Ultime della sera. La cultura attraverso i libri

Biblioteche tra sogno e realtà

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
11 Settembre 2021 19:00
Ultime della sera. La cultura attraverso i libri

Lo spunto per questo articolo me lo ha dato l’Amministrazione comunale dove lavoro, che il 2 settembre scorso mi ha inoltrato una Disposizione di Servizio che dallo Staff dei Servizi Generali e Strategici dove ho lavorato da giugno dell’anno scorso, dopo l’esperienza all’Ufficio di Gabinetto, assegnandomi assieme ad un altro collega al 1° Settore “Servizi, Sociali Educativi e Culturali” e precisamente al “Servizio Biblioteca, Cultura e Turismo”.

In realtà la Disposizione l’ho ritirata l’otto settembre, dopo un breve periodo di ferie, che mi sono concesso dopo la lunga “Estate Mazarese” che assieme ad un gruppo di colleghi abbiamo portato avanti con una novantina di eventi, tra presentazioni di libri, eventi musicali e di arti varie.

Ed in questi giorni nel nuovo luogo di lavoro presso il Complesso Monumentale “Filippo Corridoni”, dove appunto insiste la Biblioteca, l’Archivio Storico, la Galleria d’Arte Contemporanea “Santo Vassallo” ed alcuni locali concessi all’Associazione Marinai d’Italia ed all’IRCAC, mi sono confrontato con il Dott. Rosario Salafia che ne è il referente.

La Biblioteca comunale consta di oltre 60mila volumi, catalogati in due grandi locali in novanta armadi, ognuno con diversi palchetti, ed inseriti nel portale della Rete delle Biblioteche della provincia di Trapani “Bibliotp” a cui aderiscono una trentina di biblioteche, dove facilmente si possono trovare i libri per il “prestito”.

Rosario Salafia è veramente appassionato di questo Servizio Culturale che gestisce ormai da tantissimi anni e mi ha raccontato tante chicche e tante suggestioni che hanno subito suscitato la mia infinità curiosità, ed a tal proposito mi ha colpito molto l’esperienza che il sociologo Pietro Piro, che mi riprometto di andare a trovare molto presto a Termini Imerese per vedere la sua Biblioteca “Veni Creator Spiritus” per altri nuovi stimoli culturali che potremo rendere alla nostra Comunità cittadina.

Intanto per raccontarvi l’esperienza di Pietro Piro e della sua biblioteca riporto un recente articolo del Magazine “Vita” sezione cultura di Gilda Sciortino dal titolo “Il sociologo che fa sognare con le sue biblioteche”:

“A Termini Imerese, il sociologo Pietro Piro da anni crea punti di lettura negli spazi cittadini grazie ai libri che gli vengono donati da tutta Italia. Oltre 20mila a oggi i testi che stanno facendo innamorare della lettura ragazzi e adulti. Donate anche due biblioteche allOspedale Cimino” e al plesso Pirandello”

Una Biblioteca diventa "popolare" nel momento in cui tante persone la sentono come propria. Non un aforisma o una di quelle frasi che accompagnano il cioccolatino preferito, ma la sintesi del sogno in parte realizzato, ma che sta crescendo esponenzialmente, da Pietro Piro, sociologo di Termini Imerese, in provincia di Palermo, la cui missione” è portare la cultura laddove non entrerebbe mai. Come, per esempio, i reparti Covid e di Pediatria dell'Ospedale Cimino” di Termini Imerese, ai quali ha donato due biblioteche (nel secondo caso anche una ludoteca), così come in diversi altri punti della sua città. Luoghi in cui un libro può fare veramente la differenza.

In tutto oltre 8mila i libri che si trovano nella sede centrale della Biblioteca Veni Creator Spiritus”, al civico 75 di via dei Bagni, ma almeno 20mila quelli che hanno trasformato Termini Imerese in una piccola cittadella della cultura alla cui realizzazione hanno nel tempo contribuitogli stessi cittadini.

Un bene comune che fa bene è il principio che anima la vita di Pietro Piro, la cui soddisfazione più grande è vedere che i termitani rispondono a questa sua chiamata al fascino della parola.

«Certo, allinizio erano diffidenti – racconto lo steso Piro - ma poi hanno capito e oggi i libri arrivano da ogni parte dellItalia. Ormai sono tanti i punti di lettura dove ragazzi e adulti possono fermarsi a leggere un libro, ma anche prenderlo in prestito per poterlo leggere tranquillamente a casa. Quello che, però, mi piacerebbe è che la strada in cui ha sede la nostra Biblioteca, conosciuta dai cittadini come "A Strata virdura", diventi una grande strada a cielo aperto nella quale la cultura e i libri la facciano da padrona».

Un obiettivo al quale Pietro Piro si prepara caparbiamente da tempo, sottolineando che una biblioteca diventa popolare nel momento in cui le persone la sentono propria.

«Sempre più tutto questo diventa realtà e lo dimostra il fatto che qui tutto è donato, i libri in prima battuta, ma anche gli arredi. Il principio del riuso anima tutti gli spazi, proprio per essere visti come luoghi che la gente deve sentire propri. Una biblioteca, lo dico sempre, non è un deposito di libri, ma un luogo nel quale la cultura è viva».

Significativo il fatto che i punti di lettura che sono nati nel tempo sorgono in luoghi che non si penserebbero mai adatti allo scopo, come un laboratorio fotografico o addirittura una parruccheria per uomo, in una piazzetta come anche nel giardino bistrot Al Fresco” di Cotto in Fragranza, progetto questultimo che nasce allinterno del carcere minorile Malaspina di Palermo. Tutto questo dà il senso di quanto la gente voglia leggere. Senza differenze di ceto, età, sesso o religione.

Non a caso, quindi, i libri di Pietro Piro sembra proprio che prendano corpo e si animino, dando vita a contaminazioni e sinergie tra chi li dona e chi li adotta”. Ogni occasione è, infatti, quella giusta incontrarsi e confrontarsi, creando momenti di dibattito attraverso iniziative anche pubbliche. Lunico modo per fare vivere e rivivere un testo. Solo così il libro può iniziare a vivere.

Il plesso Pirandello” della scuola primaria I circolo è, inoltre, uno degli ultimi luoghi in ordine di tempo in cui i libri di Piro giungono attraverso la biblioteca che lui ha donato agli alunni per dare loro modo di leggere di tutto e di più.

Visto, poi, che i sogni non devono finire mai, anzi ogni sogno si spera ne generi un altro e un altro ancora, quello di questo sociologo che non ama essere definito mecenate, è di potere avere messo a disposizione dal Comune o da privati desiderosi di lasciare alla propria comunità qualcosa di tangibilmente bello e utile uno spazio che possa contenere gli oltre 20mila testi e gli altri ancora che sicuramente giungeranno in dono. Un viaggio nei mondi sconfinati che i libri sanno offrire, per partecipare al quale basta solo accomodarsi e abbandonarsi alle tante emozioni in gioco”.

Concludo con le parole di una grande donna di cultura, Oriana Fallaci “Cultura significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità. L’uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità, alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla”.

di Francesco SCIACCHITANO

La rubrica Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

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