Mazara, perchè non provare a prevenire il rischio dei crolli nel lungomare a causa delle mareggiate?

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
06 Febbraio 2017 12:45
Mazara, perchè non provare a prevenire il rischio dei crolli nel lungomare a causa delle mareggiate?

Il maltempo delle ultime ore, caratterizzato da forti raffiche di vento e da mareggiate, sta mettendo a nudo alcune problematiche relative all’erosione delle coste mazaresi.

Infatti diverse criticità vengono evidenziate dall’infrangersi delle onde sul litorale mazarese. Ricordiamo che da qualche anno si registrano crolli nella carreggiata dell’ultimo tratto del lungomare Fatamorgana dove i diversi lavori di riparazione (vedi foto n.2) non sono stati completati con l’installazione di frangiflutti artificiali, così come previsto ed annunciato in alcune note del Comune, al fine di prevenire il ripetersi del fenomeno.

Ma a rischio è anche il lungomare antistante il centro storico della Città, ci riferiamo al lungomare Mazzini e poi Hopps. Le forza delle onde ha infatti invaso l’arenile che separa il mare dalle mura, pertanto le onde vanno a sbattere contro queste senza nessuna protezione (vedi foto n.1); vi è il rischio con il perdurare della situazione di un cedimento del marciapiedi del lungomare, giusto nella zona prospicente la Cattedrale.

Vogliamo però essere propositivi e non vogliamo certamente creare allarmismi, ma quanto già successo a Tonnarella era pure prevedibile (a rischio senza frangiflutti anche il tratto successivo ove svolti i lavori).

Vogliamo però portare a conoscenza degli amministratori della Città ed ai tecnici “competenti” che esistono tecnologia tutte italiane, da anni già operative in USA, Spagna ed Israele, per prevenire tali rischi di crolli. Si tratta di un sistema di “attenuatori d’onda” (vedi foto n.3), ovvero di speciali barriere in grado di assorbire l’energia cinetica delle onde e di permettere il ripascimento del litorale sul lato a monte. Ora, proprio in Italia, é stato sperimentato un modello – in scala ridotta – che potrebbe essere assai utile per proteggere i litorali siciliani dal fenomeno dell’erosone ed assai utile per ricreare i litorali che, mareggiata dopo mareggiata, spariscono.

Insomma si tratta una tecnologia italiana che, emigrata da anni all’estero. Chi di competenza potrebbe richiedere alla ditta specializzata la disponibilità ad installare una piccola barriera sperimentale a titolo gratuito, al fine di poterne mostrare la funzionalità e la sua idoneità a riformare il litorale nella zona a monte.

Francesco Mezzapelle

06-02-2017 13,30

{fshare}

In evidenza