“Una punta di Sal”. Regionali in Sicilia: tanti rebus nel centro destra

Schifani verrà confermato? Alternativa De Luca? Ammucchiata di candidati a Mazara del Vallo?

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
08 Novembre 2026 08:59
“Una punta di Sal”. Regionali in Sicilia: tanti rebus nel centro destra

Le tensioni interne a Forza Italia riaprono una fase di incertezza nel panorama politico regionale. Mentre i partiti sono impegnati a ridefinire alleanze e rapporti di forza, la Sicilia rischia di ritrovarsi ancora una volta ostaggio delle proprie divisioni politiche, con ricadute anche sull’attività amministrativa.Tra gli effetti paventati c’è il mancato varo della manovra di stabilità entro la fine dell’anno, con la conseguente possibilità di ricorrere all’esercizio provvisorio. Un’eventualità che imporrebbe maggiore rigidità nella gestione della spesa proprio nei mesi in cui la politica, anziché concentrarsi sulle priorità dei cittadini, rischia di essere assorbita dalla campagna elettorale e dalla ricerca di nuovi equilibri.

In Forza Italia si parla di una ritrovata serenità, ma dietro le dichiarazioni ufficiali le tensioni non sembrano affatto superate. E torna a circolare l’ipotesi di elezioni anticipate, uno scenario che potrebbe modificare radicalmente gli attuali assetti dell’Assemblea regionale siciliana. A rendere il quadro ancora più delicato ci sono anche le conseguenze personali che un eventuale scioglimento anticipato dell’ARS avrebbe per numerosi deputati. Per molti parlamentari al primo mandato, infatti, il requisito previdenziale dei quattro anni, sei mesi e un giorno maturerebbe soltanto nel maggio 2027.

Un voto anticipato prima di quella scadenza potrebbe impedire a circa trenta deputati di raggiungere la soglia prevista. Un elemento che rischia di aggiungere ulteriori tensioni a un confronto politico già segnato da interessi contrapposti. La domanda, a questo punto, è inevitabile: le decisioni sulla durata della legislatura saranno guidate esclusivamente dall’interesse dei siciliani o peseranno anche i calcoli personali e le convenienze dei singoli parlamentari? Nel frattempo, le riunioni si moltiplicano, di giorno e di notte.

Si discutono alleanze, si costruiscono candidature e si cercano accordi, spesso lontano dai riflettori. Il rischio è che il dibattito pubblico venga ancora una volta subordinato al consueto gioco delle poltrone, mentre i cittadini attendono risposte concrete sui problemi economici, sociali e infrastrutturali dell’Isola.

Per la provincia di Trapani, la posta in gioco è particolarmente alta: i seggi da conquistare all’ARS sono appena cinque. Una competizione ristretta, nella quale ogni partito dovrà fare i conti con equilibri territoriali, ambizioni personali e alleanze che, almeno per il momento, appaiono tutt’altro che definitive. A Mazara del Vallo i nomi che circolano in vista delle prossime Regionali sono già diversi, una decina, una bella ammucchiata dove si rischia di non eleggere nessuno. La scadenza naturale della legislatura è prevista per ottobre 2027, ma l’ipotesi di un voto anticipato, a dicembre o in primavera in concomitanza con le elezioni politiche, potrebbe accelerare tempi e decisioni. 

La novità più significativa riguarda il sindaco e presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che ha ufficializzato il proprio ingresso in Sud Chiama Nord, il movimento guidato da Cateno De Luca. Per la competizione regionale, il nome mazarese possibile candidato è quello del vicesindaco Vito Billardello, che avrebbe già avviato interlocuzioni con la segreteria del movimento e con lo stesso De Luca.Una sua eventuale candidatura potrebbe aprire anche una fase di riorganizzazione della giunta comunale.

Tra le ipotesi circola l’ingresso di Matteo Bommarito, da tempo vicino alle posizioni di De Luca. Nella possibile ridefinizione degli equilibri amministrativi potrebbero trovare spazio anche il consigliere comunale Pietro Marino e una figura femminile indicata dal consigliere Francesco Foggia. Resta però da capire quanto queste manovre siano dettate da un progetto politico per il territorio e quanto, invece, rispondano alla necessità di costruire nuovi assetti in vista della competizione elettorale.

Perché il passaggio da un’alleanza amministrativa a una candidatura regionale non è soltanto una questione di nomi: dovrebbe essere soprattutto una questione di programmi, risultati e credibilità 

Sul fronte di Fratelli d’Italia, il nome mazarese che da tempo si muove in prospettiva elettorale è quello di Paolo Torrente, dirigente provinciale del partito guidato da Giorgia Meloni. Anche in questo caso, sarà la capacità di trasformare la presenza politica in proposte concrete per il territorio a fare la differenza .

La situazione più incerta sembra essere quella di Forza Italia. Le frizioni interne rischiano di rimettere in discussione candidature che fino a poco tempo fa sembravano consolidate. Se la riorganizzazione auspicata da Minaudo dovesse davvero concretizzarsi, potrebbero aprirsi nuovi scenari come il rientro nel partito di Massimo Grillo, ex sindaco di Marsala che ha persole elezioni pur ottenendo oltre 13 mila voti. Grillo non sembra destinato ad una candidatura alle regionali ma alle nazionali. E Toni Scilla e Stefano Pellegrino? Uno dei due verrà candidato alle regionali, ma chi resterà fuori? Tra l’altro, inutile nascondere che Forza Italia sta vivendo un periodo molto difficile perché vi sono i soliti rumor che non danno per certo l’assenso di ricandidare Schifani alla Presidenza della Regione. 

Continuare in questi giochi pericolosi il centro destra rischia di non avere più i “numeri elettorali” per governare e, ad essere penalizzato sarebbe tutto il centro destra, tranne che non arrivi un “aiuto” esterno come Sud chiama Nord di De Luca che ha sempre detto, “non voglio vedere più seduto nella poltrona della presidenza Schifani” e poi ha ribadito “il mio sogno è diventare presidente della Regione”. Se non ci sarà più la candidatura di Schifani (che comunque avrà un seggio al Senato), De Luca potrebbe passare anche in Sicilia nel centro destra ed addirittura essere il candidato alla Regione di tutto il centro destra. Ipotesi lontana dalla realtà? Chi lo sa, si dice sempre che in politica può accadere di tutto!

Salvatore Giacalone

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