L’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria,con l’Ingegnere Gaspare Inglese, su invito del Servizio di Protezione Civile per la Provincia di Trapani della Regione Siciliana,ha preso parte all’esercitazione “WFE 2026 – Erice Wildfire Technology Field Testing Program” che si è svolta lo scorso fine settimana nel Bosco di San Matteo a Erice ed al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Trapani. Si tratta della prima campagna di prove in campo del Progetto Emergenza Incendipromosso da Regione Siciliana, Comune di Erice e Fondazione Ettore Majorana, in collaborazione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.Vi hanno preso parte anche il Corpo Forestale della Regione Siciliana, il Dipartimento regionale della Protezione Civile e il volontariato di protezione civile.
L’obiettivo era verificare sul campo quali tecnologie permettano di individuare un incendio sul nascere, quando è ancora di limitate dimensioni e facile da domare.
Durante le prove, dirette e presidiate dai Vigili del Fuoco, sono stati accesi fuochi controllati, sia a fiamma libera sia a forte produzione di fumo. Su ciascuno di essi sono stati misurati i tempi di rilevamento applicando diversi sistemi:satelliti in grado di individuare dallo spazio il calore prodotto dal fuoco;reti di sensori installati nel bosco, alimentati a energia solare, che “fiutano” il fumo prima ancora che compaiano le fiamme;telecamere intelligenti che riconoscono automaticamente fumo e fiamme;droni per la verifica rapida delle segnalazioni.
I risultati, elaborati dalla Fondazione Ettore Majorana con il supporto di ricercatori internazionali, permetteranno di confrontare le diverse tecnologie a parità di condizioni.
Tale esercitazione rappresenta una prova molto importante per Pantelleria, colpita molto duramente in passatoda incendi devastanti. Ricordiamo ad esempio l’incendio del maggio 2016 le cui fiamme percorsero centinaia di ettari della Montagna Grande o quello divampato nell’agosto 2022 che minacciò case e strutture tra Cala Cinque Denti e Gadir ed anche quello del luglio 2023 in località Khamma – Punta Rubasacchi.
Su un’isola i soccorsiimpiegano più tempo ad arrivaredalla terraferma. Scoprire un incendio rapidamente può fare la differenza tra un focolaio spento sul nascere e un disastro per il patrimonio naturale, l’agricoltura e la sicurezza delle persone.
Gli uffici del Parco, unitamente al Servizio S.16 del Dipartimento regionale della Protezione Civile, stanno elaborando una prima valutazione sull’applicabilità del modello all’isola. Sulla base dei risultati di Erice, l’Ente Parco e la Protezione Civile regionale valuteranno l’eventuale l’avvio di un progetto pilota a Pantelleria.
“Il nostro Parco custodisce un patrimonio naturale e un paesaggio agrario unici, che gli incendi hanno già ferito in passato” afferma Italo Cucci, Presidente del Parco. “Partecipare a questa sperimentazione significa portare a Pantelleria le migliori conoscenze disponibili per proteggerlo, insieme alle istituzioni che ogni giorno lavorano per la sicurezza del territorio.”
“Abbiamo visto all’opera, su fuochi reali, tecnologie molto diverse tra loro” dice Gaspare Inglese. “Ora il lavoro è capire quali si adattano meglio alle caratteristiche della nostra isola: il vento, la morfologia, le aree interne difficili da raggiungere.”
La prevenzione resta nelle mani di tutti. In attesa delle nuove tecnologie, la prima sentinella contro gli incendi resta la comunità.
L’Ente Parco ricorda a residenti e visitatori di segnalare immediatamente ogni principio di incendio al numero di emergenza 112 o al 1515 del Corpo Forestale. Le segnalazioni devono indicare il luogo con la massima precisione possibile. Valgono inoltre le prescrizioni regionali sull’uso del fuoco e sulla pulizia dei terreni incolti nei pressi delle abitazioni, indipendentemente dalla stagione dell’anno.