Un famoso partannese al nord: Antonio Messina

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
28 Marzo 2021 12:47
Un famoso partannese al nord: Antonio Messina

E’ con molto piacere ed anche un po’ di timidezza che mi accingo a scrivere di un nostro compaesano che non può che renderci orgogliosi di lui. Intanto ve lo presento: lui è Antonio Messina nato a Partanna nel 1958. La nostra città è la sua amata terra, anche se da molti anni ormai vive e lavora a Padova. L’ennesimo partannese al nord ma con una marcia in più, in quanto ha un suo posto privilegiato nella compagine degli scrittori. Lui che è cresciuto sulle nostre strade, al cospetto delle nostre chiese e piazze, lui che ha indossato i calzoni corti nel nostro territorio, che nelle nostre scuole si è formato, ha da sempre avuto un sogno talmente grande, una passione così forte, che alla fine è riuscito a realizzarlo.

Volere è potere, lui ne è la conferma. Antonio Messina è oramai un riconosciuto scrittore. Basta cliccare su un qualunque motore di ricerca nome e cognome e compare una ricca carrellata di articoli in cui viene giustamente esaltata la capacità narrativa e viene dato merito all’anima profonda dell’uomo prima e dello scrittore poi. Devo ammettere che fa un certo effetto leggere un tale plauso per un concittadino. Trovo che sia bello, che debba naturalmente rendere fieri. Non solo, quindi, la famiglia, ma tutti dobbiamo esserlo.

Che si sfati il detto nemo profeta in patria. Un compaesano che è riuscito a farsi strada in un mondo, come quello della poesia e dei libri, così particolare e, per certi versi, difficile fa nascere naturalmente un pensiero, dal sapore campanilistico, per cui si è portati a credere che il carattere siculo, partannese per la precisione, abbia fatto la sua parte nel suo successo. Proprio lui che non amava molto la scuola ma che leggeva grandi autori è riuscito nel suo intento concedendo parte di sé nelle sue opere.

E’ autore di romanzi, poesie e di raccolte. Tra i tanti scritti, anche di altro respiro (più tecnico) meritano di essere menzionati Come una nuvola dentro il cortile (ultima fatica), Il pianto della nube, Azuneka Fantasy, Laura ed il treno per Elintur, Mitologie domestiche dell’anima, Ofelia e la luna di paglia, La ballata delle sette pietre e Dissolvenze sono alcuni dei titoli delle sue opere. Mentre provava ad ambientarsi in quel di Padova, Antonio Messina, che ha conosciuto il dolore del distacco, dai propri cari e dal suo paese natio, e la fatica di fondare radici ed ambientarsi in una terra lontana da casa ha canalizzato le proprie energie e i moti dell’anima verso la produzione di racconti per ragazzi (il fantasy è un genere difficile malgrado non sembri) e di poesie che risultano essere il miglior modo per lasciare traccia di sé.

Una traccia che merita un tributo anche nella sua terra e nella sua amata Partanna. Il miglior modo per conoscerlo è condividere il suo pensiero, che ho scovato tra le righe in una delle interviste che negli anni ha fatto: “L’arte del raccontare, e la conseguente gioia del leggere, è in decadenza; la causa è certamente da ricercare nella crisi della ricerca dell’intimità interiore, che esce ogni giorno di più dal nostro costume per accordare la preferenza, sia all’interno delle mura domestiche, sia, soprattutto, nei luoghi di consumo del tempo libero, alla televisione, ai mass media in genere, agli spettacoli frivoli, che stordiscono l’uomo, svuotandolo spesso dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti.

La nostra educazione intellettuale, forse per una sorta di eccessiva fretta della storia, non ha trovato un passaggio sufficientemente ampio per evitare ai più un salto brusco, dalla vera cultura al fenomeno giornalistico, pubblicitario e cinematografico che tocca i sensi, ma sfiora appena i sentimenti e fa guerra all’immaginativa”. Ho avuto il piacere di raggiungerlo telefonicamente e non posso non raccontare l’assoluto garbo e la delicatezza di quest’uomo quasi timido nel “promuoversi” e raccontarsi, non sottolineare il suo amore per il suo paese che trapelava nello scambio avuto e non scrivere della sua malinconia nel vivere da troppo fuori e la voglia di essere Antonio Messina, nel suo complesso, anche nel suo paese.

Un uomo ed uno scrittore di pregio. Nell’aver assunto l’ingrato compito di scrivere di un autore che merita, spero di aver reso merito all’artista e all’uomo e di avervi incuriosito a tal punto da leggerlo e scoprirlo come sto facendo io. Maria Elena Bianco

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