Randagio rischia di morire avvelenato, salvato soltanto grazie a cittadini volontari

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
28 Marzo 2014 08:22
Randagio rischia di morire avvelenato, salvato soltanto grazie a  cittadini volontari

Salvataggio in extremis per evitare ad un cane randagio la morte per avvelenamento. Questo è quanto avvenuto ieri pomeriggio intorno alle 17 in via Castelvetrano, all'altezza del rifornimento Agip.

Il tutto è nato da una segnalazione da parte di una signora che all'altezza del passaggio a livello fra corso Armando Diaz e via Castelvetrano ha notato un gruppo di cani randagi, uno dei tanti che si aggirano per la città.

La donna vedendo che uno dei randagi si trovava in condizioni critiche ha chiamato la figlia, Stefania Pernice (nella foto 1 insieme ai volontari De Simone e Trinca ed al vigile Marrone) che, insieme all'amica Letizia Foggia, entrambi animaliste hanno rintracciato il cane che nel frattempo si era rifugiato dentro una siepe del piazzale dello stesso rifornimento. Sul posto è intervenuto l'animalista Andrea De Simone che ha subito avvertito i vigili urbani.

E' intervenuto il vigile urbano Giovambattista Marrone che si è dato molto da fare cercando di reperire, senza esito però, qualche veterinario dipendente dall'Asp di Trapani ed in servizio permanente presso il nuovo "rifugio sanitario" di via Rosario Ballatore, in contrada Affacciata. Visto l'esito negativo della ricerca è stato chiamato un privato, cioè il dott. Giovanni Trinca, gestore insieme al dott. Gianfranco Casale del Centro Veterinario San Vito.

Il dott. Trinca, insieme a Marrone e De Simone (quest'ultimo in foto 2 mentre cerca di dare soccorso al cane) sono riusciti a prelevare il cane che risultava abbastanza aggressivo tanto da mordere lo stesso Trinca, fortunatamente senza conseguenze.

Alla fine il cane è stato trasportato presso lo stesso Centro Veterinario dove il dott. Trinca, gratuitamente, ha prestato il primo soccorso per salvare la vita al quadrupede. Il cane –secondo quando affermato dal veterinario- presentava i sintomi di avvelenamento di metaldeide, un lumachicida.

Gli animalisti hanno lamentato il mancato intervento a seguito di chiamata, oltre che del veterinario, anche di un servizio di accalappiacani (eppure ogni anno il Comune paga centinaia di migliaia di euro per avere tale servizio dal canile Ri.Ca.Ra di Caltanissetta) in dotazione allo stesso rifugio sanitario che, nonostante l'impegno di Marrone, non è stato possibile aprire per dare primo soccorso ed ospitalità al cane avvelenato.

Alcuni giorni fa, attraverso una nota, l'Amministrazione comunale dichiarò che: "i randagi' sono cittadini della nostra Città e tutti i cani presenti nel nostro territorio vengono monitorati, accuditi da un punto di vista sanitario, sterilizzati e reimmessi nel territorio, grazie all'ottimo lavoro svolto dagli impiegati comunali che lavorano all'interno del rifugio".

28-03-2014 9,15

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