“Right Economy”: conclusa la manifestazione “Fiera di essere legale”

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
22 Luglio 2013 14:48
“Right Economy”: conclusa la manifestazione “Fiera di essere legale”

Un passo decisivo in Sicilia nella lotta al fenomeno dell'estorsione si è verificato tra il 2006 e il 2007, anni in cui è esploso il movimento antiracket con le prime significative denunce da parte di imprenditori. Nella Regione, attualmente, sono quasi un migliaio le imprese che

hanno aderito al movimento "Addio Pizzo" impegnato sul fronte della lotta al racket e che hanno dichiarato di non essere disposte a pagare il "pizzo". Negli ultimi sei anni, 200 imprenditori sono stati assistiti dall'associazione antiracket "Libero Futuro" che tutela coloro che denunciano le richieste estorsive e segue i processi giudiziari legati a questo fenomeno.

Di legalità e imprese, si è parlato nell'ambito della manifestazione "Fiera di essere legale", che si è conclusa sabato a Palermo, all'ex deposito delle Locomotive Sant'Erasmo. La "Tre giorni" s'inserisce nel progetto "Right Economy. L'impresa legale patrimonio sociale" sul tema dell'economia del diritto e della legalità, promosso dalla Provincia Regionale di Palermo e finanziato dal ministero dell'Interno in collaborazione con la Prefettura di Palermo nell'ambito del Programma Operativo Nazionale "Sicurezza per lo Sviluppo Obiettivo Convergenza 2007/2013". Il costo complessivo del progetto ammonta a € 700.000,00, gestiti direttamente dal Ministero dell'Interno e dalla direzione provinciale Attività Produttive. Il progetto "Right Eco" è rivolto ad integrare e migliorare la qualità degli operatori della sicurezza a tutti i livelli per prevenire l'illegalità.

Al centro delle tre giornate, i laboratori tematici denominati "Gener-Azioni di Legalità". Magistrati, docenti universitari, operatori del settore, rappresentanti delle istituzioni ed esponenti delle Forze dell'Ordine si sono alternati durante gli appuntamenti rivolti ai giovani, ai cittadini, alle imprese ed hanno raccontato le loro esperienze dirette. Agli incontri hanno preso parte, tra gli altri, il generale Domenico Tucci, commissario straordinario della Provincia di Palermo, il deputato regionale componente della Commissione Antimafia Regionale Piero Alongi, Filippo Spallina dirigente della Provincia e responsabile del progetto, Fabrizio Gallotti responsabile nazionale dell'Obiettivo operativo 2.9 del PON Sicurezza.

Sul tema della cultura d'impresa tra i giovani e della legalità si è concentrato il primo dibattito moderato dalla giornalista Tiziana Gulotta. Sono stati protagonisti della prima giornata anche 25 ragazzi milanesi che, a proprie spese, sono approdati in Sicilia per partecipare ad una esperienza di volontariato e formazione su beni confiscati alla mafia. Si fa troppo abuso della parola legalità ha sottolineato Marcella Cannariato, tra i relatori del primo workshop, vice presidente terziario Donna, Confcommercio Palermo ed ha ricordato che,nel 2012, 654mila persone sono state vittime di infortuni sul lavoro e che 872 individui hanno perso la vita.

Inoltre, una donna su quattro subisce violenza. Il professore Umberto La Commare, presidente del Consorzio Arca, un incubatore d'impresa dell'università di Palermo, ha ribadito che l'emergenza lavoro deve essere una priorità. Di fronte alla crisi attuale, il professore La Commare ha citato l'esempio positivo del Consorzio che ha consentito a trenta giovani di intraprendere una iniziativa imprenditoriale.

Di legalità nel web ha parlato invece Francesco Lo Cicero, direttore tecnico della polizia Postale e delle Comunicazioni nella Sicilia Occidentale. Ed ancora, sulla complessa mission del comitato "Addio pizzo" si è concentrato Giuseppe Di Trapani. "Il cammino del cambiamento è lento e lungo - ha detto Di Trapani - ma dal 2004 ad oggi molte cose sono cambiate e gli imprenditori hanno compreso che non sono più da soli. Le istituzioni però devono fare la loro parte premiando le imprese virtuose".

Venerdì 19 luglio, durante il laboratorio moderato da Enrico Colajanni, presidente di "Libero Futura", sono intervenuti Fabio Picciolini, presidente della "Consumers Forum", un'associazione impegnata nell'accesso al credito per le famiglie e Marco Paoluzi dell'Ente Nazionale Microcredito. Paoluzi ha indicato il microcredito come strumento per combattere la povertà e l'illegalità. Con un finanziamento di 25mila euro, l'organismo, consente di avviare piccole attività per consentire lo sviluppo economico.

Al secondo incontro, hanno partecipato, tra gli altri, Fabrizio Ferrandelli vice presidente della Commissione Antimafia Regionale ed Edgar Pace, ufficiale del nucleo tributario della Guardia di Finanza. Sabato 20 luglio, infine, durante il dibattito moderato dal giornalista Roberto Oddo si è tenuto l'intervento del magistrato Mario Conte, Consigliere della Corte d'Appello di Palermo e di Roberto Helg, presidente della Camera di Commercio e della Confcommercio Palermo.

Inoltre, non sono mancate le testimonianze dirette da parte di imprenditori che hanno denunciato i loro estorsori. Tra questi, Giuseppe Todaro, attualmente consigliere per la legalità di Confindustria Palermo. Todaro ha portato la sua esperienza di vittima della estorsione al quale è stata data la possibilità di ricominciare un nuovo percorso di vita e professionale. Tra i presenti lo chef Natale Giunta vittima anche lui di un tentativo di estorsione. A latere dei workshop, si è svolto il salone della "Right economy", una vera e propria Fiera dell'Impresa legale che ha ospitato Forze dell'Ordine, operatori della sicurezza, Enti, organizzazioni e associazioni che hanno esposto le loro attività per promuovere la legalità. Lo spazio, infatti, è nato con l'obiettivo di creare un processo virtuoso connesso anche al consumo critico e a far conoscere i progetti, i prodotti, i servizi e le idee innovative.

Tra le istituzioni e associazioni che hanno aderito alla fiera: l'Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato, la Camera di commercio di Palermo, Confindustria e Confcommercio Palermo, Addio Pizzo, il Coordinamento delle Vittime dell'estorsione, dell'usura e della mafia, l'associazione antiracket Libero Grassi, l'Associazione Centro Studi ed Iniziative Culturale Pio La Torre, Liberimpresa, il giornale online ilsitodipalermo.it. e tante altre organizzazioni. La seconda fase del progetto, partirà nel mese di settembre e si concentrerà sulla formazione, articolata in dieci seminari di 50 ore ciascuno. Il progetto prevede inoltre 10 edizioni di formazione integrata, ciascuna di 50 ore, per un totale di 500 ore negli 82 Comuni della provincia di Palermo, di cui 150 ore di Project work. (Comunicato stampa) 

22-07-2013

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