CNR, Vita Ippolito presenta un’interrogazione: "Mazara non può perdere anche questo presidio scientifico"

La Consigliera comunale di opposizione chiede chiarimenti al Sindaco sul mantenimento della sede locale del CNR

Redazione Prima Pagina Mazara
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08 Novembre 2026 09:50
CNR, Vita Ippolito presenta un’interrogazione:

Le voci di una possibile soppressione della sede operativa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Mazara del Vallo finisce al centro di un’interrogazione consiliare. A presentarla, nella giornata di ieri, 7 novembre, è stata la consigliera comunale di opposizione Vita Maria Ippolito, che chiede all’Amministrazione Quinci di intervenire con urgenza per scongiurare il progressivo depotenziamento di una struttura che da oltre cinquant’anni rappresenta un punto di riferimento per la ricerca scientifica e, in particolare, per il comparto della pesca.

La questione si inserisce nel quadro della riorganizzazione interna del CNR, avviata nell'ambito del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente (DSSTTA). Con la soppressione dell’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino (IAS) e il trasferimento delle relative competenze all’IRBIM e all’ISMAR, sono stati ridefiniti gli assetti organizzativi delle strutture interessate. I provvedimenti del CNR prevedono formalmente l’integrazione nell’IRBIM sia della struttura di via Luigi Vaccara a Mazara del Vallo (vedi foto di copertina) sia della sede di Capo Granitola, nel territorio di Campobello di Mazara. Restano tuttavia, secondo Ippolito, interrogativi sul futuro effettivo della sede mazarese e sul rischio che possa essere progressivamente svuotata di personale, attività e funzioni.

Nell’interrogazione, la Consigliera Ippolito ricorda il valore storico e scientifico del presidio, fondato e guidato per oltre 45 anni dal professore Dino Levi, figura di rilievo internazionale nel campo della biologia marina e del monitoraggio delle risorse ittiche. Una struttura che, nel corso dei decenni, ha rappresentato anche un'importante interfaccia scientifica con le istituzioni comunitarie, in particolare con la Direzione generale degli Affari marittimi e della pesca (DG MARE) dell’Unione Europea, fornendo dati e analisi utili alla tutela della marineria siciliana nei tavoli di confronto internazionali.

La fase di transizione organizzativa dovrebbe concludersi il prossimo 1° gennaio 2027, quando saranno definitivi gli assetti relativi al personale e alle dotazioni. È proprio su questa scadenza che Ippolito richiama l’attenzione dell’Amministrazione, evidenziando come un'eventuale riduzione della struttura mazarese a poche unità operative rischierebbe di compromettere il rapporto diretto tra ricerca scientifica e attività portuali, con ricadute sul primo distretto della pesca d'altura del Mediterraneo e sull'intera filiera della Blue Economy.

Un passaggio centrale dell'interrogazione riguarda inoltre l'accordo sottoscritto nel 2019 tra il Comune di Mazara del Vallo e il CNR per la concessione gratuita di locali all'interno della mega-struttura del "porto nuovo" che avrebbe dovuto essere destinata al Mercato Agroalimentare, struttura dotata di uffici, laboratori e celle frigorifere. Secondo la Consigliera, l'esistenza di questa convenzione smentirebbe le argomentazioni relative agli eventuali costi insostenibili di locazione per il mantenimento di una sede in città. Ippolito sottolinea anche le difficoltà operative che deriverebbero da un eventuale spostamento delle attività lontano dal porto, costringendo i ricercatori a continui spostamenti per effettuare i campionamenti del pescato direttamente sulle banchine.

Con l'atto ispettivo, la consigliera chiede quindi al Sindaco e alla Giunta quali iniziative intendano adottare per rendere concretamente operativo l'accordo del 2019 e garantire al CNR una sede definitiva e adeguata all'interno dell'area portuale. Sollecita inoltre l'attivazione di un tavolo istituzionale con i vertici del CNR, il Ministero dell'Università e della Ricerca e la Regione Siciliana, affinché venga riconosciuta la centralità della struttura mazarese. Infine, domanda quali interlocuzioni si intendano avviare con le rappresentanze della pesca e del mondo della ricerca per arrivare alla conclusione della fase transitoria con un pieno potenziamento organico e strumentale della sede.

A corredo dell'interrogazione, Vita Ippolito ha diffuso una dichiarazione dai toni critici, nella quale inserisce la vicenda del CNR in un quadro più ampio di perdita di presidi istituzionali e servizi sul territorio.

"È inaccettabile assistere all’ennesimo, silenzioso depotenziamento del nostro territorio. Dopo la chiusura del Tribunale, la perdita del Giudice di Pace , la chiusura degli uffici dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, oggi assistiamo a un nuovo duro colpo per Mazara del Vallo: la soppressione della sede del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), un ente strategico per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo della nostra marineria e del nostro comparto produttivo. Su questa ennesima ferita inferta alla nostra Città ho presentato un’interrogazione per fare chiarezza e chiedere risposte immediate. Mazara non può continuare a subire un inesorabile processo di desertificazione istituzionale ed economica.

Privare il territorio di presidi di legalità, servizi essenziali e centri di eccellenza scientifica significa voltare le spalle ai cittadini, ai lavoratori e alle prospettive di futuro dei nostri giovani. Le istituzioni locali, regionali e nazionali non possono restare a guardare. Difendere Mazara significa difendere il futuro dell’intera provincia e del settore ittico e agroalimentare siciliano".

La partita, dunque, si gioca soprattutto nei prossimi mesi, in vista del 1° gennaio 2027. L'interrogazione punta a ottenere dall'Amministrazione comunale chiarimenti sulle iniziative che intende assumere e, soprattutto, a capire se l'accordo per l'utilizzo dei locali al Porto Nuovo potrà tradursi in una concreta opportunità per consolidare la presenza del CNR in Città. Per Mazara del Vallo, dove ricerca scientifica e attività della marineria hanno da sempre un legame diretto, la questione riguarda non soltanto la permanenza di una sede, ma anche il ruolo che il territorio intende continuare a svolgere nella ricerca e nella gestione delle risorse marine.

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