“Una punta di Sal”. Una realtà scomoda…

La logica del compromesso in mancanza di coraggio e nella ricerca del consenso porta spesso a tradire i propri ideali

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
08 Maggio 2022 11:20
“Una punta di Sal”. Una realtà scomoda…

Una realtà scomoda che, a volte, ma di questi tempi sempre più spesso, siamo costretti a convivere. Eccoci al compromesso, la strategia preferita da tutti coloro che vogliono evitare conflitti. Per esempio, in campo politico (ricordiamo il famoso compromesso storico proposto da Berlinguer nel 1973 per raccogliere le forze che rappresentavano la maggioranza degli italiani) è spesso dolorosamente necessario per arrivare a proposte concrete e realizzabili. Oggi, in politica, sia a Roma che a Palermo o a Mazara del Vallo, si vive di compromessi anche se vi sono uomini di governo o sindaci che giurano di non avere mai avuto compromessi con nessuno.

Bugiardi! Ormai è un uso degradato che uccide anche lo sviluppo intellettivo e spesso anche economico ed aumenta la pericolosa curva dell’affarismo. Sin da bambini ci insegnano che ottenere sempre quello che vorremmo è difficile, e che prima impari ad accettare le cose che la vita ti dona senza grosse pretese e prima imparerai ad essere felice. Ci si abitua così – soprattutto con l’avanzare degli anni – ad accontentarsi di ciò che abbiamo, sempre più convinti della fortuna che la vita ci ha comunque riservato, nonostante le delusioni, nonostante le perdite, nonostante tutti i compromessi. Nella vita, è vero, facciamo compromessi in ogni occasione: compromessi in famiglia – pur di far funzionare le cose, compromessi con il datore di lavoro, a volte anche compromessi con la propria coscienza.

Senza nemmeno rendercene conto arriviamo ad un momento in cui – pur di non avere scocciature, pur di non tornare a stare male – scendiamo a compromessi quasi automaticamente.Quando si ha sofferto parecchio ci si aggrappa a qualsiasi boa pur di non ricominciare a soffrire. E soprattutto, quando nel corso della nostra vita, ci siamo incatenati a situazioni che in realtà non avremmo voluto e che ci fanno offrire, situazioni da cui – per vari motivi – non possiamo assolutamente svincolarci, scendere a compromessi sembra l’unico modo per continuare a vivere.

E’ il coraggio che fa paura, perchè quando si decide di rimanere se stessi in un mondo che cerca continuamente di piegarci si va incontro al dolore. Fa male dire ‘no’ quando se solo avessi detto ‘si’ avresti evitato la lite. E’ una realtà scomoda quella di chi sceglie di non tradire se stesso e le proprie idee. L’unico modo per evitare una gastrite sembra essere il menefreghismo. Se di una situazione non puoi assolutamente liberartene, adottare a riguardo un atteggiamento di indifferenza sembra alleggerire quel peso che quotidianamente si avverte sul petto.

Ma anche in questo caso ci vuole un po’ di coraggio.

Il sistema democratico limita spesso il coraggio di fare delle cose utili per la propria comunità o cose che contrastano la perdita collettiva di umanità e di civiltà a causa di forti correnti dell’egoismo. Limita il coraggio perché fa paura la perdita di voti, la perdita del consenso e, in definitiva, la perdita del potere.Ma ci sono fatti che nella vita dei Paesi e dei loro protagonisti riescono a connotare alcuni di questi ultimi come degli statisti, come degli uomini illuminati, uomini la cui azione verrà ricordata nel futuro e che riesce a condizionare in modo significativo il corso degli eventi in qualsiasi campo.Un fatto importante sarebbe da parte del nostro Presidente, del Governo e non so di chi altro trovare una soluzione per le decine di migliaia di persone che fuggono dai loro territori per povertà o per le guerre e ogni anno muoiono nel nostro mare alla ricerca di speranze che quasi sempre sono illusioni.

Dare assistenza, offrire una dignitosa e temporanea ospitalità, aiutare questa povera gente a trovare il corridoio per andare dove vuole andare o una soluzione per vivere sarebbe un dovere richiesto dalla civiltà, dalla cultura, dalla umanità. Avere il coraggio di decidere qualcosa in merito a prescindere o senza tener conto delle Istituzioni Europee, sorde a questo tipo di richiami e interessate solo ai temi del danaro e di come si deve farlo girare, e magari anche di populisti o personaggi minori che non avendo progetti da sottoporre ai loro possibili seguaci utilizzano questi argomenti, senza capire che sono il simbolo di vigliaccheria, di disumanità, di egoismo, di volgarità.

Purtroppo nel nostro Paese i nostri politici o quanto meno la loro maggioranza, si richiama alla cultura di Don Abbondio, che per viltà si fa complice e strumento dei violenti, uomo privo di cultura, attaccato al denaro, diffidente di tutti.. Ed è anche per questo che in tutti i campi camminiamo come i gamberi sperando di non finire, prima o dopo, alla brace.

Salvatore Giacalone

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