Mazara, Rifiuti, l’estate delle polemiche: tra disagi, inciviltà ed alti costi...

Raccolta rimodulata, centri di conferimento in difficoltà e oltre 12,6 milioni di euro l’anno per il servizio

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
29 Agosto 2026 09:32
Mazara, Rifiuti, l’estate delle polemiche: tra disagi, inciviltà ed alti costi...

Tra cambi al calendario, raccolta dell’umido e dei pannoloni ridotta, difficoltà nei centri di conferimento e abbandoni indiscriminati, il sistema dei rifiuti continua a rappresentare uno dei nodi più delicati per Mazara del Vallo. E intanto il servizio vale oltre 12,6 milioni di euro l’anno. Andiamo per ordine.

Non è stata certamente un’estate da ricordare per Mazara del Vallo sul fronte della gestione dei rifiuti. I disagi segnalati dai cittadini si sono aggiunti ai comportamenti incivili di una minoranza che, tuttavia, finiscono per condizionare il decoro urbano e, più in generale, l’efficienza dell’intero sistema. Una situazione resa ancora più complessa dai continui cambiamenti del calendario della raccolta differenziata, dalle difficoltà di conferimento di alcune tipologie di rifiuti e da un servizio che comporta per il Comune e, conseguentemente, per i cittadini, costi considerevoli.

Il nuovo calendario e i nodi dei pannoloni e dell’umido-organico. Dai primi di luglio è entrata in vigore la rimodulazione estiva della raccolta porta a porta. Una modifica motivata dall’Amministrazione comunale con la necessità di ottimizzare il servizio e superare le criticità registrate soprattutto nella raccolta del secco residuo e dell’organico.

Il nuovo calendario ha però suscitato perplessità, soprattutto per quanto riguarda pannolini e pannoloni. Il ritiro, precedentemente previsto due volte alla settimana, è stato concentrato in un’unica giornata, il giovedì, insieme al secco indifferenziato. Anche la raccolta dell’umido è stata ridotta a due giorni, il lunedì e il venerdì, eliminando il turno del mercoledì.

Il resto della settimana è organizzato con giornate dedicate alle singole frazioni: il martedì carta e cartone, il mercoledì vetro e il sabato plastica e alluminio.

Secondo l’assessore all’Ambiente Vito Billardello, la scelta di dedicare specifiche giornate ai diversi materiali dovrebbe consentire una maggiore razionalizzazione delle attività e garantire la raccolta sull’intero territorio cittadino, in un periodo caratterizzato dall’aumento della produzione di rifiuti determinato dalla presenza di turisti e visitatori.

Resta tuttavia una domanda: una sola giornata di raccolta dei pannolini e dei pannoloni è sufficiente, soprattutto durante le settimane più calde dell’anno, per le famiglie con neonati, anziani o persone con disabilità? Il problema non è soltanto organizzativo, ma riguarda anche condizioni igieniche, cattivi odori e difficoltà di conservazione dei rifiuti all’interno delle abitazioni.

Analoghe perplessità riguardano la riduzione dei turni della raccolta dell'organico (umido) proprio nel periodo di maggiore produzione di rifiuti. Una questione che interessa non soltanto le famiglie, ma anche attività commerciali, ristorazione e strutture ricettive.

Dal Comune viene comunque evidenziato che i ritardi registrati in alcune zone sarebbero progressivamente rientrati e che il servizio starebbe tornando alla normalità. A supporto delle attività, in questa fase sarebbero impiegati circa una ventina autocompattatori, contro una media ordinaria di 9-10 mezzi (in foto, da noi scattata, un mezzo della raccolta rifiuti impegnato in turno serale sulla via Castelvetrano); bisogna anche sottolineare l'impegno e lo spirito di abnegazione degli operatori impegnati nel servizio pur nelle varie difficoltà. . 

Un servizio da oltre 12,6 milioni di euro. Le criticità assumono un peso ancora maggiore se rapportate ai costi della gestione. Il Piano economico finanziario dei rifiuti approvato dal Consiglio comunale lo scorso 30 luglio prevede per il 2026 un costo complessivo di 12.645.407 euro, con un incremento del 4,80% rispetto all’annualità precedente, che si riduce al 4,68% considerando il contributo ministeriale relativo alle istituzioni scolastiche.

Il PEF prevede quindi:

  • 2026: 12.645.407 euro;
  • 2027: 12.638.395 euro;
  • 2028: 12.615.381 euro;
  • 2029: 12.540.863 euro.

Il costo del servizio si traduce inevitabilmente anche in un maggiore esborso per i contribuenti. La Tari 2026, approvata con 10 voti favorevoli (maggioranza) e 5 contrari (opposizione), prevede infatti un incremento complessivo della tariffa di circa 700 mila euro. Poiché il costo viene ripartito per il 70% sulle utenze domestiche e per il 30% su quelle non domestiche, l'aumento medio viene stimato in circa 20 euro all’anno per famiglia. Numeri che rendono ancora più comprensibile la richiesta dei cittadini di avere un servizio puntuale, efficiente e soprattutto stabile.

La proroga e la nuova gara. A complicare il quadro c’è anche la fase transitoria nella quale si trova la gestione del servizio. Con la determinazione dirigenziale n. 393 del 25 febbraio 2026, il Comune ha disposto la proroga tecnica del servizio di raccolta, trasporto dei rifiuti urbani, spazzamento e igiene pubblica, in attesa dell’espletamento della gara d’ambito gestita dalla SRR Trapani Provincia Sud. Si tratta della seconda proroga, dopo una precedente estensione contrattuale di nove mesi.

