Ultime della sera: “L’Adolescenza”

L’età del cambiamento dal latino “adolescere” che significa “crescere”

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
23 Ottobre 2021 19:00
Ultime della sera: “L’Adolescenza”

Gli adolescenti oggi come ieri hanno difficoltà a stabilire legami affettivi con i coetanei e tendono a manifestare soprattutto attraverso il corpo la propria sofferenza psichica.

Essi oscillano con incredibile rapidità fra normalità e patologia, anzi tra diversi tipi di normalità e diversi tipi di patologia.

L’adolescenza è una situazione precaria e se oggi anche i genitori si sentono precari di loro, diventa problematico seguire e sostenere il loro percorso. Questo percorso della vita va osservato nel suo continuo mutamento.

Noi viviamo di relazioni e viviamo nelle relazioni fino a quando viviamo.

Bisognerebbe dare agli adolescenti degli spazi di pensabilità, costruendo ponti che permettono il passaggio “del pensiero al pensare”. Tutto questo è possibile creando dei gruppi di auto-mutuo-aiuto.

L’adolescenza è stata definita dagli esperti “un drago” e il gruppo può diventare la casa che lo ospita.

Dentro il gruppo l’adolescente può sperimentare l’esperienza di rispecchiamento, l’accoglienza reciproca, le angosce, la fatica del pensare, gli attacchi alle regole, i grandi ritardi, gli intensi e incombenti silenzi, le assenze.

Baricco faceva dire al suo personaggio Novecento: “non sei fregato veramente finché hai una storia e qualcuno a cui raccontarla”

O meglio se si riesce a rendere pensabile e narrabile la propria storia attraverso qualcuno, il gruppo o la comunità che l’ascolta, il conduttore del gruppo diventa garante della narrazione.

L’adolescenza non è una malattia da affrontare, ma una tappa obbligatoria della nostra vita.

di Rita Vita MARCECA

La rubrica “Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

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