Ultime della sera: “Notte prima degli esami”

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
17 Giugno 2020 19:29
Ultime della sera: “Notte prima degli esami”

Oggi sono iniziati gli esami di maturità, per tanti ragazzi (mezzo milione) si arriva al capolinea di un viaggio durato cinque anni, un viaggio avventuroso che porta ogni anno, tanti ragazzi che entrano timidamente a quattordici anni, in pieno fulgore adolescenziale in un aula vuota, che piano piano si riempie di persone: i compagni, gli insegnanti e tutti quelli che contribuiranno alla loro formazione; di contenuti: formativi, istruttivi, educativi; ma anche di sogni e di voglia di futuro e arrivano alla fine del viaggio a diciotto anni a calcare per l’ultima volta quell’aula pronti per affrontare le nuove sfide che la vita gli metterà davanti.

Certo quest’anno sarà diverso da tutti gli altri anni, fra gel, mascherine, plexiglas e distanziamento, e non sbaglia il Ministro dell’Istruzione a parlare di esami che passeranno alla storia, infatti la “maturità 2020” passerà alla storia per essere quella dell'era Covid, delle scuole chiuse e dello studio online. Gli studenti entreranno in classe con le mascherine per sostenere, stavolta (fortunatamente) in presenza, il primo vero esame della loro vita, quello che ti rimane dentro per sempre.

Ma quello che conta sono i ragazzi e quello che pensano, ecco alcuni pensieri degli studenti di alcuni Licei della Capitale: ”Volevo un'altra notte prima degli esami non questa"; "canteremo lo stesso la canzone, fino a piangere di felicità ricordando tutti i momenti belli di questi 5 anni"; "non avrei mai pensato che alla fine la scuola mi sarebbe mancata, adesso che posso tornaci anche solo per un'ora e sostenere l'esame voglio godermela tutta fino in fondo"; "mai avrei immaginato di finire così ma ho imparato che non ci si deve mai arrendere".

Stanotte, anche se questa maturità è diversa, insolita, i maturandi hanno cantato lo stesso il brano di Antonello Venditti, "Notte prima degli esami”, lo hanno cantato magari con un po' di malinconia, davanti alle scuole, o come hanno fatto qua a Mazara, in spiaggia per evitare l’assembramento, tenendosi virtualmente per mano rispettando le distanze imposte dalle misure anti-Covid. Per concludere voglio riportare l’augurio che la senatrice Liliana Segre, ospite a Maestri, (programma di Rai 3 che va in onda ogni pomeriggio per aiutare gli studenti per l’esame di maturità) rivolge  a tutti gli studenti che si accingono ad affrontare gli esami di stato.

Un messaggio contraddistinto dalla grande umanità che fanno di Liliana Segre non solo una testimone della Shoah, ma un punto di riferimento per le giovani generazioni. “Care ragazze e cari ragazzi, vi accingete ad affrontare un esame particolarissimo esame di maturità. Dopo un anno scolastico che, a causa dell’epidemia che ha sconvolto le nostre vite, ha richiesto a tutto il mondo della scuola di riorganizzarsi, di adottare nuovi strumenti, di abituarsi a una diversa gestione del tempo, a nuove necessità.

Vi consiglio di rileggere la prima parte della Costituzione per conto vostro, senza mediazioni: non potrete non amare quel testo essenziale, potente e unificante. Vi lascio immaginare cosa rappresentarono per me dopo quello che avevo visto e vissuto quei veri e propri comandamenti: libertà, uguaglianza, diritti, pari dignità, rispetto, solidarietà. Mi limito a ricordare l’articolo 3, il più bello: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione…’.

La grande novità sta nel compito dello Stato di “rimuovere gli ostacoli” per far sì che quella pari dignità diventi effettiva. Un compito che non potrà mai dirsi concluso. È il contrario dell’indifferenza, perché la Repubblica non è un’identità lontana: siamo noi, tutti noi. So bene che alla vostra età è stato molto pesante un così lungo periodo lontano da amici, amori, compagni. Un sacrificio che avete dovuto fare per la parte della società più esposta all’epidemia. L’hanno fatto anche i miei nipoti.

Mi piace pensarvi tutti come Enea che porta in salvo il padre Anchise: un’immagine di grande civiltà”. Vi faccio auguri di cuore, auguri da nonna. Sono sicura che sarete fortissimi una volta ancora e supererete questo esame che non per nulla si chiama “maturità”. Siete già maturi. Un grande abbraccio dalla vostra nonna ideale”. Francesco Sciacchitano

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