Ieri mattina il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, ha nominato –con relativa cerimonia di giuramento- la Giunta Municipale ed attribuito le deleghe assessoriali, facendo seguito alla decisione comunicata lo scorso 27 marzo con cui aveva revocato la precedente Giunta. Al momento sono cinque gli assessori nominati dal primo cittadino che si riserva di completare successivamente il plenum di Giunta con ulteriori due nomine. Dei sette assessori in carica prima della revoca, il Sindaco ne ha confermati cinque: Vito Billardello (vice sindaco), Germana Abbagnato, Gasparino Giacalone, Isidonia Giacalone e Gianfranco Casale. Non fanno parte del nuovo esecutivo comunale i due assessori di riferimento del Partito Fratelli d'Italia: Vito Torrente e Giampaolo Caruso.
La crisi politico-amministrativa durata una decina di giorni, a cavallo delle festività pasquali, ha animato il dibattito in Città, nei raduni amicali e parentali e soprattutto sui social (divenuti un territorio di tutti e, al tempo stesso, di nessuno…). In questo periodo sono riemersi dei termini per descrivere la situazione, tre in particolare, mutuati dalla geometria e calati nello stesso contesto politico mazarese.
“Perimetro politico”. Si tratta di una metafora utilizzata per definire i confini, i limiti o l'area di alleanza entro cui si muovono partiti, coalizioni o un governo. Indica la delimitazione delle forze politiche che sostengono un progetto, un programma o un esecutivo, distinguendo chi ne fa parte da chi ne è escluso. La verifica politica avviata dal primo cittadino mazarese con l’azzeramento della Giunta, successivamente alle forti divergenze – manifestate anche in Consiglio comunale – fra il gruppo di Fratelli d’Italia e il gruppo che fa riferimento al vice sindaco Billardello, sarebbe stata finalizzata oltre che al rilancio dell’azione amministrativa anche alla ridefinizione del “perimetro politico” anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali (d’altronde lo stesso sindaco Quinci ha sottolineato –in un’intervista- come ormai ci si trovi in una campagna elettorale continua).
“Cerchio magico”. In politica indica un ristretto gruppo di fedelissimi, anche fra i non eletti, che circonda un leader, influenzandone le decisioni e controllando l'accesso a lui. Questa cerchia crea un filtro tra il leader e il resto della coalizione o istituzione, accentrando il potere. Anche il sindaco Salvatore Quinci, come del resto i suoi predecessori, si è circondato un gruppo di fedelissimi, donne e uomini di fiducia, che rappresentano il suo “zoccolo duro”, quel potere informale sul quale contare comunque e dovunque, indipendentemente dal “perimetro politico” che lo sostiene.
“Triangolo di ferro”. In politica descrive una relazione chiusa e sinergica tra tre attori chiave in grado di fare lobbing al fine di influenzare le scelte politiche e favorire interessi politici specifici, spesso operando in modo autonomo, stabile e poco trasparente, agendo indipendentemente dai partiti. Nel presente contesto mazarese, con le dovute specificità e i limiti del raggio d’azione, una sorta di “triangolo di ferro” potrebbe esser rappresentato dall’alleanza fra il vice sindaco Vito Billardello e i due consiglieri comunali Francesco Foggia e Pietro Marino (entrambi eletti fra le fila dell’opposizione e poi passati dopo pochi mesi di fatto in maggioranza) culminata in gruppo definito dagli stessi “Osservatorio dei Fatti”, termine di sintesi fra “Osservatorio Politico” (il movimento fondato da Vito Billardello) e “La Forza dei Fatti” (movimento fondato da Francesco Foggia).
(in copertina, foto da noi scattata lo scorso 29 dicembre: da sx Foggia, Marino e Billardello).
Francesco Mezzapelle