Ultime della sera, “Lenny Bruce: una vita prematura”

Ovvero di come diamo violenza alle parole.

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
17 Luglio 2021 18:30
Ultime della sera, “Lenny Bruce: una vita prematura”

C’è qualche lurido negro qui stasera? Volete accendere le luci per favore e i camerieri e le cameriere possono smettere di servire per un momento? Grazie…grazie…grazie.

Che cosa ha detto? C’è qualche lurido negro qui stasera? Io so che ce n’è uno perché lo vedo lavorare. Mmmh Vediamo…ecco là due luridi negri e fra quei due negri c’è un giudio usuraio e…un altro giudio…due usurai e tre negri c’è anche uno spaghetti giusto? Oh! Ecco un altro spaghetti e uh! Ecco là un greco traditore e poi un paio di spagnoli unti e tre ubriaconi irlandesi vestiti bene. E poi c’è un tipo nero…nero…moro…brutto. Un lurido negro! Uhm!...Ho tre usurai qui…qualcuno dice cinque usurai? Siamo a cinque usurai. Qualcuno dice sei spaghetti, ho sei spaghetti. Qualcuno dice sette negri? Siamo a sette negri…aggiudicato.

Io passo con sette luridi negri, sei spaghetti, cinque ubriaconi irlandesi, quattro greci traditori e tre usurai. E –al negro- eh eh eh…stavi per spaccarmi la faccia vero? …

E con questo siamo arrivati al punto.

Cioè che è la repressione di una parola quella che le dà violenza, forza e malvagità.

Attenti…se il Presidente Kennedy apparisse in televisione e dicesse vorrei farvi conoscere tutti quanti i negri del mio gabinetto e continuasse a dire negro negro negro negro e tutti quanti i negri che vede moro moro moro negro negro negro finché negro non significa niente…mai più! Allora non vedreste piangere un bambino di colore di sei anni perché qualcuno a scuola lo ha chiamato negro.”

Ecco. Lenny Bruce era così.

Quello riportato sopra è uno dei monologhi tratto dal film Lenny di Bob Fosse del ’74, magistralmente interpretato da uno strepitoso Dustin Hoffmann sulla vita di Lenny Bruce un comico anticonformista ed attore morto per overdose nel 1966.

Il film quando uscì non ebbe il successo sperato considerati i trascorsi di Dustin Hoffmann…Il Laureato, Cane di paglia…Un uomo da marciapiede…

Del resto c'era da aspettarselo…la “grammatica mentale” richiede tempi molto più lunghi di quella linguistica.

In un’America bacchettona e fondamentalmente puritana e di stampo cromwelliano in tanti ne pagarono come Lenny Bruce lo scotto.

Figuratevi che anche i Rolling Stones per partecipare all’Ed Sullivan Show nel ’67 dovettero modificare il titolo di una loro canzone di grande successo perché molto esplicito in ”Let’s spend some time together”.

Lenny Bruce era un visionario…prematuro.

Pagò anche con il carcere il suo essere avanti.

Morì di overdose.

Ed oggi direte voi?

Non credo ci sia da stare molto allegri ma se voi siete convinti che in Italia si stia meglio…

di Corrado SANSONE

La rubrica Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

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