Intelligenza artificiale e inclusione: il workshop "NEET and WOMEN inside A.I."

Il workshop alla Terni Digital Week 2026 l'intervento di Giuseppa Adamo, project manager del progetto

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
18 Ottobre 2026 13:01
Intelligenza artificiale e inclusione: il workshop

Come evitare che l'intelligenza artificiale diventi un nuovo fattore di esclusione? È la domanda al centro del workshop "NEET and WOMEN inside A.I. – Intelligenza Artificiale, inclusione digitale e nuove opportunità per giovani e donne", che si è svolto venerdì 16 ottobre nella Sala DigiPAss della Biblioteca Comunale di Terni, nell'ambito della Terni Digital Week 2026.Davanti a una sala animata da numerose ragazze e ragazzi, l'incontro ha messo a confronto, in presenza e da remoto, rappresentanti del Terzo settore, delle fondazioni e delle reti per la cittadinanza digitale. Il pomeriggio, inserito nel filone "Digitale e Territorio" dedicato ai progetti di educazione e alfabetizzazione digitale, ha previsto anche la premiazione dell'Hackathon del progetto.

"L'inclusione va progettata" Al centro dell'incontro l'intervento di Giuseppa Adamo, Project Manager del progetto. "Il progresso tecnologico non coincide automaticamente con il progresso sociale", ha esordito. "E non produce inclusione per il semplice fatto di esistere. L'inclusione va progettata". Adamo ha richiamato i dati del 2025. In Italia quasi nove famiglie su dieci hanno accesso a Internet, ma solo poco più della metà della popolazione tra i 16 e i 74 anni ha competenze digitali di base.

I giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non sono in formazione sono circa 1,2 milioni, il 13,3%: un dato in calo, ma ancora sopra la media europea, che supera il 20% nel Mezzogiorno e pesa di più sulle giovani donne. "Saper utilizzare uno smartphone non equivale a saper valutare l'attendibilità di un'informazione", ha spiegato. "La vera competenza digitale consiste nel mantenere la capacità di comprendere, valutare e decidere". Senza un intervento mirato, ha avvertito, l'intelligenza artificiale rischia di amplificare le disuguaglianze: chi ha già risorse ne trae vantaggio, chi parte da una condizione di svantaggio accumula nuove distanze.

Un passaggio è stato dedicato al linguaggio. "Una categoria statistica descrive una condizione. Non definisce l'identità, il valore o il potenziale di una persona", ha detto Adamo a proposito dei giovani NEET. Da qui la scelta di metodo: progettare a partire dalle risorse delle persone, e non solo da ciò che manca .Da Project Manager, Adamo ha poi insistito sulla differenza tra le attività realizzate e il cambiamento prodotto. "Un progetto può essere formalmente corretto, finanziariamente coerente e perfettamente rendicontato, senza aver necessariamente prodotto il cambiamento sociale che si proponeva".

Per questo ha indicato la necessità di misurare le competenze all'inizio e dopo la conclusione dei percorsi, e di interrogarsi anche su chi non si riesce a raggiungere. Infine la sostenibilità: "La sfida è fare in modo che ciò che funziona non debba ricominciare da zero ogni volta che termina un finanziamento" .

Il progetto e l'Hackathon "NEET and WOMEN inside A.I." è promosso da ANIS Regione Puglia APS, capofila di una rete nazionale di organizzazioni del Terzo settore, ed è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con l'Avviso 3/2024. In sedici mesi coinvolge 650 persone: 300 giovani donne tra i 20 e i 25 anni, 250 ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni con percorsi scolastici interrotti, e 100 familiari ed educatori. Il percorso unisce formazione sull'intelligenza artificiale, analisi dei dati, creatività e imprenditorialità digitale, sicurezza e privacy, con laboratori e mentoring.Ne fa parte anche l'Hackathon "Innovazione ed inclusione: l'Intelligenza Artificiale in azione", curato dalla Fondazione Messina.

"È il momento in cui la conoscenza esce dalla dimensione teorica e viene utilizzata per affrontare problemi reali", ha spiegato Adamo, rivolgendosi direttamente ai partecipanti: "Potete essere protagonisti dell'innovazione, non soltanto destinatari delle tecnologie sviluppate da altri".

Al confronto hanno preso parte, in sala e in collegamento da remoto, Edoardo Desiderio, presidente di Terni Digital, Anna Capra, presidente di ANIS Regione Puglia, Lorenzo Gianfelice, presidente di CESVOL Umbria, Francesco Di Costanzo, presidente di Fondazione Italia Digitale, Gaetano Giunta, presidente di Fondazione Messina, Ginevra Diotallevi di Enfap Marche, Giuseppe Iacono, coordinatore di Repubblica Digitale, e Alessio Trimboli del Fondo per la Repubblica Digitale. 

I Premi Innovazione Nel corso del pomeriggio sono stati consegnati i Premi Innovazione della Terni Digital Week 2026, assegnati a tre realtà che hanno saputo mettere la tecnologia al servizio delle persone.

-Giuseppa Adamo, Project Manager, "per l'innovazione progettuale, l'intelligenza artificiale e l'inclusione". Il premio riconosce l'ideazione e lo sviluppo di progetti ad alto impatto sociale che uniscono tecnologie digitali, intelligenza artificiale e accessibilità, mettendo al centro le persone con disabilità e chi è più esposto al rischio di esclusione.

-Gaetano Giunta, presidente della Fondazione Messina – Ente filantropico, per il progetto "Avverando Silvia": un'applicazione che facilita la comunicazione delle persone con un parlare atipico, abbattendo barriere comunicative e favorendo autodeterminazione, partecipazione e qualità della vita.

-AVI Umbria APS, nella persona di Andrea Tonucci, per il portale "Self Care Community": un progetto regionale per il benessere della persona, l'inclusione sociale e la resilienza del territorio, nato dalla collaborazione tra cittadini e reti associative.

Una buona pratica locale diventata modello replicabile grazie al progetto Agency for Capacity Building."Non misuriamo il futuro soltanto dalla velocità con cui avanza la tecnologia", ha concluso Adamo. "Misuriamolo dalla capacità di portare avanti, insieme, anche le persone che rischiano di restare indietro. Il futuro non sarà davvero innovativo se non sapremo renderlo anche inclusivo".

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