolamenti dell’UE, uno del 2008 e uno del 2017, che, purtroppo non sono stati ancora sfruttati dagli operatori italiani, consentono un protagonismo italiano, i privati hanno possibilità di andare a concludere accordi di tipo privatistico; serve il sostegno giuridico per favorire questo processo.

Ci sono strumenti -ha ribadito il prof. Ruoppo- per superare i contenziosi legati alle zone economiche esclusive, quella della Libia del 2005 fino a 74 miglia dalle costa: tramite accordi pubblico-privato si può invece superare questa giurisdizione delle ZEE che hanno frammentato il Mediterraneo con una deroga ad esse con nulla osta dello Stato e dell’UE accordi di partenariato fra soggetti privati italiani e libici”.

Di particolare rilievo gli interventi degli ospiti internazionali provenienti dalla Libia. Il dott. Saber Alazabi (vice presidente del Consiglio generale della pesca per il Mediterraneo (GFCM), ha evidenziato il nuovo clima di fiducia per l’avvio di seri rapporti di cooperazione: “siamo molto interessati a concretizzare accordi di cooperazione fra i nostri Paesi a partire dalla pesca. Ringraziamo gli organizzatori per questa opportunità e per l’ospitalità”.

Il dott. Mohamed Ahmed Nuttah, consulente libico per gli Affari marittimi ed esperto sulla sicurezza di mare: “da noi vi sono areali di pesca ancora vergini dove vi è la possibilità di potere cooperare con i pescatori italiani ed esperti della pesca e del mondo scientifico per acquisire anche le tecnologie adeguate per uno sfruttamento razionale e sostenibile delle risorse alieutiche”. La volontà di pervenire ad un accordo pubblico-privato è stato ribadito anche dagli interventi del dott.

Mohamed Alsangheer Halhingari dell’Autorità Libica per lo sviluppo delle Esportazioni (LEDA), e dell’ing. Abdlrauf Hassan Beitelmal già sindaco di Tripoli.

A concludere l’incontro è stato l'on. Toni Scilla, già assessore regionale alla Pesca Mediterranea, il quale, dopo aver illustrato alcune problematiche che affliggono il sistema pesca siciliano attuale (ha parlato anche del rischio dei mega parchi eolici offshore nel Canale di Sicilia che limiterebbero molto l'attività dei pescatori), ha manifestato molto ottimismo sull’avvio di un nuovo processo di cooperazione italo-libica. “Il momento è perfetto: bisogna riuscire a raggiungere questi accordi bilaterali grazie all’applicazione di regolamenti dell’Ue.

Vi sono specifici regolamenti -ha spiegato Scilla (in foto con rappresentanti libici durante il suo intervento)- per potere avviare un accordi di cooperazione fra imprenditori italiani della pesca e colleghi libici. Oggi fra Italia e Libia vi è una nuova fase di rapporti fra i due Paesi, è stato ripreso il dialogo a partire da gli accordi italo-libici del 2008 allora promossi dal compianto presidente Silvio Berlusconi”. Infine il vescovo della Diocesi mons. Angelo Giurdanella ha portato i saluti ai partecipanti ai lavori.

Francesco Mezzapelle   

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