Mazara, incontro di Federpesca tra marineria e istituzioni. Il resoconto e le video-interviste

Affrontate questioni cruciali relative al presente e futuro del comparto peschereccio mazarese

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
28 Agosto 2026 10:17
Mazara, incontro Federpesca tra marineria e istituzioni Le interviste

Un confronto franco, a tratti acceso, ma con un obiettivo comune: individuare soluzioni concrete per garantire un futuro alla marineria mazarese. È quello che si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri, 27 agosto, nella sede del CNR di Mazara del Vallo, su iniziativa di Federpesca, proprio mentre l’intera flotta peschereccia si trova in porto per il fermo tecnico annuale. L’incontro è nato dalla volontà di creare un momento di interlocuzione diretta tra istituzioni, rappresentanti del settore, armatori e pescatori, mettendo al centro le difficoltà che da anni interessano il comparto e, soprattutto, le prospettive di una delle flotte più importanti della pesca mediterranea. Numerosi gli armatori e gli operatori presenti, chiamati a confrontarsi con i rappresentanti dei livelli nazionale e regionale di governo della pesca.

Al tavolo erano presenti la direttrice della Direzione della Pesca Marittima del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Graziella Romito, il capo di gabinetto vicario dell’Assessorato regionale alla Pesca e Acquacoltura, Marco Mascellino, la direttrice nazionale di Federpesca, Francesca Biondo, e il presidente di Federpesca Mazara e vicepresidente nazionale, Santino Adamo. È intervenuto anche il comandante della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, Stefano Luciani.

Proprio Luciani ha evidenziato come la Capitaneria non debba essere percepita soltanto come un organo deputato ai controlli e alle sanzioni, ma anche come un punto di riferimento per la marineria, a disposizione degli operatori per informazioni, consultazione e confronto. Il comandante ha inoltre richiamato l’attenzione sulle difficoltà strutturali del settore, ricordando un dato particolarmente significativo: sono circa sessanta le richieste di demolizione di motopesca a fronte di una flotta di circa 80 unità attrezzate alla pesca mediterranea.

Il gambero rosso e il futuro della flotta.Il tema centrale del confronto è stato il gambero rosso del Canale di Sicilia, una risorsa che per Mazara rappresenta molto più di un prodotto della pesca. È infatti una componente fondamentale dell’economia locale, capace di tenere insieme occupazione, imprese, professionalità, tradizione e identità territoriale. La sfida, è emerso durante il dibattito, consiste nel tutelare la risorsa senza mettere a rischio la sopravvivenza delle imprese e degli equipaggi.

Un equilibrio non semplice, soprattutto alla luce delle restrizioni, dell’aumento dei costi e delle mutate condizioni economiche e geopolitiche del Mediterraneo. Tra le questioni affrontate anche quella del fermo pesca, per il quale è stata chiesta una revisione delle modalità e dei periodi. In particolare, la marineria mazarese chiede che il fermo possa essere coordinato con quello dei Paesi rivieraschi, così da evitare squilibri nella gestione della risorsa e soprattutto situazioni di concorrenza non uniforme sui mercati.

A sottolineare la necessità di coniugare tutela ambientale e sostenibilità economica è stato anche il biologo Sergio Vitale, ricercatore e responsabile della sede mazarese del CNR IRBIM, che ha affrontato gli aspetti legati alla gestione della risorsa e alla sostenibilità degli stock.

Santino Adamo, nel suo intervento, ha posto l’accento sulle condizioni operative della flotta e sulla necessità di costruire strategie capaci di salvaguardare l’ecosistema marino senza compromettere la tenuta economica e sociale del comparto. "La marineria deve essere protagonista delle decisioni sul proprio futuro", ha sottolineato Adamo, evidenziando l’importanza del confronto con il mondo scientifico. "Chiediamo che la marineria non sia considerata soltanto destinataria di regole e limitazioni, ma venga riconosciuta come parte attiva nella costruzione delle politiche di gestione della pesca". Da qui l’invito a considerare pescatori e istituzioni come alleati nella tutela del Mediterraneo.

Quote, GSA e nuove possibilità operative. Particolarmente significativo l’intervento della direttrice Graziella Romito, che ha ascoltato le istanze degli operatori affrontando anche il problema delle quote di gambero rosso nella GSA16. Per il 2026, infatti, delle 780 tonnellate inizialmente assegnate ne resterebbero soltanto 111. Una situazione che preoccupa fortemente la marineria e che ha portato sul tavolo una proposta: stabilire quote per singolo peschereccio anziché per zona, così da evitare possibili disparità tra le diverse unità della flotta. Un'altra richiesta riguarda una maggiore flessibilità nella possibilità di operare nelle GSA adiacenti quando le relative quote non vengono completamente utilizzate.

