Caso Denise, il prossimo appuntamento il 26 ottobre?

Il nuovo testimone potrebbe farsi risentire prima del 21° compleanno di Denise avvicinando la verità sul mistero

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
03 Settembre 2021 09:06
Caso Denise, il prossimo appuntamento il 26 ottobre?

Il primo settembre è stato ricordato il 17° ’anniversario della scomparsa, anzi meglio specificare, del rapimento, della piccola Denise Pipitone, un mistero italiano. Un anniversario molto particolare quello di quest’anno perché coincide con la riapertura delle indagini avvenuta pochi mesi fa a seguito di nuovi elementi emersi. Bisogna ricordare che il circo mediatico ha riaperto i battenti sulla vicenda soci, come forse non aveva fatto mai, grazie al caso della ragazza russa Olesya, dimostratosi poi un bluff architettato da una tv russa.

Senza voler entrare nel merito del lavoro che sta svolgendo la Procura di Marsala, le indagini stanno rivedendo certamente alcune posizioni con l’analisi, anche con il supporto di nuovi strumenti, di alcune situazioni avvenute prima e dopo il rapimento. La Città di Mazara del Vallo per circa tre mesi è stata “invasa” da giornalisti e operatori dell’informazione alla ricerca di un minimo dettaglio per potere tenere l’alta l’attenzione mediatica sulla vicenda. Negli ultimi due mesi invece sembra calato il sipario. Eh si, qualcuno dice che questo favorisce il lavoro degli inquirenti ma è pur vero che l’attenzione dei media potrebbe costituire un elemento di pressione nei confronti dei responsabili del rapimento i quali secondo la stessa Piera Maggio camminerebbero ancora oggi tranquilli per le strade di Mazara del Vallo; sono punti di vista, tutti rispettabili. 

Una cosa è certa, il prossimo appuntamento mediatico è quello del 26 ottobre quando Denise Pipitone compirà 21 anni, speriamo che prima di quella data potrebbero esserci sviluppi rilevanti sul mistero del suo rapimento

“La nostra comunità torna a stringersi forte a Piera Maggio e Piero Pulizzi. Vista la situazione Covid abbiamo voluto organizzare questo incontro con i genitori di Denise, l'avvocato Frazzitta ed il vescovo Mogavero, con la sola presenza ristretta anche di operatori dell'informazione, per ribadire la nostra vicinanza con la speranza sempre viva di potere un giorno riabbracciare Denise, che è ormai considerata la figlia di tutti". Lo ha detto il sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci, nel corso dell'incontro organizzato nella Sala La Bruna del Collegio dei Gesuiti, nel giorno del 17° anniversario del rapimento di Denise Pipitone, avvenuto il primo settembre 2004 in via Domenico La Bruna, proprio davanti la casa della famiglia di Piera Maggio.

"Chi sa parli!" ha ribadito il vescovo mons. Domenico Mogavero, che ha voluto testimoniare con la sua presenza, la preghiera ma anche le iniziative concrete, l'affetto ed il sostegno ai genitori di Denise. Presente Piera Maggio che nel ringraziare le autorità e le persone che a Mazara e da ogni parte d'Italia e del mondo continuano a dimostrarle affetto, non ha nascosto il dolore che ha segnato questi 17 anni e la delusione per la mancata soluzione positiva ad oggi della vicenda. Ha tuttavia manifestato insieme a Piero Pulizzi, il padre di Denise (il cui nome è tatuato sul braccio dell’uomo) i sentimenti di speranza, auspicando che "questo possa essere l'ultimo anniversario del rapimento di Denise che ricordiamo! Siamo convinti che Denise sia viva - ha detto - e lotteremo fino alla fine per poterla riabbracciare".

Novità sembrerebbero emergere dalle dichiarazioni dell’avvocato Giacomo Frazzitta, legale della famiglia di Denise, il quale sollecitato da noi cronisti, ha rivolto un messaggio agli inquirenti: di stima ed apprezzamento per il nuovo impulso dato alle indagini, ma anche una richiesta affinché la famiglia sia aggiornata sugli sviluppi e l'evoluzione delle stesse indagini, se pur nel rispetto della segretezza. "Ho incontrato la cugina e compagna di giochi di Denise. Ha la stessa età di Denise e si appresta a partire per il progetto Erasmus. Questa opportunità di crescere e studiare in serenità è stata negata a Denise. E qualcuno dovrebbe venire a spiegarci perché ciò sia avvenuto. Non possiamo - ha detto Frazzitta - escludere anche la peggiore delle ipotesi, ma in questi 17 anni nessun elemento è emerso in questo senso e pertanto noi siamo convinti che Denise sia viva e non lasceremo nulla di intentato per poterla ritrovare".

L’avvocato Frazzitta ha poi parlato di un testimone che ha raccontato “l’esistenza di almeno quattro elementi che non aveva mai raccontato prima. Questa persona ha contattato lei lo studio, non l’abbiamo contattata noi - ha aggiunto il legale - seppur i motivi erano differenti, una volta in studio l’abbiamo sentita e ha raccontato delle cose che prima non aveva raccontato e mi chiedo il perchè. Si tratta di elementi meramente indiziari, ma che sicuramente avrebbero fatto bene nel processo principale.Attendevamo ancora che questa persona ritornasse e definitivamente si liberasse e invece non ci ha più contattato -ha detto ancora l’avvocato Frazzitta, chiarendo che “l'escussione è stata registrata come prevede il codice di procedura, che a breve depositeremo alla Procura di Marsala.

Oggi con l’afflato nazionale e con la presenza di una Procura particolarmente determinata a voler arrivare alla verità – ha concluso il legale dei familiari - le persone devono aprirsi e confidare nella giustizia”. Probabile che il suo sia stato un appello al nuovo testimone affinchè ritorni a farsi sentire, magari prima del 26 ottobre, facendo emergere la verità sul caso Denise.

Francesco Mezzapelle  

In evidenza