Ultime della sera: “Comu la mula di lu zù binidittu”

Redazione Prima Pagina Mazara
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03 Marzo 2021 19:45
Ultime della sera: “Comu la mula di lu zù binidittu”

di Antonio CARCERANO Questo pensamento, in questi giorni, fa capolino nella mia mirudda. Sempre più spesso mi trovo a dovermi confrontare con persone chi arraggiunanu precisamente come la mula di me z’u Binidittu. “Li Baiate” (amena contrada di campagna in Santa Ninfa) è dove ho trascorso gli anni più felici della mia infanzia, affascinato dai racconti di mio zio e dalle tradizioni del popolo siciliano e dai sapori che avevano una storia. Amore e tradizione, un binomio che nella mia famiglia ha funzionato per generazioni.

Il futuro può fare esistere il passato come un accumulo morto di macerie, oppure come un luogo di poesia. L’eredità non è un movimento che guarda nostalgicamente al passato, l’ereditare è un movimento che va verso il futuro, è il futuro che fa esistere il passato. La mula come voi ben sapete è un ibrido sterile e deriva dall’incrocio tra l’asino stallone e la cavalla, dal carattere molto ostinato. È stupida, testarda e non sai davvero quale delle due cose venga prima, la sua testardaggine o la sua stupidità.

In campagna, in passato serviva la forza dell’asino e la velocità del cavallo. Da qui la mula. Per la sua forza e resistenza, era utilizzata per i trasporti, ma soprattutto per la lavorazione dei campi. Anche se nel viaggio la mula risultava più lenta rispetto al cavallo, comunque il suo andare era sempre “perfetto”. Jean Buridan (1300-1358 ca.) fu un filosofo francese, rettore dell’Università di Parigi, che si inventò un leggendario asino (la mula appunto), il quale di fronte a due secchi, uno di acqua e uno di avena, posti alla stessa distanza da sé, rimase immobile senza scegliere tra nessuno dei due, proprio perché li avrebbe voluti entrambi, ma non seppe decidere e alla fine morì di stenti.

Fare come l’asino di Buridan significa quindi esitare tra due scelte, due modi per risolvere un problema, e non prendere posizione, perché entrambi possono essere interessanti o validi. Quindi è necessario prevedere anche la libertà di non scegliere? Immobilizzarsi e continuare verso nuove possibili varianti della propria esistenza. Spesso riaffiorano in me i dolci ricordi di quella campagna e di la mula di lu Zú Binirittu che dava a lui un sacco di problemi. Ora, la sua preoccupazione era fare entrare, la sera, tutti i suoi animali dentro la stalla in modo che avessero nutrimento e riparo.

Ma la mula non rispondeva a queste istruzioni. Non lo capiva. Doveva trascinarla a forza fino alla stalla, sbuffava per tutto il percorso rimaneva a zampe tese e non entrava. Era capricciusa assai e quaciava a cu e ghiè. Iddu, cu Santa pacienza ci pruia la sacchina con dentro le fave di cui era ghiotta e accussì l’arrinava e la tinia bona. Lesto, n’ta un vidiri e svidiri ci l’accuppava n’esta accussi la putia trasiri e mettere al riparo. Perché poteva venir colpita dalla grandine o da un fulmine, e ritrovarsi dopo aver corso velocemente verso la stalla, con la porta serrata.

Perciò non comportiamoci anche noi nella vita comu la mula di lu Zù Binirittu. Uno di questi giorni potrebbe essere troppo tardi.   La rubrica “Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna. Per contatti, suggerimenti, articoli e altro scrivete a: amicidipenna2020@gmail.com

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