Mazara, beni confiscati alla mafia, il Regolamento approda in Consiglio comunale. Persistono degli interrogativi

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
29 Marzo 2021 08:20
Mazara, beni confiscati alla mafia, il Regolamento approda in Consiglio comunale. Persistono degli interrogativi

Fra i punti all’ordine del giorno della seduta di Consiglio comunale che si svolgerà domani, a partire dalle ore 9, vi è l’approvazione del “Regolamento per la disciplina dell’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata facenti parte del patrimonio indisponibile del Comune di Mazara del Vallo”.  Il tema dei beni confiscati alla mafia è stato affrontato nel recente incontro online tenutosi lo scorso 12 marzo su PrimapaginaMazara, promosso dal movimento “Cento Passi per la Sicilia” e che ha visto l’intervento di illustri relatori.

In quell’occasione l’assessore comunale al Patrimonio, Giacomo Mauro, dichiarò: “la nostra Amministrazione sta ponendo molta attenzione alla questione dei beni confiscati alla mafia. Abbiamo predisposto il Regolamento per la disciplina dell’utilizzo dei beni confiscati; confidiamo nella sua immediata approvazione. Inoltre –aggiunse Mauro- stiamo lavorando ad un bando di evidenza pubblica per mettere a disposizione i beni ancora non assegnati”. Secondo i dati dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Mazara del Vallo è il terzo comune (dopo Castelvetrano e Alcamo) in provincia di Trapani  per numero di beni confiscati alla mafia ricevuti dallo Stato.

Sono 65 (più tre mantenuti al patrimonio dello Stato), dei quali soltanto 25 risulterebbero assegnati per fini sociali o adibiti ad uffici comunali, fra questi vedi ad esempio l’immobile multipiano all’incrocio fra le vie E. Sansone e Favara Scurto (utilizzato quale sede degli uffici delle Politiche comunitarie e dell’Avis) e quello di via Giotto, denominato “Palazzo della Legalità” (vedi foto di copertina) che ospita il settore delle Politiche Sociali e diverse associazioni di volontariato.

Sempre nel quartiere Trasmazaro, in via G. Bessarione, da circa un decennio un bene confiscato alla mafia è divenuto sede della Polizia Municipale. Altro immobile multipiano in via E. Sansone, grazie a fondi del “P.O.N. Sicurezza” del Ministero degli Interni, è da pochi anni sede del locale Commissariato di Pubblica sicurezza. Restano una quarantina di beni non ancora assegnati; l’ultimo bando per l’assegnazione di beni da parte del Comune è avvenuto nel 2017. Molti dei beni, abitazioni e terreni, sono ancora  da assegnare.

Molti di loro ad oggi purtroppo si trovano in stato di degrado, e, a causa di mancanza controllo e monitoraggio, soggetti ad attività predatoria da parte di ignoti e pertanto anche danneggiati; dal Comune sono state evidenziate difficoltà economiche per la loro sistemazione. Chi ha controllato in questi anni l’effettivo utilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia nel territorio mazarese? Se questi beni non più utilizzabili si rischia di fare anche un “favore” al proprietario originario di essi.

Torniamo a ribadire, ancora una volta, se questi beni non assegnati e/o non utilizzati per come si deve allora sarebbe meglio un loro ritorno allo Stato. La microcriminalità organizzata si combatte con iniziative concrete: l’approvazione del suddetto Regolamento e l’assegnazione di un bene rappresentano l’inizio di un percorso, subito dopo bisogna verificare come vengono utilizzati effettivamente questi beni (vedi ad esempio il caso da noi più volte citato dell’immobile al civico 8 di Cortile Pozzo Regina, in pieno centro storico) che davanti al loro ingresso dovrebbero riportare una targhetta ad hoc che testimoni l’esistenza di  un presidio di legalità.

Bisognerebbe anche migliorare le modalità per rendere facilmente accessibile sul sito comunale  l’elenco dei beni confiscati sul territorio mazarese ed una descrizione più dettagliata della tipologia del bene e del loro utilizzo. Francesco Mezzapelle  

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