Mazara, l’Associazione Venezuelani in Sicilia sostiene appello del Vescovo per il monastero di clausura di San Michele

Il Monastero a rischio soppressione a causa dell’esiguo numero di monache presenti. La nota di J.F. Farias e A. Corona

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
03 Febbraio 2026 18:10
Mazara, l’Associazione Venezuelani in Sicilia sostiene appello del Vescovo per il monastero di clausura di San Michele

L’Associazione di Venezuelani per i Diritti Umani e l’Inclusione Sociale (AVISI ODV) nella persona del Presidente Jose Francisco Farias e il suo rappresentante di Mazara del Vallo dott.ssa Antonia Corona esprimono sostegno all’appello del Vescovo delal Diocesi di Mazara mons. Angelo Giurdanella per la salvaguardia del monastero di clausura di San Michele, oggi a rischio soppressione a causa dell’esiguo numero di monache presenti. L’iniziativa di preghiera “Custodire un dono” rappresenta, secondo l’associazione, un richiamo importante al valore umano, culturale e spirituale della vita contemplativa, patrimonio dell’intera comunità cittadina.

"Come associazione composta in gran parte da cittadini venezuelani – si legge nella nota – riteniamo che la preghiera sia un gesto universale di solidarietà, aperto a tutti e senza confini. Per questo ci uniamo spiritualmente all’invito del Vescovo, auspicando soluzioni concrete che garantiscano la continuità della presenza monastica a Mazara del Vallo". L’Associazione ribadisce infine il proprio "impegno a favore dell’inclusione, del dialogo e della tutela della dignità umana, valori che trovano espressione anche nella difesa dei luoghi di spiritualità e accoglienza". Nel Monastero di San Michele attualmente sono rimaste soltanto due monache anziane.

Per questo motivo, il Vescovo Giurdanella nei giorni scorsi aveva rivolto una richiesta formale alla badessa madre Stefania Robione, osb, del monastero di Santa Maria di Rosano (Rignano sull’Arno, Firenze), affinché alcune monache potessero essere inviate a Mazara del Vallo per sostenere e rivitalizzare la comunità monastica, evitando così la dolorosa prospettiva della soppressione del monastero. Sono ormai trascorsi due mesi da tale richiesta e, purtroppo, sembrano emergere alcune difficoltà che ne rallentano l’accoglimento.

"La presenza delle monache contemplative -aveva spiegato Giurdanella- è un dono prezioso e insostituibile per la vita spirituale della nostra Chiesa locale, una sorgente silenziosa ma feconda di grazia per tutti".

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