Tra le ipotesi avanzate dagli operatori anche l'apertura della GSA21, l'areale internazionale situato davanti alle coste libiche. La direttrice Romito ha riconosciuto l’importanza strategica della marineria mazarese e la necessità di avviare un percorso strutturato nel rispetto delle regole comunitarie, coinvolgendo anche il Consiglio Generale della Pesca Mediterranea. Nel frattempo, è stato ricordato l’attivazione del credito d’imposta destinato a sostenere le imprese di fronte all’aumento del costo del gasolio.

Dalla Regione nuove misure per il comparto. Sul fronte regionale, Marco Mascellino ha illustrato le iniziative messe in campo dall’Assessorato alla Pesca, a partire dagli strumenti destinati a sostenere i costi energetici delle imprese. È stato inoltre annunciato un nuovo bando da circa 5 milioni di euro, mentre sono in arrivo i ristori per i danni provocati dal ciclone Harry. Mascellino ha inoltre anticipato l’ampliamento degli strumenti FEAMPA, nuovi bandi a sportello e opportunità attraverso IRFIS anche per l’acquisto di scorte. L’obiettivo è costruire un pacchetto di misure capace di sostenere la filiera nel breve periodo, ma anche di accompagnarne la trasformazione nel medio e lungo termine. Nel confronto è entrata anche la questione dei progetti di eolico offshore nel Canale di Sicilia, tema sul quale la Regione Siciliana sta mantenendo alta l’attenzione per le possibili ripercussioni sulle attività della flotta.

"Non chiediamo di pescare di più, ma di pescare meglio". La direttrice nazionale di Federpesca, Francesca Biondo, ha ribadito il valore del gambero rosso come eccellenza della marineria mazarese e come patrimonio che coinvolge imprese, equipaggi e famiglie. "Non possiamo pensare alla sostenibilità ambientale se la separiamo dalla sostenibilità economica e sociale", ha evidenziato Biondo, richiamando anche il problema della disponibilità di personale di bordo. La scomparsa delle imprese di pesca, è stato sottolineato, significherebbe perdere non soltanto posti di lavoro, ma anche competenze, professionalità e un patrimonio costruito nel corso di generazioni. Da qui la necessità, per Federpesca, di rafforzare un metodo di programmazione nel quale gli operatori siano coinvolti prima che vengano assunte decisioni destinate a incidere concretamente sull’attività delle flotte.

"Non chiediamo di pescare di più ma di pescare meglio e valorizzare il prodotto, accrescendo la redditività delle imprese al fine di avvicinare i giovani che credono nel settore", ha detto Biondo, ringraziando la direttrice Romito e l’Assessorato regionale per la disponibilità al confronto.

Gli armatori: "servono equità e reciprocità nel Mediterraneo". Numerosi gli interventi degli armatori, che hanno rappresentato la situazione di imprese costrette da anni ad affrontare sacrifici, restrizioni e costi sempre più elevati. Una richiesta è emersa con particolare forza: gli sforzi imposti alla flotta italiana devono tradursi in risultati concreti nella tutela della risorsa e devono essere accompagnati da condizioni di reciprocità con le altre marinerie che operano nel Mediterraneo. "Non possiamo sostenere sempre maggiori sacrifici senza trovare soluzioni alle condizioni complessive nelle quali si svolge la pesca nel Canale di Sicilia", è stato ribadito durante il confronto. 

Alla fine, più che un semplice incontro istituzionale, quello ospitato dal CNR si è trasformato in un momento di ascolto e proposta. Da Mazara è arrivata la richiesta di una nuova stagione di confronto, nella quale scienza, istituzioni e mondo della pesca possano lavorare insieme. La posta in gioco, del resto, va oltre il destino del singolo peschereccio o della singola impresa. Salvaguardare il gambero rosso significa proteggere una risorsa economica e ambientale, ma anche mantenere viva una marineria che rappresenta da generazioni una parte fondamentale dell’identità di Mazara del Vallo. La sfida è riuscire a consegnare alle nuove generazioni un Mediterraneo produttivo e tutelato, ma anche una flotta ancora capace di creare lavoro, economia e sviluppo.

Francesco Mezzapelle

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