Nel pomeriggio del 21 giugno 2026, nell’ambito delle attività di vigilanza e controllo lungo il litorale costiero, una motovedetta della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Palermo è intervenuta nel Golfo di Capo Zafferano a seguito di una segnalazione pervenuta al numero di pubblica utilità 117 relativa alla presenza di un acquascooter che effettuava manovre pericolose ad alta velocità, con due persone a bordo prive di casco. All’atto dell’intervento, il conducente dell’acquascooter, anziché ottemperare all’alt intimato dai militari, si dirigeva verso un natante presente in zona.
Pertanto, l’attività di controllo veniva estesa anche a tale imbarcazione i cui occupanti, tuttavia, hanno subito palesato un atteggiamento di insofferenza opponendo una ferma resistenza alle operazioni di polizia. La situazione è ulteriormente peggiorata quando i presenti sull’unità da diporto ed il conducente dell’acquascooter hanno iniziato a rivolgere minacce all’equipaggio della Guardia di Finanza tentando ripetutamente anche di salire a bordo dell’unità del Corpo. Lo stesso acquascooter eseguiva manovre evasive pericolose nel tentativo di sottrarsi al controllo, mettendo così a serio rischio l'incolumità degli stessi militari nonché degli altri diportisti presenti in zona. La situazione veniva immediatamente contenuta grazie all’intervento degli stessi militari operanti ed al supporto di un’ulteriore unità navale della Guardia di Finanza, sopraggiunta in ausilio, che consentiva di mettere in sicurezza l’area, prestare assistenza a una donna incinta durante le concitate fasi dell’intervento e ripristinare l’ordine e la sicurezza pubblica. A conclusione degli accertamenti, due uomini venivano tratti in arresto in flagranza di reato per le ipotesi di violenza o minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, aggravate dall’essere state commesse in luogo pubblico e da più persone riunite.
Inoltre, dopo gli accertamenti alcolemici, è stato riscontrato che i due soggetti avevano valori superiori ai limiti di legge; uno dei due soggetti veniva inoltre segnalato alla Autorità Giudiziaria anche per ubriachezza manifesta in luogo pubblico. In data 23 giugno 2026, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, diretta dal Procuratore Angelo Vittorio Cavallo, all’esito del giudizio direttissimo svoltosi alla presenza del Pubblico Ministero, Dott.
Manfredi Lanza, il Giudice ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti degli indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. L’intervento testimonia la costante presenza della Guardia di Finanza sul mare, non soltanto per il contrasto agli illeciti economico-finanziari, ma anche e soprattutto per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica negli spazi marittimi, in particolare in contesti caratterizzati da elevata frequentazione diportistica. Si precisa che il procedimento penale è tuttora pendente e che, in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone arrestate sarà accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.
COMUNICATO STAMPA