Ultime della sera: “Perchè le balene non si ammalano di cancro?”

Ancora una volta gli animali insegnano a vivere

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
26 Maggio 2022 18:40
Ultime della sera: “Perchè le balene non si ammalano di cancro?”

Ciò che più facilmente viene collegato alla parola “cancro” sono termini come “vecchiaia”, “inquinamento” ed “obesità”.

Questi fattori sono considerati tra i responsabili della seconda malattia più mortale al mondo.

Spesso, anche in ciò che diamo per scontato, però, si nascondono dei punti di domanda a cui seguono delle eccezioni.

L'inquinamento: gli archeologi hanno scoperto un ominide vissuto ben 1,7 milioni di anni fa, malato di osteosarcoma, un tumore delle ossa, epoca in cui l'inquinamento da parte dell'uomo verso questa povera martoriata terra, non esisteva. Fin da allora non solo gli umani, ma anche cani, gatti, rettili e perfino i dinosauri non sono stati esentati da questa malattia.

Obesità e vecchiaia: da sempre, ci insegnano che il passare dell'età e l'aumento di peso siano precursori del cancro, a quanto pare, però, ciò che è vero per noi non lo è per i mammiferi più grandi del mondo: balene ed elefanti.

Questi animali hanno sviluppato un'incredibile capacità di combattere questa malattia. Gli elefanti si ammalano pochissimo di tumore e i cetacei ancora meno. Età e peso, nel loro specifico, non fanno aumentare il rischio di ammalarsi. Anzi, più invecchiano e più grossi diventano e più diminuiscono le possibilità di contrarre il cancro.

Ma perché?

La spiegazione appare quasi banale: hanno sviluppato una capacità di protezione verso il cancro, superiore alla nostra.

Numerosi sono stati gli studi genetici condotti, in particolare dalla studiosa Daniela Tejada- Martinez dell'università di Philadelphia che, studiando 15 grandi mammiferi, di cui 7 cetacei, ha isolato 1077 geni in grado di bloccare lo sviluppo di cellule tumorali.

La ricercatrice ha dimostrato come in tutti i cetacei siano presenti i geni antitumorali. In pratica, i mammiferi marini sono protetti dal cancro per 2,4 volte in più rispetto a tutti gli altri grandi mammiferi. Un dato eccezionale se poi rapportato all'essere umano.

Ciò a cui ambisce la scienza medica è riuscire a carpire e creare per l'uomo, attraverso i segreti forniteci dai cetacei, un farmaco in grado di bloccare il cancro.

I ricercatori dell'Arizona States University capitanati da Mark Tolles hanno ottenuto il permesso di prelevare un campione di tessuto da una megattera che seguono da circa 35 anni, di nome Salt, dal golfo del Maine e riconoscibile dalla pigmentazione unica del suo ventre. Da questo campione hanno ottenuto importanti informazioni su DNA ed RNA ed ottenendo la mappa dei suoi preziosissimi genomi.

La scoperta è stata fondamentale: questi animali hanno subito l'evoluzione di alcuni genomi fondamentali nello sviluppo di capacità come la riparazione cellulare, la proliferazione del DNA, il metabolismo, l'invecchiamento e la morte cellulare, fondamentali per la crescita e lo sviluppo delle cellule sane. E regolando, di conseguenza, la proliferazione di quelle cancerogene. Questi geni sono addirittura 71.

In pratica le balene, hanno una sorta di geni di pulizia, in grado di bloccare la crescita delle cellule malate, capacità unica, di prevenzione al cancro.

L'importanza di questi studi, è quella di dare una nuova visione di questa malattia, poiché ci aiutano a capire come il cancro sia stato una “pressione selettiva” per tutti gli esseri viventi, anche, come abbiamo visto, i dinosauri. E come alcuni mammiferi si siano evoluti in modo decisamente superiore a noi, alla lotta contro di questo.

Gli studi in laboratorio, ora stanno procedendo in provetta, tentando di sviluppare un farmaco con caratteristiche simili alla difesa cellulare di questi straordinari e meravigliosi animali da cui, ancora una volta, c'è solo da imparare.

di Melissa DEL DUCA

La rubrica Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

Per contatti, suggerimenti, articoli e altro scrivete a: amicidipenna2020@gmail.com

Copyright foto: Jem Cresswell

Fonti:

- https://academic.oup.com/mbe/article/36/8/1746/5485251?login=false

- Medical News Today

- Cosmo Magazine

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