Pesca, Fai Flai Uila Trapani accolgono positivamente misura su credito d’imposta contro caro carburante

“Le imprese siano responsabili: il sistema 'alla parte' non diventi una trappola"

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
19 Marzo 2026 20:01
Pesca, Fai Flai Uila Trapani accolgono positivamente misura su credito d’imposta contro caro carburante

"Il credito d’imposta sui carburanti per il secondo trimestre 2026 è una boccata d'ossigeno fondamentale per il settore pesca; in un territorio come il nostro, legato alla tradizione del contratto con ripartizione della 'parte', vogliamo ricordare alle parti datoriali che il credito d’imposta è un aiuto dello Stato e in quanto tale ne devono beneficiare i lavoratori imbarcati, al fine di preservarne la dignità salariale". Ad affermarlo i segretari generali di Fai Cgil, Flai Cisl e Uila Uil Trapani Giovanni Di Dia, Massimo Santoro e Leonardo Falco, che intervengono dopo la decisione del Consiglio dei Ministri di sostenere il comparto contro il caro-gasolio.

Il sindacato trapanese pone così l'accento su una questione vitale per il territorio. Nella provincia di Trapani, la quasi totalità dei pescatori lavora con il contratto "alla parte": un sistema dove il salario non è una cifra fissa, ma una quota del pescato che viene ripartita tra equipaggio e armatore solo dopo aver sottratto le spese di gestione (in primis il carburante).

"In questo momento di crisi causata dai conflitti in Medio Oriente - continuano Di Dia, Santoro e Falco - il prezzo del gasolio rischia di azzerare il guadagno netto dei lavoratori e dell’impresa armatrice. Se le spese aumentano, la 'parte' che resta al marinaio scompare. Per questo, il credito d’imposta deve servire prioritariamente ad abbattere quei costi che gravano sulla spartizione finale, garantendo stipendi dignitosi".

Fai, Flai e Uila richiamano, dunque, le imprese locali a un forte senso di responsabilità: "Chiediamo alle aziende e agli armatori del territorio un impegno etico: la liquidità e i benefici fiscali derivanti dal credito d’imposta devono essere utilizzati per salvaguardare i redditi dei lavoratori e la tenuta sociale delle nostre marinerie. Continueremo a monitorare con estrema attenzione le diverse realtà aziendali per scongiurare pesanti ripercussioni sui pescatori e sulle loro famiglie. La crisi energetica non può e non deve essere pagata solo da chi va per mare".

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