Restoring Family Links, il servizio della CRI per le persone migranti che hanno perso i contatti con le loro famiglie

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
19 Giugno 2017 14:42
Restoring Family Links, il servizio della CRI per le persone migranti che hanno perso i contatti con le loro famiglie

Il 20 giugno 2017 ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato, voluta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita.

Si stima che, in tutto il mondo, circa 230 milioni di persone hanno lasciato il proprio paese di origine perché costretti a fuggire a causa di conflitti, disastri ambientali, estrema povertà e carestie. Migliaia di famiglie si separano o perdono i contatti con i loro cari durante il lungo percorso migratorio a causa di guerriglie o azioni terroristiche nei paesi di origine, infortuni, detenzioni arbitrarie o a causa ​di privazione dei mezzi di comunicazione.​ ​Croce Rossa Italiana supporta quotidianamente rifugiati e persone migranti che hanno perso i familiari durante il percorso migratorio, senza fare alcuna distinzione. Il servizio di ricongiungimento familiare (Restoring Family Links – RFL) è attivo per fornire un supporto alle persone che hanno perso i contatti con le loro famiglie per ristabilire, mantenere e preservare i legami familiari interrotti e far luce sui casi di persone dichiarate disperse.

Tra i servizi RFL, va ricordato il Red Cross Messagge, il più antico degli strumenti di contatto ideati dal fondatore di Croce Rossa, Henry Dunant, durante la battaglia di Solferino del 1859, che rimane un mezzo per scambiarsi notizie quando un membro della famiglia non ha accesso ad altri mezzi di comunicazione, come ad esempio nel caso di persone migranti detenuti. Il messaggio viene scritto a mano e consegnato personalmente dal personale CRI. Altro interessante servizio è poi Trace the Face, una piattaforma online attiva solo in Europa per aiutare le persone migranti e le loro famiglie a ritrovarsi. Per le ricerche, lo strumento più utilizzato è il Tracing Request che consiste nell’apertura di una richiesta di ricerca che una volta compilata viene condivisa con la Società Nazionale interessata e il CICR e dà l’avvio alla ricerca delle persone disperse.

In Sicilia, gli Uffici Ricerche RFL e protezione sociale operano attualmente a Catania, Messina e Trapani, supportati e coordinati dall’ufficio regionale ​di Palermo. Essi operano secondo quanto previsto dai protocolli dettati a livello nazionale ed internazionale e organizzano eventi formativi nel territorio assegnato. "Con il servizio RFL aiutiamo le persone a ricostruire i legami familiari. Nella Giornata Mondiale del Rifugiato, CRI Sicilia invita i rifugiati a contattare i vari comitati, che in Sicilia hanno aderito al servizio di RFL, per raccontare la propria storia ed essere seguiti nel ricongiungimento con i propri familiari", afferma Luigi Corsaro, Presidente CRI Sicilia.

Da qualche mese CRI Sicilia ha attivato l’email istituzionale per il servizio RFL, attiva all’indirizzo rfl@sicilia.cri.it: “La nuova email permetterà di migliorare il servizio offerto e faciliterà la comunicazione con enti, istituzioni e utenti. Le persone che cercano un contatto con le proprie famiglie potranno tempestivamente prendere un appuntamento con un operatore nella sede CRI più vicina e avviare la pratica di ricerca”, spiega Santa Sicali, Delegato Tecnico Regionale per l’area del sociale.Il servizio RFL opera anche in chiave preventiva con operatori presenti nei principali porti durante le operazioni di sbarco per fornire assistenza a coloro che sono stati separati durante le ultime fasi del percorso migratorio (nei porti africani o durante le operazioni di salvataggio) o rischiano di essere separati una volta giunti in Italia, dedicando particolare attenzione alle persone più vulnerabili, quali minori non accompagnati, persone ospedalizzate, donne in gravidanza etc.

In collaborazione con il CICR e il Commissario del Governo per le persone scomparse, la CRI supporta inoltre le attività di ricerca delle persone scomparse, contribuendo all'identificazione delle persone decedute in mare e assistendo eventuali parenti sopravvissuti.

Comunicato stampa19/6/2017{fshare}

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