Il nuovo periodo è scattato il primo marzo 2026 e avrà una durata massima di dodici mesi, salvo cessazione anticipata con l’aggiudicazione della nuova gara. Attualmente è in corso la redazione del capitolato, affidata allo studio Spera srl, e la bozza sarebbe arrivata alla terza revisione. L’obiettivo è arrivare al nuovo affidamento, previsto per una durata di sette anni. Nel frattempo il servizio continua a essere assicurato dal raggruppamento temporaneo di imprese formato da Multiecoplast srl ed Eco Burgus srl, alle condizioni contrattuali vigenti, con gli adeguamenti Istat previsti a partire da giugno 2026.

Disagi e costi: il paradosso da chiarire. Ed è proprio qui che si pone una delle questioni centrali. Da una parte i cittadini chiedono maggiore frequenza e continuità nella raccolta di alcune frazioni; dall’altra il sistema continua ad avere costi molto elevati e, nel periodo della proroga, incidono anche gli oneri aggiuntivi per trasporto e indennità chilometrica, le spese tecnico-professionali, quantificate in circa 53 mila euro, e l’Iva. L’Amministrazione difende la proroga come una scelta necessaria per garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale, evitando interruzioni che potrebbero avere conseguenze sul piano igienico-sanitario, e sottolinea di avere già avviato le attività tecniche e amministrative necessarie per arrivare alla nuova gara.

Il punto, però, resta quello dell’efficienza: a fronte di una spesa così rilevante, i cittadini hanno il diritto di chiedere un servizio proporzionato ai costi sostenuti; bisogna ricordare, cosa non da poco, che grazie all’abilità di gran parte dei cittadini nel fare la differenziata il Comune da qualche anno viene premiato fra i più virtuosi nel mezzogiorno d’Italia.

Abbandoni, CCR e raccolta degli indumenti. C’è poi il problema dell’inciviltà. Sacchetti abbandonati per strada, rifiuti lasciati accanto ai contenitori e conferimenti impropri continuano a rappresentare una criticità in diverse zone della città. E non si tratta soltanto della raccolta porta a porta. Un esempio riguarda gli indumenti, che in alcuni casi vengono abbandonati anche lungo le strade o nei pressi delle chiese. Nei giorni scorsi si sono inoltre registrate difficoltà nei conferimenti presso il Centro comunale di raccolta di via Marsala, all’angolo con via Pace, legate al blocco delle piattaforme di conferimento.

Attualmente il CCR, aperto dal lunedì al sabato dalle 7.30 alle 12.30, consente il conferimento di carta, cartone, plastica e vetro. Restano invece temporaneamente esclusi, tra gli altri, ingombranti e Raee, in attesa della ripresa delle attività delle piattaforme. Anche gli Ecopunti di Mazara Due e via Impastato, gestiti dalla società Eco XXI, osservano l’orario estivo dal lunedì al sabato, dalle 7.30 alle 12.30. Qui è possibile conferire carta, cartone, plastica e metalli, vetro e oli esausti, mentre l’abbigliamento risulta al momento sospeso per il blocco delle piattaforme. Nel solo Ecopunto di Mazara Due è possibile conferire anche gli sfalci di potatura.

Mazara Due, un segnale positivo dal basso. In questo quadro non mancano però esempi positivi. Nel quartiere Mazara Due, grazie all’iniziativa di un comitato di residenti, sono state ripulite alcune aree che in precedenza erano diventate vere e proprie discariche a cielo aperto. Parallelamente, la differenziazione dei rifiuti avrebbe cominciato a funzionare meglio. Un risultato importante, soprattutto perché dimostra come la collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni possa produrre effetti concreti. Nel prossimo contratto di servizio, inoltre, il quartiere dovrebbe essere inserito nel calendario della raccolta porta a porta.

Una nuova stagione per il servizio. Il problema dei rifiuti a Mazara, dunque, non può essere ridotto soltanto alla questione del calendario estivo. C'è un problema di organizzazione, di conferimento, di infrastrutture, di senso civico e, inevitabilmente, di costi. Da un lato serve maggiore responsabilità da parte dei cittadini: differenziare correttamente, rispettare giorni e orari e non abbandonare rifiuti rappresentano condizioni indispensabili per far funzionare qualsiasi sistema. Dall’altro, però, chi paga un servizio da oltre 12 milioni di euro l’anno ha pieno diritto a pretendere continuità, efficienza, controllo del territorio e risposte tempestive ai disservizi.

La vera sfida sarà quindi la nuova gara d’appalto. Il futuro contratto dovrà trasformarsi nell’occasione per ripensare complessivamente la gestione dei rifiuti a Mazara del Vallo, con obiettivi misurabili, controlli rigorosi, maggiore attenzione alle esigenze delle famiglie e delle attività economiche (magari con l’introduzione di strumenti per “premiare”, sgravando dalla Tari, chi effettua correttamente la differenziata) e un sistema capace di affrontare anche i picchi estivi.

Il decoro di una città turistica non può essere affidato soltanto al senso civico dei cittadini, così come il senso civico non può diventare l’alibi per giustificare un servizio che deve essere all’altezza dei costi sostenuti dalla collettività.

Francesco Mezzapelle 

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