Bisognerebbe imparare ad usare bene le parole

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
05 Dicembre 2019 20:30
Bisognerebbe imparare ad usare bene le parole

Sono le parole che ci permettono di formulare i pensieri  ed è attraverso le parole che i nostri pensieri trovano voce.  E sono le parole che ci permettono di  dare un nome alle nostre emozioni, di narrare i nostri sentimenti. Anche quando sono poche, inadeguate, strette, sono le parole che ci permettono di scrivere la storia. La nostra, prima di quella degli altri. E così, parto dall’ INIZIO. Ci sono vite che sono solo abbozzi di inizi, incipit di libri che non verranno mai scritti  e restano come fogli accartocciati in un cestino: nessuno mai li leggerà.

E poi  ci sono vite che sono tutte inizi e re-inizi. Iniziare ogni giorno, ricominciare il cammino interrotto o mai iniziato, cambiare strada se necessario, abbandonare l’abitudine del percorso certo  per intraprendere l’avventura dell’incerto, ricominciare anche su piedi doloranti e passi tremanti, aggrappati al bastone della voglia di vivere. Iniziare una giornata, un lavoro, un sogno, un desiderio, un progetto, un amore…iniziare perché il tempo passa e non aspetta. Un piede avanti all’altro, con fatica e con gioia.

Iniziare anche quando si è vicini alla fine, che in fondo è inizio di qualcosa di nuovo e di diverso. Iniziare sempre  con il coraggio  di continuare. Se il futuro è una promessa, il presente è già  inizio del suo mantenimento. Se il futuro è un progetto,  il presente è già inizio del suo disegno. Ho visto bambini, iniziare a vivere dopo anni di morte : “non è forse come la morte questo dolore che provavo ogni volta che mio padre si avvicinava a me per farmi male? E io fingevo di dormire, come se fossi morta”.

Ho visto donne iniziare a ballare dopo anni di paralisi: “ non è forse una paralisi questa impossibilità di muoversi per paura di sbagliare, di compiere un passo falso e scatenare le ire di colui che un tempo avevo creduto mi amasse?” Ho visto uomini iniziare a piangere di pace dopo anni di guerra “ non è forse come in guerra , la pietra  immobile  del cuore  di un uomo che non sa perdonare e sa di non essere perdonato?” Ho visto alberi iniziare a respirare dopo anni di deserto : “non ci vuole forse coraggio a mettere radici in una discarica e cominciare a sentirsi bosco, pur sapendo di essere solo un fuscello?” E ho visto mani iniziare a pregare dopo anni di pugni chiusi : “ non si deve forse sciogliere al calore di una speranza il ghiaccio del cuore , per ricominciare a credere nell’Amore?” Qualunque cosa stiamo facendo, dovremmo farla come se fosse ogni volta un nuovo inizio: tirar fuori la scatola con i pastori  del presepe,  leggere un libro, incontrare una persona, guardare il mare, curarsi le ferite, stringere la mano per un arrivederci o per un addio,  progettare un ponte, partire su una barca a vela o su una mongolfiera,  leggere il meteo, osservare le stelle, fare la lista della spesa, regalare una coperta a chi ha freddo e un sorriso a chi è triste,  dividere il pane del grano o della sapienza, piantare un fiore, pulire una strada, aspettare il ritorno dei figli, preparare i pacchi da spedire, scrivere la pagina di un diario, piangere e asciugare le lacrime, ridere con una  vecchia amica, tacere per lasciar parlare gli occhi,  fare la pace, indignarsi, abbracciarsi, amare…tutto come un rinnovato buon  inizio.

Non è forse  un meraviglioso dono della vita, potere   cominciare e ricominciare? Per la possibilità che ogni buon inizio contiene in sé, dovremmo rendere grazie. Maria Lisma

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